Martedì, 07 dicembre 2021 - ore 16.11

Friday for Future: flop a Crema

Sciopero per il clima

| Scritto da Redazione
Friday for Future: flop a Crema

Flop a Crema lo sciopero sul clima intitolato Friday For Future.

La manifestazione 

“contro il cambiamento climatico, per il cambiamento rivoluzionario”. La manifestazione, inserita nell'ambito dei Fridays for Future, è iniziata stamattina intorno alle 9 in piazza Duomo e rispetto agli scorsi scioperi non c'era non praticamente nessuno, giusto una decina di ragazzi - senza dare vita così al consueto e disturbante corteo che attraversava la città: un corteo che però in difesa dell'ambiente gli scorsi anni lasciava una scia di sporcizia tra sigarette, bottigliiette d'acqua, carte e cartacce: alla faccia della difesa dell'ambiente!

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A differenza di Crema sono oltre 800mila persone sono scese in piazza in più di 1.500 località per partecipare allo sciopero globale per il clima, i Fridays for future tornano in piazza questo venerdì per supportare un’azione concreta contro la crisi climatica in corso. «Il 22 ottobre saremo di nuovo in piazza in Italia e in tutto il mondo per chiedere prese di responsabilità decise, immediate ed efficaci. Non c’è tempo per tergiversare, non c’è spazio per l’ambiguità, è ora di trasformare le parole in azione, i piani e i buoni propositi in provvedimenti attuativi concreti; questa é un’emergenza e ne va della nostra vita, qui e oggi. Sabato 30 ottobre manifesteremo a Roma in occasione del summit conclusivo del G20, anticipato dal corteo studentesco nella mattina di venerdì 29 ottobre», aggiungono gli attivisti a valle di giorni di intenso lavoro che hanno portato anche – nel corso della scorsa settimana – a un incontro di cinque rappresentanti del movimento giovanile con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. «Al ministro – spiegano i Fridays for future – è stato fatto presente che i circa 20 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi vanno azzerati e destinati a una giusta transizione. Cingolani si è detto d’accordo», anche se di fatto ancora questi tagli, promessi dal Governo ormai da tempo, non si sono mai concretizzati. «Il ministro – aggiungono gli attivisti – ha inoltre dichiarato che le false soluzioni come l’idrogeno blu e il Ccs, che non sono nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, non vanno finanziate pubblicamente. Non ci sarà però un intervento per vietarle ai privati e alle grandi partecipate dell’energia italiane. Tra le soluzioni energetiche ha inoltre escluso l’uso del nucleare in Italia e la contrarietà al suo riconoscimento a livello europeo come fonte rinnovabile». Tra i principali punti toccati nell’incontro, infine, spicca la necessità di accelerare sul fronte delle installazioni di impianti rinnovabili, investendo in buona comunicazione ambientale: «Nonostante vi sia una dichiarata programmazione per l’implementazione delle rinnovabili, è necessario agire in un dialogo continuo con la cittadinanza, dando spazio a soluzioni inclusive, che tengano conto degli effetti pragmatici e percettivi della crisi climatica su persone e territori. Gli attivisti hanno sottolineato che per la riuscita della conversione ecologica la comunicazione delle soluzioni e il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse è responsabilità diretta del Mite e del lavoro di concerto con gli altri ministeri. A tal proposito, Cingolani ha proposto ai ragazzi un altro incontro per il quale richiederà la presenza anche degli altri ministri», concludono i Fridays.

 

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