Mercoledì, 20 gennaio 2021 - ore 21.11

MISSIONE IN LIBANO: ESERCITAZIONE ''GREEN ZONE 2020'' PER IL CONTINGENTE ITALIANO

| Scritto da Redazione
MISSIONE IN LIBANO: ESERCITAZIONE ''GREEN ZONE 2020'' PER IL CONTINGENTE ITALIANO

Attuare il piano messo a punto dal comando di Unifil mediante procedure d’intervento immediato da adottare in caso di rischio ambientale e sanitario, determinato da sorgenti di inquinamento rilevate all’interno e all’esterno delle basi ONU dislocate nel Libano del Sud.

Questo lo scopo della “Green zone 2020”, esercitazione multinazionale pianificata e organizzata dal comando del contingente italiano in Libano in stretta coordinazione con personale Unifil dell’Environmental Management Unit (EMU), unità per la supervisione e la gestione delle tematiche di natura ambientale, che ha visto impiegati, in maniera sinergica e combinata, assetti delle unità di manovra del settore Ovest e delle forze armate libanesi (LAF).

L’ultima, in ordine di tempo, è stata l’esercitazione condotta nell’area addestrativa di Chawakeer, a Tiro, nel rispetto delle misure precauzionali legate all’emergenza Coronavirus.

Protagonisti i Caschi Blu di Italbatt - unità di bersaglieri rinforzata da militari del gruppo squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide”, assetti sanitari e di sicurezza delle LAF e un team italiano specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) – coinvolti in una esercitazione in cui è stato simulato un intervento di emergenza ambientale causato dallo scoppio di un incendio con possibile contaminazione dell’area da agenti inquinanti.

Un plauso particolare per il livello di addestramento e di interoperabilità raggiunto tra le unità dei diversi contingenti, ma soprattutto tra le unità di Unifil e le LAF, è stato espresso dal comandante del Sector West, generale di brigata Andrea Di Stasio.

“L’Italia è uno dei Paesi che maggiormente contribuisce allo sviluppo della capacità operativa delle Forze Armate libanesi”, ha detto Di Stasio, “grazie soprattutto a un approccio addestrativo improntato a praticità, flessibilità e all’attitudine empatica dei soldati italiani, riconosciuta all’unanimità sia a livello internazionale che da parte delle autorità militari libanesi”. (aise) 

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