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Disabili: SFIDA all'ONU...

| Scritto da Redazione
Disabili: SFIDA all'ONU...

Il Segretario Nazionale del Sindacato S.F.I.D.A. Dino Mauro DI TULLIO

alla   68° Assemblea Generale delle Nazioni Unite (New York, settembre 2013)

“High-level meeting of the General Assembly on disability and development”

 

 

Il Sindacato S.F.I.D.A. nella persona del Segretario Nazionale Dino Mauro DI TULLIO è stato invitato per il prossimo 23 settembre a New York all’High Level Meeting sulla Disabilità che aprirà i lavori della 68° Assemblea Generale dell’ONU, dove interverranno le più alte rappresentanze istituzionali di tutto il mondo.

Sarà un’occasione irripetibile per portare l’esperienza di SFIDA in un confronto internazionale.

Sfida è un sindacato sociale e non di categoria, che fornisce assistenza e sostegno alle famiglie dei disabili; offre consulenza per favorire l’integrazione dei disabili nel sistema scolastico; che contribuisce, fornendo linee guida sulla normativa vigente, all’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro fornisce consulenza su nuovi modelli operativi dei servizi riabilitativi; favorisce l’inclusione sociale nel territorio attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione del progetto di “vita indipendente”; fornisce linee guida per creare sul territorio una rete di supporto sociale che veda il disabile come risorsa e non come problema.

SFIDA è un’opportunità in più per le persone con disabilità e le loro famiglie.

Nel 2010 l'Assemblea Generale con la risoluzione 65/186 ha proposto la convocazione di una riunione ad alto livello sulla disabilità e il Segretario generale ha presentato la sua relazione (A/66/128) sul rafforzamento degli sforzi per garantire l'accessibilità e l'inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti delle attività di sviluppo.

 

Nel 2011 l'Assemblea ha adottato la risoluzione 66/124 e ha deciso di convocare una riunione ad alto livello sulla disabilità con la partecipazione di Capi di Stato e di Governo il 23 settembre 2013 con tema: “La strada da seguire: un'agenda per lo sviluppo inclusivo disabilità verso il 2015 e oltre", che produrrà  una riunione plenaria e due tavole rotonde interattive.

La partecipazione a ciascuna tavola rotonda comprenderà gli Stati membri, osservatori e rappresentanti di enti del sistema delle Nazioni Unite, nonché i rappresentanti della società civile, le organizzazioni di persone con disabilità ed il settore privato.

La  Convenzione  sui  diritti  delle  persone  con  disabilità è stata adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed è entrata in vigore il 3 maggio 2008, mentre la ratifica italiana è avvenuta con la legge n.18 del 3 marzo 2009.

La ratifica italiana della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell'ONU (Convention on the Rights of Persons with Disabilities, CRPD) ha aperto un nuovo scenario di riferimento giuridico, culturale e politico, in base al quale le persone con disabilità sollecitano l’applicazione dei propri diritti, diventando parte integrante della società.

 

Lo Stato italiano deve garantire il godimento di tutti i diritti contenuti nella Convenzione per sostenere la  «piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri», passando da un modello medico/individuale, che vedeva nelle persone con disabilità “dei malati e dei minorati”,  cui doveva essere garantita solo protezione sociale e cura, ad un modello biopsico-sociale della condizione di disabilità basata sul rispetto dei diritti umani.

Il cambiamento di prospettiva è profondo: le persone con disabilità, infatti, subiscono dalla società condizioni di discriminazione e di mancanza di pari opportunità, mentre la Convenzione in modo chiaro definisce la condizione di disabilità come «il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri».

I Principi Generali della Convenzione, perciò, non fanno riferimento alla condizione di salute, ma sottolineano valori che non sono mai stati applicati prima alle persone con disabilità :

a) il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone;

b) la non discriminazione;

c) la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società;

d) il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa;

e) la parità di opportunità;

f) l’accessibilità;

g) la parità tra uomini e donne, a prescindere  se disabili o non disabili.

h) il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità.

 

Con l'adozione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità nel 2006, qualche progresso è stato fatto. Tuttavia, la disabilità rimane in gran parte invisibile nei processi di sviluppo più tradizionali. Sono necessari maggiori sforzi per garantire che tali processi includano le persone con disabilità per contribuire a realizzare l'obiettivo generale della loro piena e pari partecipazione nella società.

L’Assemblea Generale del prossimo 23 settembre sarà un’opportunità storica per tradurre  le politiche internazionali in azioni concrete per assicurare l’accessibilità e l’inclusione reale delle persone con disabilità di tutto il mondo e il Sindacato S.F.I.D.A. ci sarà.

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