Martedì, 19 ottobre 2021 - ore 07.05

PISCINA CREMA : CONTINUA LA SOAP OPERA

Altra lettera al dottor Agazzi

| Scritto da Redazione
PISCINA CREMA : CONTINUA LA SOAP OPERA

CREMA IL PROBLEMA DI SPORT MANAGEMENT È TROVARE LE FONTI DELLE SEGNALAZIONI AI GIORNALI INVECE CHE RISOLVERE I PROBLEMI ALLA PISCINA PISCINA COMUNALE DI CREMA: atto Nro. Indefinito. Ricevo e pubblico una lettera indirizzata al onorevole Agazzi:; “Buongiorno Dr Agazzi solo per dirLe che sono stata accolta, in Piscina comunale a Crema, con un ringraziamento (ovviamente ironico) per l’articolo su La Provincia e un invito a non negare di essere la fonte della segnalazione in quanto sono l’unico utente ad aver rinnovato l’abbonamento nella data rilevabile dallo scontrino. Dunque, il problema principale pare essere quello di identificare il “responsabile” delle lamentele e non confutarne la veridicità. L’addetto alla reception…ha ribadito la necessità di rappresentare le nostre doglianze direttamente “a Loro”. Ho replicato di averlo già fatto in molteplici circostanze e di avere solo ricevuto risposte inconcludenti, al limite della presa in giro. Gli esempi si sprecano: l’anno scorso, alla riapertura delle vasche invernali, la temperatura dell’acqua era pericolosamente elevata (manco fosse una vasca da bagno); la risposta alla segnalazione è stata che l’indomani sarebbe stata adeguata. La realtà dei fatti? È tornata alla temperatura corretta nel giro di 5 giorni (ho frequentato l’impianto giornalmente), grazie alle vetrate aperte. Sempre in quel periodo l’acqua delle docce era parimenti bollente e non è un’esagerazione. La gente non riusciva a rimanere sotto la doccia il tempo strettamente necessario per risciacquarsi dal cloro. È evidente che tutto questo è il risultato di anni di incuria e che probabilmente serve un intervento radicale, pertanto costoso. In passato, ho già parlato con un responsabile di Sport Management, mi sono sentita raccontare bugie e varie amenità (del tipo che nelle docce maschili qualcuno si era divertito a manomettere le docce con una chiave a pappagallo, che le porte delle docce - mancanti e mai sostituite - sono pesantissime, che gli utenti sono vandali…). Con riferimento al malfunzionamento dei servizi igienici (vasche invernali) confermo che ne funziona uno solo su tre e che quello che funziona ha la serratura difettosa (non si chiude…). Gli altri due sono chiusi: entrambi non funzionavano, dubito fortemente che siano stati riparati e chiusi solo in ottica Covid, visto che l’accesso è consentito a due persone per volta. Bastava rendere inutilizzabile quello centrale ma è ovvio che ciò non era possibile proprio perché era l’unico funzionante. Dunque le riparazioni effettuate parrebbero consistere… nella chiusura della porta. Occhio non vede cuore non duole? Veniamo al nodo tariffe: il costo mensile di 49,90 euro include non solo il nuoto libero ma “tanti altri servizi” (spa e altro) quindi se a me (sarò una mosca bianca) non interessano è un problema mio. Dubito che gli utenti saranno tutti entusiasti di avere questo pacchetto di servizi a un costo tanto vantaggioso… Sulla reiterazione del pagamento della quota associativa annuale mi è stato ribadito che se non si sospende mai l’abbonamento tale quota viene pagata una volta sola. L’intenzione di riscuoterla a ogni riattivazione dell’abbonamento sembra non essere stata accantonata. Non ho parole! Continuo a domandarmi se sia davvero impraticabile la soluzione alternativa di una gestione pubblica (al netto delle problematiche connesse con la risoluzione del contratto con il gestore privato), cui basterebbe raggiungere il pareggio di bilancio. Da notizie di stampa mi pare di capire che sia il caso dell’impianto di Pandino, dopo una negativa esperienza con un gestore privato. Non sono in grado di valutarne la fattibilità giuridica ed economica e mi piacerebbe che il Comune desse qualche risposta non liquidatoria. Grazie di tutto. Cordiali saluti”.

 

Che barzelletta*...

 

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