Domenica, 17 novembre 2019 - ore 16.54

Mondo News » Il Punto

Amnisty SIRIA: CON L’ISTITUZIONE DELLA ZONA ‘DEMILITARIZZATA’, I CIVILI DI IDLIB SONO ANCORA IN PERICOLO.

Il nuovo segretario generale di Amnesty International Kumi Naidoo, al suo ritorno da una visita sul campo a Raqqa, in Siria, ha descritto la terribile distruzione e la totale devastazione umanitaria a un anno dalla fine dell’offensiva durante la quale la coalizione a guida Usa e le Forze democratiche siriane hanno fatto ricorso a una potenza di fuoco devastante per espellere dalla città lo Stato islamico.

Venezuela: l’esodo al contrario degli italiani

Più che esodo, quello venezuelano è un “controesodo”. Per tutta la seconda metà del Novecento, la nazione è stata la meta di centinaia di migliaia di stranieri. Italiani inclusi.

AISE A BUENOS AIRES IL DOCUMENTARIO SULLA STORIA DEL FRIULI

È previsto per domani, dalle 12 alle 16.30, l’appuntamento della Società Friulana di Buenos Aires presso Villa Devoto, durante il quale ci sarà la proiezione del film “Cencesunsûr e je lade une civiltât – La silenziosa trasformazione di una civiltà” di Remigio Romano.

Aise UNICEF: IN PALESTINA IL 25% DEI RAGAZZI DI 15 ANNI NON VA A SCUOLA

Quasi tutti i bambini palestinesi, fra i 6 e i 9 anni frequentano la scuola, ma a 15 anni circa il 25% dei ragazzi e il 7% delle ragazze abbandonano gli studi, secondo il rapporto “State of Palestine: Country Report on Out-of-School Children” (Palestina: Rapporto sui bambini che non vanno a scuola).

YEMEN RAPPORTO DI AMNESTY GLI OSTACOLI AGLI AIUTI METTONO A RISCHIO LA VITA DI MILIONI DI PERSONE

In evidenza: la coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita continua a imporre ostacoli all'ingresso nello Yemen di forniture essenziali e queste restrizioni sempre più stringenti potrebbero costituire crimini di guerra; nelle zone minacciate dalla fame, le autorità "di fatto" huthi ritardano in modo eccessivo le forniture di assistenza umanitaria e a volte chiedono tangenti per farle passare.

TURCHIA, CONTRO OGNI LOGICA RESTA IN CARCERE IL PRESIDENTE DI AMNESTY

TURCHIA, CONTRO OGNI LOGICA RESTA IN CARCERE IL PRESIDENTE DI AMNESTY Commentando il prolungamento della detenzione del difensore dei diritti umani e presidente onorario di Amnesty International Turchia Taner Kiliç al termine dell'udienza del 21 giugno, il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty ha rilasciato la seguente dichiarazione: "La decisione di continuare a tenere in prigione il nostro collega ci spezza il cuore e rappresenta un'altra parodia della giustizia. Dopo oltre un anno lontano dalla sua famiglia e senza uno straccio di prova credibile a sostegno delle assurde accuse nei suoi confronti, il crudele prolungamento della sua detenzione sfida ogni logica".

Amnesty GLI USA ABBANDONANO IL CONSIGLIO ONU DEI DIRITTI UMANI

Ancora una volta il presidente Trump mostra il suo completo disprezzo per i diritti e le libertà fondamentali che il suo paese pretende di sostenere”, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, commentando l’annuncio che gli Usa abbandoneranno il Consiglio Onu dei diritti umani.

Turchia AMNESTY CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE PER IL SUO PRESIDENTE TURCO

Dopo oltre un anno dall'arresto, un rapporto di 15 pagine trasmesso dalla polizia alla pubblica accusa non ha rinvenuto alcuna prova che il presidente onorario di Amnesty International Turchia, Taner Kiliç, abbia avuto sul suo cellulare l'applicazione di messaggistica ByLock.

LIBIA, DERNA SOTTO ASSEDIO: AMNESTY SOLLECITA PROTEZIONE PER I CIVILI

A seguito dell'escalation della crisi umanitaria nella città assediata di Derna, Amnesty International ha chiesto al leader dell'Esercito nazionale libico (Enl), il generale Khalifa Haftar, e a tutte le parti coinvolte nel conflitto di aprire urgentemente corridoi umanitari per fornire assistenza imparziale e salvare le vite dei civili ancora intrappolati mentre i soldati dell'Enl continuano ad avanzare in vista della presa della città.

SIRIA, AMNESTY DENUNCIA: RAQQA IN ROVINA

DOPO LA “GUERRA DI ANNICHILIMENTO” DIRETTA DAGLI USA, POPOLAZIONE LOCALE DEVASTATA Alla vigilia dell’anniversario della “liberazione” di Raqqa dal gruppo armato auto-proclamatosi Stato islamico, dalle macerie gli abitanti si chiedono ancora perché la coalizione militare diretta dagli Usa abbia distrutto la città e ucciso centinaia di civili.
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