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Cairo, decine di morti in una prigione

| Scritto da Redazione
Cairo, decine di morti in una prigione

EGITTO, AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA DECINE DI UCCISIONI IN UNA PRIGIONE
VICINO AL CAIRO
Amnesty International teme che decine di prigionieri e un familiare in
visita a un detenuto siano stati uccisi dal personale di guardia sulle
torrette del carcere di al-Qatta el-Gadeed, nei pressi del Cairo, durante
una rivolta scoppiata il 29 gennaio.

I detenuti del carcere hanno fornito ad Amnesty International i nomi di 43
compagni di prigionia che sarebbero stati uccisi. Secondo gli avvocati,
altri 81 detenuti sarebbero rimasti feriti. Tra i deceduti, vi sarebbero
anche un familiare che si trovava in visita nel carcere e un agente della
sicurezza.

‘Le autorita’ egiziane devono porre immediatamente fine all’uso della
forza contro i prigionieri, consentire cure mediche immediate a chi ne ha
bisogno e aprire un’indagine indipendente su quanto accaduto nel carcere
di al-Qatta al-Gadeed, che stabilisca in quali circostanze e’ stato fatto
ricorso alla forza letale’ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del
Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

I cadaveri di alcuni detenuti di al-Qatta al-Gadeed sono stati rinvenuti
all’obitorio di Zenhom, al Cairo, tra i 115 corpi provenienti da almeno
quattro distinte prigioni. Secondo quanto dichiarato da un medico legale,
che ha chiesto di rimanere anonimo, molti di essi presentavano fori di
proiettile sulla fronte, sulla nuca e sul petto. Cio’ coincide con quanto
dichiarato dai familiari dei prigionieri deceduti, una volta restituiti
loro i corpi.

La rivolta nel carcere di al-Qatta al-Gadeed era scoppiata il 29 gennaio,
al rifiuto della direzione della prigione di liberare i detenuti. Questi,
alla notizia che i reclusi di altre carceri erano stati rilasciati nel
contesto delle manifestazioni che avrebbero poi portato alla caduta del
presidente Mubarak, avevano chiesto che venisse adottato lo stesso
provvedimento.

Dopo il diniego da parte della direzione, il personale civile ha lasciato
il carcere il cui controllo e’ stato assunto dalle guardie penitenziarie,
che si sono rese responsabili delle uccisioni delle decine di detenuti. Le
ultime due hanno avuto luogo l’11 e il 12 febbraio.

Nel carcere di al-Qatta al-Gadeed si trovano ancora centinaia di
prigionieri e la loro incolumita’ e’ a rischio. I feriti, a decine,
vengono curati come possibile dai compagni di cella, in assenza delle
benche’ minime cure mediche da parte delle autorita’ penitenziarie. Le
scorte di medicine di prima necessita’, come l’insulina, sono state
esaurite. I prigionieri e i loro familiari lamentano anche la fornitura
insufficiente di cibo, acqua e altri generi di prima necessita’ nella
prima settimana dalla rivolta. Solo il 7 febbraio i soldati hanno lanciato
pane, marmellata e burro dell’esterno della prigione.

Roma, 21 febbraio 2011

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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