In una cerimonia dallo stile imperiale, il Presidente russo si insedia con
la promessa di accrescere il ruolo di Mosca nella politica mondiale.
Represse le manifestazioni delle opposizioni con circa 600 arresti e la
detenzione dei Leader del dissenso.
Una città in stato d'assedio in cui è stata vietata ogni forma di protesta.
Così è apparsa Mosca nella giornata di lunedì, 7 Maggio, in occasione
dell'insediamento sullo scranno presidenziale della Federazione Russa di
Vladimir Putin.
Le opposizioni compatte si sono riunite nella capitale, in cui il traffico
è stato sospeso per consentire alle forze di polizia di scortare il corteo
presidenziale fino al Palazzo del Cremlino, in una dimostrazione denominata
"la marcia dei milioni" che, in seguito agli interventi del corpo speciale
di sicurezza OMON, si è conclusa con circa 600 arrestati e sette feriti.
I dimostranti hanno inteso manifestare pacificamente contro i brogli
perpetrati dall'establishment di Putin nel corso delle elezioni che lo
hanno incoronato alla guida della nazione, ma due giorni di protesta sono
stati conclusi con la conduzione in carcere dei tre Leader
dell'opposizione: il blogger Aleksej Naval'nyj, il Segretario del Fronte
Radicale della Sinistra, Sergej Udal'cov, e il Leader del movimento
liberale Solidarnost', che si è appellato all'Occidente per imporre
sanzioni al neo eletto Capo di Stato.
"Vogliamo vivere in un Paese democratico, in cui tutti i cittadini possono
godere di un'atmosfera di libertà, e sviluppare le proprie capacità nel
lavoro e nella vita di tutti i giorni - ha dichiarato Putin durante la
cerimonia di insediamento - Da oggi si apre una nuova era per lo sviluppo
nazionale: nei prossimi anni si decide il nostro futuro e il posto che la
Russia ricoprirà nel Mondo".
Come riportato dall'agenzia Interfax, Putin - che è già stato presidente
della Russia per due mandati, dal 2000 al 2008 - si è messo al lavoro fin
da subito. Dopo l'avvenuta consegna nelle sue mani della valigia contenente
i codici per il controllo delle armi nucleari, il Capo dello Stato ha
nominato il suo predecessore, Dmitrij Medvedev, a Primo Ministro, e lo ha
incaricato di formare un nuovo Governo.
Inoltre, Putin ha firmato il documento per collaborazione tra la Russia e
gli Stati Uniti d'America, con il quale il Presidente russo ha dichiarato a
Washington di voler difendere fermamente gli interessi di Mosca, sopratutto
per quanto riguarda la costruzione del sistema di difesa antimissilistico
USA in Europa, alla cui costruzione il Cremlino si appresta a rispondere in
maniera risoluta.
Infine, di rilievo è stata la presenza di Putin il giorno precedente
all'accordo varato tra il gigante energetico russo Rosneft' e il colosso
norvegese Statoil, grazie al quale Mosca ha ottenuto la possibilità di
sfruttare i ricchi giacimenti del Mare di Barents finora amministrati dalla
Norvegia, e ha garantito al Cremlino la partecipazione nei progetti di Oslo
atti all'individuazione e all'estrazione di fonti di energia in altre aree
del Mondo.
L'intesa tra la Rosneft' e la Statoil, che si è sommata ai simili accordi
già stretti dalla compagnia russa con il colosso statunitense Exxonmobile e
con quello italiano ENI, accresce il ruolo della Russia come superpotenza
energetica a livello mondiale, e fortifica il monopolio delle forniture di
gas e nafta che il Cremlino già detiene in diverse aree del pianeta, tra
cui l'Europa.
Alla cerimonia di insediamento di Putin hanno partecipato le alte sfere
dell'esercito, del Clero ortodosso, le élite politiche russe e anche ospiti
internazionali, tra cui ex-Primi Ministri da sempre in ottimi rapporti con
Mosca nonostante le violazioni dei diritti umani e l'aperta contrarietà del
Cremlino a oggi disegno di politica comune europea. Tra essi
l'ex-Cancelliere tedesco, il socialdemocratico Gerard Schroder, e
l'ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi.
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Matteo Cazzulani
Free Lance Journalist
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