Giovedì, 06 ottobre 2022 - ore 00.32

In Asia meridionale 3 nuovi contagi al secondo e 3 morti al minuto per covid

| Scritto da Redazione
In Asia meridionale 3 nuovi contagi al secondo e 3 morti al minuto per covid

 In Asia Meridionale, in cui vivono circa 2 miliardi di persone, si sta verificando la metà dei nuovi contagi conosciuti a livello globale. Più di 3 nuovi contagi da COVID-19 vengono registrati ogni secondo. Anche la mortalità è in rapida crescita nella regione, con più di 3 morti ogni minuto a causa del COVID-19. Questi i drammatici dati riportati oggi dall’Unicef.

“La portata e la velocità di questa nuova ondata di COVID-19 sta superando le capacità dei paesi di fornire cure salvavita,” osserva George Laryea-Adjei, Direttore Regionale Unicef per l’Asia meridionale. “Gli ospedali sono sovraffollati, c’è una grave mancanza di ossigeno e altri aiuti medici essenziali e c’è il rischio concreto di un collasso dei fragili sistemi sanitari”.

Durante la prima ondata della pandemia, sono state stimate 228.000 morti di bambini e 11.000 di madri in Asia meridionale a causa di una grave interruzione dei servizi sanitari di base.

“Stiamo assistendo a un’ondata la cui portata supera di quattro volte la prima, ha aggiunto Laryea-Adjei. “Dobbiamo fare ciò che possiamo per prevenire e curare il COVID-19, mantenendo le cure mediche di base essenziali da cui bambini e madri dipendono così tanto”.

Il 18 maggio, l’India ha registrato il più altro numero giornaliero di morti nella storia della pandemia da COVID-19: 4.529.

Il Nepal ha registrato un tasso di positività del 47%; Sri Lanka e Maldive stanno registrando numeri elevati di casi e morti su base quotidiana a causa del COVID-19 e gli ospedali nella capitale delle Maldive stanno raggiungendo la piena capienza.

Secondo l’Unicef, Bangladesh, Pakistan, Afghanistan e Bhutan potrebbero tutti affrontare simili e devastanti impennate. In quasi tutti i Paesi nella regione, a eccezione di Maldive e Bhutan, meno di 1 persona su 10 è stata vaccinata contro il COVID-19.

L’Unicef ha lanciato un appello urgente di 164 milioni di dollari per fornire aiuti in ossigeno, test di diagnostica, attrezzature mediche, dispositivi di protezione individuale e materiale per la prevenzione e il controllo dell’epidemia per aiutare a salvate vite da questa ondata mortale di COVID-19 in Asia meridionale.

I fondi richiesti comprendono 32 milioni di dollari per aiuti per l’ossigeno che comprendono impianti per la produzione di ossigeno in loco per gli ospedali, concentratori di ossigeno portatili e bombole; 40 milioni di dollari per attrezzature mediche e di diagnostica che comprendono strumenti per estrazione di RNA e test molecolari (RT-PCR); 60 milioni di dollari per mascherine, visiere, guanti, camici e altri dispositivi di protezione individuale per tenere al sicuro gli operatori sanitari e di primo soccorso; 28 milioni di dollari per prevenzione e controllo del contagio, fra cui impianti per lavare le mani, disinfettanti, autoclavi, macchine per la lavanderia e forniture igieniche necessarie per garantire assistenza sanitaria essenziale in modo sicuro; e 3,7 milioni di aiuti terapeutici e medici, che comprendono supporto nutrizionale e generi alimentari.

Gli aiuti sanitari di base, sottolinea l’agenzia Onu, “non solo salveranno vite, ma aiuteranno anche a costruire sistemi di assistenza sanitaria più forti in tutta l’Asia meridionale in caso di possibili ondate future della pandemia”.

Inoltre, gli aiuti saranno anche utilizzati per rafforzare i servizi di assistenza sanitaria per donne e bambini: migliorare l’accesso alla terapia con ossigeno può contribuire direttamente a combattere la polmonite fra i bambini nella regione e le macchine per i test molecolari (RT-PCR) che identificano il COVID-19 possono anche aiutare a identificare tubercolosi, HIV, papilloma virus e streptococco.

“Quest’ondata mortale in Asia meridionale minaccia di invertire i traguardi globali contro la pandemia da COVID-19 e di far retrocedere i progressi faticosamente guadagnati nella sopravvivenza dei bambini e materna”, conclude Laryea-Adjei. “Chiediamo supporto per evitare che questo accada”.

Oltre alla distribuzione di aiuti salva vita contro il COVID-19, la risposta dell’UNICEF al COVID-19 in Asia meridionale include anche interventi per raggiungere le famiglie con informazioni e risorse per prevenire il contagio e costruire fiducia nei vaccini; ampliare l’accesso a servizi idrici e igienico-sanitari sicuri; provvedere all’assistenza in denaro per le famiglie più vulnerabili; supportare gli sforzi per consentire ai bambini di continuare ad apprendere, anche attraverso il coinvolgimento del settore pubblico e privato; fornire supporto per la salute mentale e la protezione ai bambini e ai giovani direttamente colpiti dalla pandemia. (aise) 

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