Giovedì, 24 settembre 2020 - ore 06.06

CONCLUSA LA PRIMA SPEDIZIONE ARTICA DEL PROGRAMMA SCIENTIFICO ITALIANO HIGH NORTH 2020

CONCLUSA LA PRIMA SPEDIZIONE ARTICA DEL PROGRAMMA SCIENTIFICO ITALIANO HIGH NORTH 2020

| Scritto da Redazione
CONCLUSA LA PRIMA SPEDIZIONE ARTICA DEL PROGRAMMA SCIENTIFICO ITALIANO HIGH NORTH 2020

Il 12 agosto scorso la nave polivalente Alliance, dopo oltre sessanta giorni di navigazione, è rientrata nella Base Navale della Spezia con a bordo il team scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina. Partita il 22 giugno, durante il periodo di attività nei mari del nord la nave ha effettuato 475 ore di attività scientifica, con 10.193 miglia percorse, di cui 2.972 in Oceano Artico, portando al termine la prima delle tre campagne di ricerca del programma triennale High North 2020-2022.

Come ricordato dall’Ambasciata italiana ad Oslo, le attività di ricerca e gli obiettivi scientifici di High North20 sono stati svolti, pur nel rispetto dei protocolli sanitari finalizzati a contenere l’emergenza COVID 19, in sinergia tra l’equipaggio di nave Alliance e un team di 13 esperti dell’Istituto Idrografico della Marina.

La spedizione artica della Marina Militare, diretta per l’Istituto Idrografico dalla professoressa Roberta Ivaldi e dal capitano di fregata Maurizio Demarte, ha visto il team scientifico della Marina operare per venti giorni in Oceano Artico, nelle acque dello stretto di Fram e a nord delle isole Svalbard, fino a raggiungere il limite massimo del ciglio della banchisa artica alla latitudine di 81°16.093’N.

Le attività esplorative svolte, per un totale di 3894 km2, hanno portato all’acquisizione di nuovi dati per la mappatura dei fondali utili alla conoscenza degli oceani e alla sperimentazione di nuove tecnologie e di sistemi multipiattaforma al limite dei ghiacci.

Sono state condotte indagini scientifiche nell’atmosfera, idrosfera, biosfera e geosfera, per un totale complessivo di 100 stazioni, osservazioni e profili verticali; attività di mappatura e caratterizzazione del fondale, acquisizione dati inerenti la colonna d’acqua, raccolta di immagini per il monitoraggio del limite dei ghiacci e loro identificazione e classificazione, campionamento di acque superficiali e del loro contenuto biogeochimico, del particolato sospeso per lo studio dell’ambiente.

Inoltre, sono state condotte osservazioni visive mirate alla scoperta e all’ individuazione di mammiferi marini, del marine litter e delle microplastiche.

L’attività scientifica ha permesso di acquisire ed elaborare il modello morfologico ad altissima risoluzione del Molloy Hole, il punto più profondo dell’Oceano Artico, inaccessibile per la maggior parte dell’anno, poiché coperto dai ghiacci della banchisa della Groenlandia.

I dati acquisiti in questa attività, i primi al mondo a questa risoluzione, verranno resi disponibili alla comunità scientifica internazionale e confermeranno la profondità del Molloy Hole, una volta validati da parte dell’Istituto Idrografico della Marina Militare.

Grazie alla condivisione dei dati scientifici acquisiti, della missione High North20 beneficeranno i principali enti di ricerca che si occupano di Artico, quali il centro della NATO STO-CMRE, il JRC – centro di ricerca dell’Unione Europea, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico (ENEA), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), European Research Institute (ERI) e industria (e-GEOS).

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