Pianeta Migranti.Trump le gabbie e gli alligatori
Trump inaugura “Alligator Alcatraz”, prigione per migranti. “Pericolosa? Non me ne frega niente”
In viaggio per inaugurare il nuovo centro di detenzione per migranti irregolari in Florida, Trump ha definito il suo progetto: “Una struttura remota e inaccessibile”
Il nuovo centro di detenzione per migranti illegali sorge sulle paludi della Florida, le famose Everglades popolate da alligatori, coccodrilli e pitoni. Può raccogliere fino a 5.000 persone e, costerà ben 450 milioni di dollari l'anno. Tecnicamente è un luogo di sosta in attesa dell'espulsione ma che, potrebbe essere più duro della prima Alcatraz.
All'arrivo in Florida, nel luogo in cui sorge il carcere, il presidente ha dichiarato “Qui ci sono molte guardie del corpo e molti poliziotti sotto forma di alligatori. Non devi pagarli; ma io non vorrei proprio stare qui.” Con sadismo, ha perfino suggerito come si fugge dai coccodrilli: “Devi correre a zigzag, così le tue chance di sopravvivere aumentano dell'1%!”
Negli Stati Uniti, nel.2018, circolavano dei video di un Centro di detenzione in Texas con bambini migranti rinchiusi in gabbie, separati dai loro genitori, per ordine dell'amministrazione Trump. Bambini che piangevano, spaventati, in condizioni degradanti. Tuttavia, non solo non ha mai espresso rimorso, ma ha continuato a difendere, con arroganza e cinismo, le sue politiche migratorie crudeli
Oggi, Trump deporta i migranti con razzie, con procedure rapide e senza garanzie legali. Pur senza raggiungere l’obiettivo dichiarato di un milione all’anno, centinaia di migliaia di persone sono state espulse, inclusi soggetti non criminali e gruppi vulnerabili. L’operazione è destinata a prendere il volo grazie agli accordi con con Guatemala, El Salvador, Panama e Costa Rica, ed altri paesi disposti a ricevere i deportati. Nonostante l'opposizione di gruppi per i diritti civili, i migranti venezuelani sono stai inviati alla base navale degli Stati Uniti a Guantánamo, con l’obiettivo di arrivare a quota 30.000 migranti
C’è un dettaglio ancora più inquietante, riportato in più testimonianze: Trump, avrebbe suggerito di costruire un fossato pieno di alligatori al confine tra Stati Uniti e Messico per scoraggiare gli attraversamenti illegali. Avrebbe anche proposto di sparare ai migranti alle gambe in quanto "stanno invadendo il Paese." Come se si parlasse di un’invasione di insetti. Non di esseri umani.
Queste non sono semplici provocazioni populiste ma rivelano un’ideologia disumanizzante, che nega lumanità di chi migra – per fame, guerra, disperazione.
Le parole e le politiche di Trump hanno costruito muri di cemento e filo spinato, ma soprattutto muri mentali e morali. Muri contro la compassione, la solidarietà, contro il ricordo fondamentale che ogni migrante è una persona.Un padre che attraversa il deserto con la figlia sulle spalle non è un criminale: è un essere umano che spera in una vita degna. Le famiglie migranti non sono numeri né problemi logistici da “contenere” in strutture disumane, ma persone che meritano rispetto, ascolto e dignità.
L’arroganza e il linguaggio violento di Trump hanno reso “normale” l’orrore e trasformato la crudeltà in strategia politica. Hanno sdoganato il peggior razzismo e infettato il dibattito pubblico con il veleno della paura e del disprezzo.
Ma non vogliamo abituarci. Non possiamo restare in silenzio mentre si calpestano i diritti umani. Non possiamo dimenticare che dietro ogni muro c’è una vita che sogna di essere libera.
È tempo di dire con forza che l’arroganza del potere non potrà mai cancellare la dignità dell’essere umano.



