Giovedì, 05 marzo 2026 - ore 08.58

Crisi So.G.I.S. di Sospiro (Cremona), Pizzighini (M5S)

Segnali positivi, ma vigilanza resta alta. Priorità assoluta alla continuità occupazionale e al saldo di tutti gli stipendi

| Scritto da Redazione
Crisi So.G.I.S. di Sospiro (Cremona), Pizzighini (M5S)

Crisi So.G.I.S. di Sospiro (Cremona), Pizzighini (M5S): “Segnali positivi, ma vigilanza resta alta. Priorità assoluta alla continuità occupazionale e al saldo di tutti gli stipendi”

"L’esito dell’audizione di ieri in IV Commissione Attività Produttive sulla situazione della So.G.I.S. di Sospiro apre finalmente uno spiraglio di speranza per i lavoratori e per l’intero territorio cremonese, ma non è il momento di abbassare la guardia”. 

Così Paola Pizzighini, Consigliera Regionale del Movimento 5 Stelle, commenta gli sviluppi emersi durante il tavolo istituzionale di ieri mattina a Palazzo Pirelli.

“Accogliamo con favore la notizia del versamento degli stipendi arretrati. È inaccettabile che i dipendenti non fossero remunerati dallo scorso settembre. Tuttavia, non dimentichiamo che la forza lavoro è già passata da 71 a 48 unità a causa dell'incertezza: ogni ulteriore perdita di posti di lavoro sarebbe una sconfitta per l’intero sistema lombardo. La nostra priorità resta la piena continuità occupazionale e il sostegno a quelle famiglie che hanno vissuto mesi di drammatica precarietà”.

Secondo la consigliera pentastellata, la scadenza per il piano di concordato rappresenta lo spartiacque decisivo: “Le scadenza degli ammortizzatori sociali è dietro l’angolo. Le due manifestazioni d’interesse per il rilevamento del sito produttivo sono segnali incoraggianti, ma chiediamo che i nuovi piani industriali non siano semplici operazioni finanziarie, bensì progetti di rilancio industriale sostenibili e di lungo periodo, capaci di ridare dignità a un presidio storico. Il Movimento 5 Stelle continuerà a monitorare con estrema attenzione ogni passaggio della procedura concorsuale. Non permetteremo che un’eccellenza chimica attiva da oltre sessant’anni venga smantellata. Chiediamo trasparenza totale sull'identità dei potenziali investitori e garanzie ferree per i 48 lavoratori che, nonostante le difficoltà, continuano a presidiare l'impianto”.

Milano, 23 gennaio 2026

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