Sabato, 02 luglio 2022 - ore 16.29

Siccità: l’umanità al bivio

Il cambiamento climatico rischia di compromettere lo sviluppo umano e provoca gravi danni agli habitat

| Scritto da Redazione
Siccità: l’umanità al bivio

Secondo il rapporto “Drought In Numbers, 2022″ pubblicato dall’United Nations convention to combat desertification (UNCCD), l’umanità è a un bivio perché «Deve urgentemente gestire la siccità e accelerare la, utilizzando ogni strumento possibile».

Il nuovo rapporto, presentato in occasione del Drought Day alla 15esima Conferenza delle parti (COP15) dell’UNCCD in corso ad Abidjan, in Costa d’Avorio), invita a «Impegnarsi pienamente a livello globale per la preparazione e la resilienza alla siccità in tutte le regioni del mondo è una priorità assoluta».

Il rapporto, un autorevole e impressionante compendio di informazioni e dati sulla siccità è un utile strumento per informare i delegati dei 196 Stati membri dell’UNCCD che partecipano alla COP15 e che il 20 maggio approveranno un documento finale che dovrebbe toccare 5 aree interconnesse: politiche sulla siccità; preallarme, monitoraggio e valutazione; condivisione e apprendimento delle conoscenze; partnership e coordinamento; finanziamento della lotta alla siccità.

Presentando “Drought In Numbers, 2022″, il segretario esecutivo dell’UNCCD, Ibrahim Thiaw, ha detto che «I fatti e le cifre di questa pubblicazione puntano tutti nella stessa direzione: una traiettoria ascendente nella durata delle siccità e nella gravità degli impatti, che non colpisce solo le società umane ma anche i sistemi ecologici da cui dipende la sopravvivenza di tutta la vita, compreso quello della nostra stessa specie».

Le cifre e i fatti del rapporto sono un potente invito all’azione: Dal 2000 il numero e la durata della siccità è aumentato del 29%: Dal 1970 al 2019, i rischi meteorologici, climatici e idrici hanno rappresentato il 50% dei disastri e il 45% dei decessi dovuti a disastri, principalmente nei Paesi in via di sviluppo; Dal 1970 al 2019, la siccità rappresenta il 15% dei disastri naturali, ma ha causato il maggior numero di vittime umane, circa 650.000 morti; Dal 1998 al 2017, la siccità ha causato perdite economiche globali di circa 124 miliardi di dollari; Nel  2022, oltre 2,3 miliardi di persone stanno affrontano lo stress idrico; quasi 160 milioni di bambini sono esposti a siccità grave e prolungata.

A meno che l’azione contro la siccità non venga intensificata: Entro il 2030, circa 700 milioni di persone rischiano di essere sfollate a causa della siccità; Entro il 2040, si stima che un bambino su quattro vivrà in aree con estrema carenza d’acqua; Entro il 2050, la siccità potrebbe colpire più di tre quarti della popolazione mondiale e si stima che 4,8 – 5,7 miliardi di persone vivranno in aree con scarsità d’acqua per almeno un mese all’anno, rispetto ai 3,6 miliardi di oggi. Ed entro il 2050 fino a 216 milioni di persone potrebbero essere costrette a migrare, in gran parte a causa della siccità in combinazione con altri fattori tra i quali la scarsità d’acqua, il calo della produttività delle colture, l’innalzamento del livello del mare e la sovrappopolazione.

Di fronte a questo quadro preoccupante per il presente ed ancor più per il futuro, Thiaw ha lanciato un forte allarme: «Siamo a un bivio. Dobbiamo orientarci verso le soluzioni piuttosto che continuare con azioni distruttive, credendo che un cambiamento marginale possa curare il fallimento sistemico. Una delle soluzioni migliori e più complete è il ripristino del suolo, che affronta molti dei fattori alla base del degrado dei cicli idrici e della perdita di fertilità del suolo. Dobbiamo costruire e ricostruire meglio i nostri territori, imitando la natura ove possibile e creando sistemi ecologici funzionali. Al di là del ripristino, c’è la necessità di un cambio di paradigma dagli approcci “reattivi” e “basati sulla crisi” agli approcci di gestione della siccità “proattivi” e “basati sul rischio” che coinvolgono coordinamento, comunicazione e cooperazione, guidati da finanziamenti sufficienti e volontà politica».

Il rapporto  evidenzia anche le azioni necessarie da intraprendere: Tecniche di gestione agricola sostenibili ed efficienti che producono più cibo su meno terra e con meno acqua; Cambiamenti nei nostri rapporti con cibo, foraggi e fibre, spostandoci verso diete a base vegetale e riducendo o interrompendo il consumo di animali; Politica concertata e partenariati a tutti i livelli; Sviluppo e attuazione di piani d’azione integrati contro la siccità; Istituire efficaci sistemi di allerta precoce che funzionano oltre i confini; Implementazione di nuove tecnologie come il monitoraggio satellitare e l’intelligenza artificiale per guidare le decisioni con maggiore precisione; Monitoraggio e reportistica regolari per garantire un miglioramento continuo; Mobilitare la finanza sostenibile per migliorare la resilienza alla siccità a livello locale; Investire nella salute del suolo; Lavorare insieme e coinvolgere e mobilitare agricoltori, comunità locali, imprese, consumatori, investitori, imprenditori e, soprattutto, giovani.

Il nuovo rapporto UNCCD rileva che «128 paesi hanno espresso la volontà di raggiungere o superare la Land Degradation Neutrality. E quasi 70 Paesi hanno partecipato alla global drought initiative dell’UNCCD, che mira a passare da approcci reattivi alla siccità a un approccio proattivo e di riduzione del rischio».

Thiaw ha sottolineato l’importanza di «Promuovere la consapevolezza pubblica sulla desertificazione e la siccità e far sapere alle persone che i problemi possono essere affrontati efficacemente attraverso l’ingegno, l’impegno e la solidarietà. Dobbiamo essere tutti all’altezza della nostra responsabilità di garantire la salute delle generazioni presenti e future, con tutto il cuore e senza indugio».

Questi i numeri della siccità nel mondo (1900-2022): Nel secolo scorso, più di 10 milioni di persone sono morte a causa di gravi eventi di siccità, causando perdite economiche di diverse centinaia di miliardi di dollari in tutto il mondo. E le cifre  sono in aumento; La siccità grave colpisce l’Africa più di qualsiasi altro continente, con oltre 300 eventi registrati negli ultimi 100 anni, che rappresentano il 44% del totale mondiale. Più recentemente, l’Africa subsahariana ha subito le drammatiche conseguenze dei disastri climatici sempre più frequenti e intensi; Nel secolo scorso in Europa si sono verificati 45 gravi eventi di siccità, che hanno colpito milioni di persone e comportato perdite economiche per oltre 27,8 miliardi di dollari. Oggi, una media annua del 15% della superficie terrestre e del 17% della popolazione all’interno dell’Unione Europea è colpita dalla siccità; Negli Stati Uniti, il fallimento dei raccolti e altre perdite economiche dovute alla siccità hanno totalizzato diverse centinaia di miliardi di dollari nell’ultimo secolo: 249 miliardi di dollari solo dal 1980; Nell’ultimo secolo, il numero totale più alto di esseri umani colpiti dalla siccità si è verificato in Asia.

Gli impatti sulla società umana sulle società umane sono enormi: Dal 2000 al 2019, oltre 1,4 miliardi di persone sono state colpite dalla siccità. Ciò rende la siccità il secondo disastro che ha colpito il numero più alto di persone, dopo le inondazioni. L’Africa ha sofferto di siccità più frequentemente di qualsiasi altro continente con 134 siccità, di cui 70 si sono verificate nell’Africa orientale; Si stima che, nei 10 anni dal 1998 al 2017, l’effetto di una grave siccità abbia ridotto il prodotto interno lordo dell’India del 2-5%; Dal 2002 al 2010, a causa della siccità del millennio, in Australia la produttività agricola totale è diminuita del 18% Maggiori oneri e sofferenze vengono inflitti alle donne e alle ragazze nei paesi emergenti e in via di sviluppo in termini di livelli di istruzione, nutrizione, salute, igiene e sicurezza; L’onere della raccolta dell’acqua, soprattutto nelle zone aride, ricade in modo sproporzionato sulle donne (72%) e sulle ragazze (9%), che, in alcuni casi, consumano fino al 40% del loro apporto calorico trasportando acqua; La siccità ha impatti profondi, diffusi e sottovalutati su società, ecosistemi ed economie, con solo una parte delle perdite effettive che vengono contabilizzate;  Il caso di studio della California del 2017 ha mostrato che un aumento di circa 100 casi di siccità in due mesi è stato associato a una riduzione dell’11-18% del normale consumo idrico domestico.

Gli impatti sugli ecosistemi sono ancora più devastanti: La percentuale di piante colpite dalla siccità è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni, con circa 12 milioni di ettari di terreno persi ogni anno a causa della siccità e della desertificazione; Gli ecosistemi si trasformano progressivamente in fonti di carbonio, soprattutto durante eventi di siccità estrema, rilevabili in cinque dei sei continenti; Un terzo delle emissioni globali di anidride carbonica è compensato dall’assorbimento di carbonio degli ecosistemi terrestri, ma la loro capacità di sequestrare il carbonio è altamente sensibile agli eventi di siccità; Il 14% delle zone umide essenziali per le specie migratorie, come elencate dalla Convenzione Ramsar, si trova in regioni soggette a siccità; La mega siccità in Australia ha contribuito ai “mega incendi” del 2019-2020, provocando la più drammatica perdita di habitat per le specie minacciate nella storia postcoloniale; negli incendi australiani circa 3 miliardi di animali sono stati uccisi o sono fuggiti dal loro areale; Gli incendi indotti dalla siccità nelle torbiere in Indonesia hanno portato a una diminuzione della biodiversità, incluso sia il numero di individui che le specie vegetali; Durante la siccità estiva del 2003, la fotosintesi negli ecosistemi europei si è ridotta del 30%, il che ha comportato un rilascio netto di carbonio stimato di 0,5 gigatonnellate; L’84% degli ecosistemi terrestri è minacciato dal cambiamento e dall’intensificarsi degli incendi, Durante i primi due decenni del XXI secolo, l’Amazzonia ha subito 3 siccità diffuse, che hanno tutte innescato enormi incendi boschivi. Gli eventi di siccità stanno diventando sempre più comuni nella regione amazzonica a causa dell’uso del suolo e del cambiamento climatico, che sono interconnessi; Se la deforestazione amazzonica continua senza sosta, il 16% delle restanti foreste della regione brucerà probabilmente entro il 2050.

Il rapporto traccia anche un quadro di quelli che definisce “Futuri prevedibili”: Il cambiamento climatico aumenterà il rischio di siccità in molte regioni vulnerabili del mondo, in particolare quelle con una rapida crescita demografica, popolazioni vulnerabili e problemi di sicurezza alimentare; Entro i prossimi decenni, 129 Paesi sperimenteranno un aumento dell’esposizione alla siccità principalmente a causa del solo cambiamento climatico: 23 principalmente a causa della crescita della popolazione e 38 principalmente a causa dell’interazione tra il cambiamento climatico e la crescita della popolazione; Se il riscaldamento globale raggiungerà i 3 gradi Celsius entro il 2100, come alcuni prevedono, le perdite per siccità potrebbero essere 5 volte superiori a quelle attuali, con il maggiore aumento nelle regioni del Mediterraneo e dell’Atlantico europeo; In Angola, oltre il 40% del bestiame, un’importante fonte di sostentamento che rappresenta il 31,4% del PIL agricolo, è attualmente esposto alla siccità e si prevede che aumenterà al 70% nelle condizioni climatiche previste; Nell’Ue e nel Regno Unito, le perdite annuali dovute alla siccità sono attualmente stimate a circa 9 miliardi di euro e si prevede che, senza un’azione climatica significativa, aumenteranno a oltre 65 miliardi di euro.

Nonostante questo quadro fosco, “Drought In Numbers, 2022″ non cede allo sconforto e propone alcune iniziative di successo che possono essere imitate: Adottando l’irrigazione a goccia, i piccoli coltivatori di ortaggi nelle province soggette a siccità del Vietnam (Binh Phouc), della Cambogia (Prey Veng e Svay Reing), delle Filippine (Lantapan e Bukidnon) e dell’Indonesia (Reing e Bogor, West Java; Rembang, East Java) sono stati in grado di aumentare l’efficienza nell’uso dell’acqua fino al 43% e la resa dell’8-15%; Con il più alto tasso di efficienza idrica in agricoltura, raggiungendo un tasso del 70-80%, l’irrigazione a goccia ha contribuito a risolvere il problema della scarsità d’acqua in Israele; Information Technology and Indigenous Knowledge with Intelligence (ITIKI) è un sistema di allerta precoce sulla siccità che integra la conoscenza indigena e la previsione della siccità per aiutare i piccoli agricoltori a prendere decisioni più informate, ad esempio, su quando e come piantare quali colture. I modelli di previsione del supporto forniscono una precisione del 70-98% per tempi di consegna fino a quattro anni, come dimostrato da test effettuati in Mozambico, Kenya e Sud Africa; A livello globale, adottando pratiche sostenibili di gestione della terra e dell’acqua possono essere prodotti fino a 1,4 trilioni di dollari di valore; Circa 4 milioni di ettari di terreno degradato all’interno di “strict intervention zones” sono stati ripristinati nell’ambito dell’iniziativa Great Green Wall guidata dall’Unione africana: il 4% dell’obiettivo finale della Grande Muraglia Verde  di ripristinare 100 milioni di ettari, contribuendo a ridurre le minacce immanenti della desertificazione e della siccità.

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