Puntin lavora per una Russia superpotenza
Il Presidente russo incontra il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il Capo di Stato francese, Francois Hollande. Oltre alla Siria, il tema principale sollevato da Mosca è la tutela degli interessi energetici e politici del Cremlino presso le strutture Occidentali
La crisi siriana come strumento per rinsaldare il fronte filo-russo in Europa. Nella giornata di venerdì, Primo di Giugno, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha compiuto una doppia visita a Berlino e Parigi per intrattenere colloqui con i Leader dei due Paesi UE che, da tradizione, sono vicini alla Russia.
Nella mattinata, Putin ha incontrato il Cancelliere tedesco, Angela Merkel. L'incontro è stato preceduto dalle rivelazioni del periodico Der Spiegel, secondo il quale il Capo di Stato tedesco avrebbe confessato di trovarsi maggiormente a suo agio con l'ex-Presidente russo, Dmitrij Medvedev, piuttosto che con l'attuale inquilino del Cremlino.
Ciò nonostante, l'atmosfera tra la Merkel e Putin è apparsa come al solito distesa, e, nel corso della conferenza stampa conclusiva, i due leader hanno condiviso i medesimi punti di vista, sopratutto sul caso della Siria.
Russia e Germania si concordi nell'approntare una soluzione politica alle dimostrazioni di violenza del regime di Damasco. Dal canto suo, Mosca - che sostiene il regime dittatoriale di Bashar Al Assad - ha promesso di astenersi dalla vendita di armi all'esercito governativo siriano.
Oltre alla Siria, Putin e Merkel si sono accordati sull'ampliamento del NordStream: il gasdotto costruito sul fondale del Mar Baltico per rifornire di gas dalla Russia direttamente la Germania, bypassando Paesi dell'Unione Europea politicamente osteggiati dal Cremlino come Polonia, Estonia, Lituania, e Lettonia, che, de facto, divide l'UE al suo interno.
"Per lo sfruttamento del NordStream si stanno muovendo non solo i tedeschi, ma anche altri Paesi - ha dichiarato Putin - tra essi la Gran Bretagna e gli Stati scandinavi".
All'apparenza più complicato è stato il colloquio intrattenuto in serata con il neoeletto Presidente francese, Francois Hollande. Parigi è per impostazione culturale un Paese vicino alla Russia, ma dinnanzi alla crisi siriana il Capo di Stato transalpino ha espresso una ferma condanna nei confronti del regime di Damasco al punto da ipotizzare un intervento armato.
Alla fine della cena di lavoro, le differenze sulla Siria tra Putin e Hollande sono rimaste le stesse: il Presidente russo ha sostenuto la necessità di discutere l'applicazione di sanzioni a Damasco presso il Consiglio di Sicurezza ONU, mentre il Capo di Stato francese ha evidenziato come non vi possa essere alcuna soluzione alternativa alla questione alla caduta di Bashar Al Assad.
La lontananza sulla Siria è stata colmata dalla vicinanza sulle questioni europee, sopratutto sulla vicenda della costruzione del sistema di difesa antimissilistica della NATO in Europa Centrale.
Putin, che è contrario alla realizzazione del progetto dell'Alleanza Atlantica, e che si è detto in più occasioni pronto a reagire con simili iniziative da parte dell'esercito russo, ha sottolineato come Hollande abbia, a riguardo, posizioni convergenti con quelle di Mosca, e ha auspicato che Parigi, in sede NATO, sostenga il punto di vista del Cremlino.
"La Francia è uno dei Paesi che non solo ascolta, ma che è in grado di comprendere la Russia" ha dichiarato Putin alla stampa.
Procede la realizzazione delle ambizioni imperiali di Mosca
Mentre Berlino sorride imbarazzata, e Parigi si illude essere forte in Medio-Oriente, la Russia procede nella realizzazione delle sue ambizioni da superpotenza del nuovo secolo.
Gli incontri con la Merkel e Hollande sono stati anticipati da un summit tra Putin e il dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka, nel quale i due Capi di Stato hanno dato il via alla privatizzazione di settori chiave dell'industria di Minsk, nei quali forte sarà la presenza di capitali russi.
Inoltre, Putin e Lukashenka hanno espresso la volontà di accelerare il varo dell'Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale, appuntato a immagine e somiglianza dell'UE, ma coordinato unicamente da Mosca, che riguarda diversi Paesi dell'ex-URSS.
La costituzione dell'Unione Eurasiatica - e il suo probabile allargamento all'Ucraina - è un evento pericoloso per gli interessi economici dell'Unione Europea. Con una Russia superpotenza imperiale ai suoi confini, Bruxelles si troverebbe giocoforza esclusa dalla competizione globale in un Mondo nel quale, oltre a Mosca, e agli Stati Uniti sempre più deboli, a giocare un ruolo da protagonista sono Cina, India e Brasile.
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Matteo Cazzulani
Free Lance Journalist
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