Giovedì, 21 novembre 2019 - ore 18.20

Pirellone (PD) No al bilancio dei tagli

| Scritto da Redazione
Pirellone (PD) No al bilancio dei tagli

Pirellone (PD) No al bilancio dei tagli.
Il Pd ha votato contro la manovra finanziaria di Regione Lombardia: troppi capitoli ridotti a zero e poca politica e programmazione
Troppi tagli, capitoli ridotti allo zero puro, poca politica e programmazione. E i documenti contabili di Regione Lombardia vengono sonoramente bocciati dal Partito democratico. Nella seduta di consiglio regionale di fine anno il Pd ha votato contro il collegato alla Finanziaria, al bilancio di previsione 2011, al pluriennale e all'intera manovra.
Luca Gaffuri ha spiegato perché: "La Lombardia ha le risorse e la vocazione per stare al top. E proprio per questo ci saremmo aspettati una manovra capace di reagire alle sfide che si profilano. Invece, la vediamo debole e indecisa e non ci basta affidare le risorse della Regione a una Giunta che ancora sta scrutando l'orizzonte e decidendo il da farsi".
Che cosa serviva, invece, secondo il Pd? "Occorrono scelte chiare - ha detto ancora Gaffuri - ma la crisi paralizza anche la politica e serve uno sforzo condiviso. Invece la Giunta, come dimostrano questi documenti, preferisce l'arroccamento solitario. Noi non vediamo in questa manovra di bilancio la scelta di politiche chiare. Si mostra di voler tenere in piedi la baracca, ma di fatto la Giunta ci chiede semplicemente un grosso atto di fiducia. Molto grosso. Nell'ordinamento regionale non esiste la legge delega, ma nel collegato si chiedono più deleghe in bianco perché la Giunta possa provvedere in materie di grande importanza: per i trasporti, ad esempio, ma anche per i criteri di virtuosità dei comuni".
Nel primo caso, ha sottolineato il capogruppo Pd, "la Giunta ci chiede di lasciarle mano libera nel definire le tariffe del trasporto pubblico locale, nello stabilire i criteri della riforma e dell'integrazione tariffaria, nell'offerta del servizio. Ci chiede insomma di poter modulare il diritto dei cittadini lombardi alla mobilità, ma senza una discussione politica nel merito. Ci chiede ancora il diritto a infilare la mano nel portafogli dei cittadini senza chiarirci in cambio di cosa. Insomma, il consiglio regionale è considerato un semplice luogo di ratifica delle deliberazioni giuntali: in questo collegato è stato inserito all'ultimo momento un articolo sulle grandi derivazioni idroelettriche, un articolo di peso, per densità tecnica e per rilevanza della materia. Deploriamo che questo argomento non sia stato trattato nella commissione consiliare. E sempre un atto di fiducia ci viene chiesto nel caso dei fondi costituiti per far fronte alla crisi economica e sociale. Nel Fondo per la ripresa economico-sociale per il 2010, dei 50 milioni che sono stati messi a bilancio, ne restano ancora 40 che non ci risultano essere stati utilizzati; nel Fondo patto-sviluppo sostenibile, a 10 giorni dalla fine del 2010, restano ancora 34 milioni. Anche per questo ci sembrerebbe opportuno che il bilancio per il 2011 definisca già in consiglio a quali azioni e necessità destinare le risorse: per indirizzare meglio, secondo le necessità dei cittadini e dei territori lombardi che rappresentiamo, soldi che altrimenti non verrebbero utilizzati".
E a fronte di tutto questo, con le aziende lombarde che stanno chiudendo in uno stillicidio senza fine, non c'è nella manovra di bilancio, per Gaffuri e il Pd, "quell'atteggiamento più aggressivo contro la crisi che ci saremmo aspettati. Anzi, tra i settori tagliati vi è quello del sostegno all'economia produttiva". Peggio ancora per il bilancio 2011, definito da Gaffuri "del federalismo al contrario: il Governo Berlusconi requisisce a Comuni e Regioni importanti risorse per i servizi ai cittadini. Regione Lombardia ha abbaiato alla luna tutta l'estate, adesso abbassa la testa e accetta l'aut aut". Troppi zeri sui capitoli di spesa che vogliono dire "l'azzeramento di politiche, impegni, prospettive di avanzamento e sviluppo". E "l'insuccesso delle politiche del governo di Pdl e Lega".
Qualche esempio: per quanto riguarda il sostegno alle imprese e ai settori produttivi, si va da una riduzione del 57% (-6,8 milioni) delle risorse per le politiche attive per industria e artigianato, al 50% (-10,5 milioni) per il commercio, i servizi e il turismo. Va meglio all'agricoltura, che grazie ai fondi europei vedrà invece un aumento del 12% (+3,3 milioni). Ma poi vengono azzerati i fondi per il sostegno e la promozione della competitività delle piccole e medie imprese (erano 660.000 euro); i contributi in conto capitale alle imprese artigiane per ridurre l'inquinamento (che equivalevano nel 2010 a 1 milione); gli interventi di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese artigiane (che quest'anno vedevano 1 milione di euro); il fondo di rotazione per il finanziamento delle attività imprenditoriali (erano 4,5 milioni); il cofinanziamento regionale del fondo unico per incentivi alle imprese (erano 41 milioni).
"E ci preoccupano - ha chiosato Gaffuri al termine di due giorni di discussione - i tagli nel settore delle infrastrutture e dei trasporti o nel comparto sociale e sociosanitario. Non è un buon modo di governare. E noi non possiamo certo appoggiarlo".

fonte: PD Lombardia

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