Lunedì, 26 ottobre 2020 - ore 14.04

C’è chi 'mette soldi sotto il materasso' e chi un violino Amati da un milione di euro

Il ritrovamento di un Amati del 1675, era avvenuto nel 2019 a Parma durante la perquisizione in un appartamento di un ignaro spacciatore.

| Scritto da Redazione
C’è chi 'mette soldi sotto il materasso' e chi un violino Amati da un milione di euro

Quando si dice “mettere i soldi sotto il materasso”, ebbene sarà stato per la poca comodità della sua forma, ma forse più per la delicatezza, che qualcuno ha visto bene di mettere un costoso violino sotto il proprio letto.

E’ accaduto a Parma nell’aprile del 2019, quando gli agenti della squadra mobile sezione antidroga di Parma, hanno fatto irruzione nell’appartamento di un presunto spacciatore, già peraltro denunciato. Tutto si sarebbero aspettati meno che di ritrovare un violino di Nicolò Amati del 1675 nasccosto sotto il letto dell'incauto ricettatore.

La presenza di diverse corde di ricambio con etichette in giapponese, un biglietto da visita di un commerciante di liuteria cremonese e l’assenza dell’archetto, hanno insospettito subito gli agenti che ne hanno chiesto la provenienza al 48enne reggiano. Vani i tentativi di giustificarne il possesso da parte del ‘proprietario’ che ha cercato di sviare gli investigatori, anche troppo forse, vantandone la provenienza non di meno che dalla Colombia.

Avviate le indagini sulla rete, viene rilevata la segnalazione di un Nicolò Amati del 1675 rubato nel 2005 in Giappone del valore di circa 1 milione di euro. Una targhetta apposta dentro la cassa del violino sequestrato ne da la quasi certezza della corrispondenza: ‘Nicolaus Amatus Cremonen Hieronymi Fil., ac Antonij Nepos Fecit, 1675’.

Sarà il liutaio cremonese Simeone Morassi, attraverso ad una perizia predisposta dalla procura di Parma, ad accertare l’effettiva rispondenza con quello trafugato in Giappone, avviando di conseguenza i primi contatti con le autorità nipponiche per avere un riscontro sui fatti precedentemente denunciati dal collezionista derubato.

Una indagine a lieto fine, di cui non ci poteva esimere dal trarne un piccolo cameo musicale, la questura di Parma infatti ha voluto celebrare il prezioso ritrovamento con una esibizione della musicista Lena Yokoyama nella chiesa della Steccata di Parma e a Teatro Regio.

Tutto è bene quel che finisce bene, sopratutto grazie ad un ricettatore probabilmente all’oscuro del valore dello strumento e che lo ha protetto nascondendolo sotto un letto.

-Gazzaniga Daniele-

 

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