Lunedì, 21 settembre 2020 - ore 21.22

USA Signore, mettigli una mano sul capo (a costo di scompigliargli il riporto arancione) by Oscar Bartoli

Fermo immagine da un video trasmesso dalla tv iraniana Sono le 10 di sera a Washington e da un paio di ore le televisioni generaliste e via cavo ci stanno scaricando addosso il nulla.

| Scritto da Redazione
USA Signore, mettigli una mano sul capo (a costo di scompigliargli il riporto arancione) by Oscar Bartoli

USA Signore, mettigli una mano sul capo (a costo di scompigliargli il riporto arancione) by Oscar Bartoli

Fermo immagine da un video trasmesso dalla tv iraniana Sono le 10 di sera a Washington e da un paio di ore le televisioni generaliste e via cavo ci stanno scaricando addosso il nulla.

Non sappiamo se i missili balistici lanciati dall'Iran contro due basi americane in Iraq abbiano o meno rappresentato quella vendetta promessa dall'ayatollah persiano contro Donald Trump.

Nel momento in cui scriviamo sembra che i missili balistici abbiano fatto fuori un po' di iracheni che lavoravano nelle due basi.

Al Pentagono stanno valutando se vi sono dei morti americani sulla pelle dei quali soltanto potrà essere scatenata la controffensiva del 'disturbato' presidente americano.

Il segretario di Stato Michele Pompeo ha giustificato l'uccisione del super generale iraniano Soleimani affermando che la decisione è stata presa tenendo conto del suo passato.

Nella foga di difendere in qualche modo l'avventata decisione dell'inquilino della Casa Bianca il signor Pompeo, nonostante le sue lontane origini italiane, non mostra la percezione del senso del ridicolo.

I morti, come è d'uso, non hanno lo stesso peso e valore: il generale iraniano soppresso dal missile del drone americano conta eccome perché la notizia della sua esecuzione aveva lo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica americana dal bombardamento quotidiano delle notizie sull'impeachment di Donald Trump approvato dalla Camera dei Deputati e in procinto di passare al Senato dove sicuramente sarà bocciato dalla maggioranza repubblicana.

I funerali del generale assassinato si sono tenuti a Teheran e poi anche nella città natale con la partecipazione di centinaia di migliaia di concittadini assetati di vendetta contro gli Stati Uniti.

La calca e l'isteria generale hanno mandato all'altro mondo non è chiaro se 50 o 70 manifestanti tra i quali anche qualche ragazzino. Ma questi morti non contano assolutamente.

Scorro i titoli dei giornali italiani che alle quattro del mattino riescono a farci sapere che nella base di Ebrtil  c'è un contingente di soldati italiani che si sono rifugiati in un bunker sotterraneo. Speriamo che non vi siano feriti.

Trump trova il tempo di fare un Twitter nel quale asserisce che "tutto va bene".

Nel frattempo un giornalista di alto livello come il corrispondente dall'Iraq della MSNBC, Richard Engel, ci informa che i comandi delle truppe americane dislocate in quel paese sono nell'estrema confusione mentale e operativa.

La notizia vera, sulla quale stanno glissando i media vicini a Trump, è che Vladimir Putin con il suo tradizionale e collaudato tempismo, si è fiondato a Damasco e ha prenotato incontri con il presidente turco ed altri politici dell'area.

Se Putin riuscira' a fare da paciere facendo mettere la sordina alla libidine revanscista degli ayatollah iraniani, potrà appuntarsi sul petto una ulteriore medaglia a conferma del fatto che la Russia grazie ai collaudati rapporti con l'Iran e la Siria, è divenuta il burattinaio che fa danzare i pupi del Medio Oriente.

Non sappiamo se nelle prossime ore Stati Uniti e Iran andranno a intensificare le bordate missilistiche o se invece gli uni agli altri si riterranno soddisfatti almeno per il momento delle sceneggiate fatte.

Per quanto riguarda questa nostra America prima di andare a dormire non ci resta che dire: "Signore, mettigli una mano sulla testa a costo di scompigliarli il riporto arancione".

Ma anche gli evangelici, che sono il buzzo del supporto elettorale di Donald, si augurano invece che Iddio, tirato per la giacca da tutte le parti, sostenga lo pseudo dittatoriello americano nella sua affannata ricerca della conferma quale più importante uomo del pianeta.

E a questo punto uno sente che anche la propria fede religiosa sta tremando.

by Oscar Bartoli

Letter from Washington DC

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