Mercoledì, 20 ottobre 2021 - ore 12.45

DA CREMA A MILANO A COMO -RISSE TENTATI SUICIDI E AGGRESSIONI

Dopo una rissa un 22enne è deceduto e a Como,un 17enne con un pugno manda in coma un anziano: lite scoppiata per un cane

| Scritto da Redazione
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Serata di sangue quella di ieri, mercoledì 29 settembre in Lombardia:

Un ragazzo di 22 anni, Dimitry Simone Stucchi, è morto e un altro di 16 anni rimasto ferito a coltellate in modo grave. Pesantissimo bilancio di una rissa scoppiata in strada tra diverse persone a Pessano con Bornago (Milano), in via Monte Grappa, poco prima della mezzanotte per giovedì.

 

Sul posto sono stati soccorsi due giovanissimi dal personale del 118, arrivato venti minuti prima della mezzanotte con ambulanza e automedica. Il più grave dei due era un ragazzo italiano, classe 1999: Dimitry Simone Stucchi. Il giovane è stato trasportato presso l'ospedale di Monza d'urgenza, con ferite di arma da taglio al torace, ed è morto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso.

L'altra persona soccorsa è un italiano di 16 anni: è stato ricoverato presso l'ospedale di Melzo con ferite alla testa ma non è in pericolo di vita, stando a quanto rivelano fonti dell'Azienda regionale emergenza urgenza.

Le indagini di quanto accaduto sono in mano ai carabinieri del Comando Provinciale dei carabinieri di Milano. I rilievi e gli accertamenti sono stati svolti dalla S.I.S. del Nucleo Investigativo.

La vittima è Dimitry Simone Stucchi, di Vimercate (Monza). Classe 1999, a marzo avrebbe compiuto 23 anni. Sulle ragioni dell'omicidio non c'è ancora chiarezza, i carabinieri hanno riferito che sulle indagini c'è il massimo riserbo.

Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, si sarebbe trattato di una sorta di "spedizione punitiva" alla quale avrebbero partecipato circa 20 ragazzi. La quantità di armi rinvenute, e ora sequestrate dai carabinieri della sezione Rilievi del Nucleo investigativo di Milano, e il luogo molto isolato in cui è avvenuto il fatto farebbe, infatti, pensare a qualcosa di organizzato precedentemente. 

 

 

A Como invece un uomo di 67 anni è stato ricoverato in gravissime condizioni dopo che è stato colpito durante una banale discussione e ha picchiato la testa cadendo a terra. Ad aggredirlo è stato un ragazzo di 17 anni a seguito di una banale lite scaturita per il cane di quest'ultimo. Il ragazzo dopo l'aggressione si è dato alla fuga per poi consegnarsi ai carabinieri dopo qualche ora. E' successo a Tavernerio, paese della cintura urbana comasca.

 

Tutto è iniziato attorno alle 18:30 di mercoledì, in via Roma a Tavernerio, quando una ragazza al volante di un'auto si è trovata improvvisamente di fronte un cane. Il proprietario dell'animale, il 17enne, si è messo a discutere in maniera veemente con la donna, tanto che il padre, inizialmente a bordo del mezzo, è sceso dall'auto intervenendo in sua difesa. A questo punto sarebbe stato colpito non è chiaro se con un pugno o uno schiaffo. A causa del colpo l'uomo è caduto a terra e ha battuto la testa, perdendo conoscenza. Il ragazzo è subito scappato.

 Le condizioni del 67enne sono apparse subito gravi tant'è vero che il 118 arrivato con un'ambulanza ha chiesto l'immediato intervento dell'elisoccorso. Arrivato all'ospedale Sant'Anna di Como è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ora si trova in coma in rianimazione. Le sue condizioni restano critiche.

Il ragazzo invece dopo circa tre ore si è presentato assieme ad uno zio nella caserma dei carabinieri di Albate e ha ammesso le proprie responsabilità.

Il padre del ragazzo aveva inizialmente cercato di incolparsi ma poi il 17enne ha raccontato tutto: si è spaventato e per questo è fuggito. La sua collaborazione ha convinto il magistrato a non emettere provvedimenti restrittivi. Per lui, al momento, una denuncia a piede libero con l'accusa di lesioni personali gravissime. Situazione che potrebbe peggiorare se il 67enne dovesse decedere.

"Ho visto un uomo che scendeva nel Serio. Penso che voglia uccidersi".

Una segnalazione ai carabinieri, mercoledì nel tardo pomeriggio, mette in allarme i militari di Crema(CR) che si portano subito sull'argine del fiume Serio, parte sinistra, dove cominciano la ricerca della persona aspirante suicida.

La ricerca va avanti per un paio di chilometri, fin tanto che scorgono un uomo sulla riva. Alla vista dei militari, l'uomo si dà alla fuga tentando di gettarsi nelle acque del fiume. Fortunatamente i carabinieri riescono a raggiungerlo prima che il malcapitato facesse l'estremo gesto. L'uomo, 50 anni, è molto agitato e i carabinieri faticano per ridurlo all'impotenza e poi portarlo in ospedale. Vengono avvertiti i parenti che confermano il triste momento che il congiunto sta attraversando. Da qualche tempo la moglie lo aveva avvertito che voleva separarsi. Peraltro, i parenti hanno fatto presente che questa persona, prima di uscire, aveva assunto un'intera scatola di antidepressivi.

 

 

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