Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 18.16

Il ghiacciaio alpino di Colle Gnifetti rivela che nel Medioevo in Inghilterra l’inquinamento da piombo era grave quanto durante la rivoluzione industriale

Lo stupefacente collegamento con l’assassinio dell'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket

| Scritto da Redazione
Il ghiacciaio alpino di Colle Gnifetti rivela che nel Medioevo in Inghilterra l’inquinamento da piombo era grave quanto durante la rivoluzione industriale

L’inquinamento atmosferico prodotto nel XII secolo dalle miniere di piombo in Gran Bretagna era grave quanto durante la Rivoluzione industriale e ha accompagnato e determinato la successione al trono dei re d’Inghilterra. E’ quel che emerge da un nuovo studio appena pubblicato su Antiquity da un team di scienziati, storici e archeologi dei cambiamenti climatici delle università di Nottingham, di Harvard e del Maine hanno utilizzato una tecnologia laser di altissima precisione per analizzare il contenuto di una sezione di ghiaccio di 800 anni fa, che fa parte di un nucleo lungo 72 metri di un ghiacciaio nelle Alpi italo-svizzere. La ricerca di dimostra che «Le tracce di inquinamento da piombo nelle miniere nel Regno Unito, in particolare nel Peak District, rispecchiano direttamente i dati storici dei “parchment roll” della produzione di piombo nella regione tra il 1170 e il 1216».

Il leader del team di ricerca, Christopher Loveluck, del Department of classics and archaeology dell’università di Nottingham, conferma: «La metà del tardo XII secolo aveva gli stessi livelli di inquinamento da piombo che vediamo nella metà del XVIII secolo e persino nel 1890, quindi le nostre nozioni sull’inquinamento atmosferico che sarebbe iniziato con la rivoluzione industriale sono sbagliate. Inoltre, il nucleo di ghiaccio mostra un aumento con la benzina al piombo per le auto e una grande diminuzione quando il piombo viene bandito dal carburante negli anni ’70».

Lo studio Next‐generation ice core technology reveals true minimum natural levels of lead (Pb) in the atmosphere: Insights from the Black Death, pubblicato nel 2017 su GeoHealth da un team internazionale di ricercatori di cui faceva parte anche Loveluck, aveva già rivelato grazie al nucleo di ghiaccio gli effetti della catastrofica pandemia di peste della Morte Nera del XIV secolo e ora gli scienziati si pongono la domanda se i ricercatori del futuro «saranno in grado di “vedere” l’attuale pandemia di Covid-19 negli strati di ghiaccio che devono ancora essere depositati su quello stesso ghiacciaio o nel ghiaccio polare se sopravviverà nei secoli a venire?

La carota di ghiaccio studiato proviene dal ghiacciaio Colle Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa sul confine svizzero-italiano ed è stato prelevato nel 2013. Gli scienziati spiegano che «E’ supercompattata ed è costituita da strati invisibili contenenti elementi chimici che formano un’impronta chimica annuale, analoga a un anello annuale degli alberi. La modellistica atmosferica all’avanguardia mostra che questi elementi sono stati depositati dai venti provenienti da nord-ovest che trasportano polvere e inquinamento dal Regno Unito».

Il nucleo di ghiaccio viene studiato grazie a un progetto di collaborazione in corso guidato dal Paul Mayewski del Climate Change Institute dell’università del Maine e da Michael McCormick, del Dipartimento di storia dell’Harvard University che sta producendo un quadro annuale senza precedenti di oltre 2000 anni di storia climatica, ambientale, economica e politica.

Il nuovo studio dimostra che «I livelli di inquinamento annuale che raggiunsero le Alpi tra il 1170 e il 1216 rispecchiano i registri reali della produzione annuale di piombo e argento in Inghilterra e l’impatto delle guerre e dei grandi progetti di costruzione dei re angioini, Enrico II, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni». I risultati dello studio costituiscono finora l’unica evidenza dell’impatto ambientale di una macroeconomia medievale e delle sue influenze politiche, pienamente dimostrabili su base annuale grazie a oltre 100 misurazioni di inquinamento da piombo all’anno tra il 1170 e il 1220.

In Inghilterra sono stati estratti per secoli minerali di piombo-argento per secoli per produrre monete, tetti, tubature dell’acqua e persino vernici, ma i ricercatori ricordano che «E’ un metallo tossico che, anche a livelli di esposizione molto bassi, può ridurre le funzioni cerebrali e causare complicazioni per tutta la vita. Fino ad ora, l’impatto di un tale inquinamento a lungo termine sul nostro ambiente di vita a livello dell’Europa occidentale è appena stato chiarito».

La tecnica laser utilizzata per la prima volta per analizzare gli strati annuali in un nucleo di ghiaccio si chiama spettrometria di massa al plasma accoppiata induttivamente (ICP-MS) con ablazione laser. Consente una misurazione estremamente precisa della presenza di elementi chimici come il piombo e può eseguire 50.000 letture in un singolo metro di ghiaccio. L’intenso lavoro svolto dal team di ricerca sulla parte del nucleo risalente al Medioevo dimostra che «Il ghiacciaio Colle Gnifetti offre una cronologia dettagliata senza precedenti dell’impatto ambientale delle miniere di piombo britanniche e della fusione sull’Europa occidentale», ma traccia anche esattamente il calendario degli eventi storici verificatisi durante l’Impero Angioino tra il 1170 e il 1216, dalla morte di Thomas Becket alla Magna Carta, mostrando come la produzione di piombo decadde durante i periodi di guerra e ribellione e negli interregni tra i vari monarchi.

Dopo aver stabilito grazie alla modellistica atmosferica e alla ricerca archeologica e storica che l’inquinamento da piombo sulle Alpi proveniva prevalentemente dalla Gran Bretagna durante il picco più alto dell’inquinamento medievale nel tardo XII secolo, il team ha deliberatamente scelto di analizzare la sezione del nucleo che risale al 1167 – 1220 in modo da poter esplorare eventuali corrispondenze tra il contenuto di piombo nel ghiaccio con i dati storici annuali della produzione di piombo nei registri fiscali inglesi, noti come Pipe Rolls, per i re anglo-normanni (angioini), Enrico II, Riccardo Cuor di leone e Giovanni, ospitati negli archivi nazionali di Kew.

E’ cosi che il team di Loveluck ha scoperto una «Stupefacente correlazione. Il nostro lavoro sul ghiacciaio Colle Gnifetti ha mostrato il vero potenziale di questa fantastica nuova tecnica laser utilizzata insieme ai documenti storici e archeologici. La correlazione tra prove della produzione di piombo in Gran Bretagna nei depositi di ghiaccio e l’imposta pagata sulle miniere di piombo è sorprendente! Di vedono le associazioni dirette tra i livelli di produzione e il funzionamento del governo in quel momento, ad esempio, la tassazione del piombo e la produzione di piombo precipitano nell’anno in cui muore un re, prima che gli succeda un altro. Questo perché i governi medievali chiudevano nell’interregno. Il nucleo di ghiaccio mostra esattamente quando morì un re e la produzione di piombo cadde e poi risuscitò con il monarca successivo. Possiamo vedere la morte del re Enrico II».

E, grazie allo studio, oggi BBC News si occupa di un evento storico particolare: l’assassinio nella sua cattedrale dell’arcivescovo di Canterbury, Thomas Becket, nel 1170 che venne commentato con raccapriccio in tutta Europa.

Il re di allora, Enrico II e Becket erano molto vicini: prima di essere nominato arcivescovo Becket era stato il cancelliere del monarca ed Enrico II aveva creduto che la sua nomina avrebbe permesso alla corona di prendere il controllo della chiesa ricca, potente e relativamente indipendente. Ma l’arcivescovo Becket la pensava diversamente ed Enrico alla fine pronunciò la famosa frase che ra già una condanna a morte: «Nessuno mi libererà da questo turbolento prete?» Infatti, un gruppo di cavalieri fedeli al re decise di eliminare l’Arcivescovo e Becket fu decapitato il 29 dicembre 1170, durante un brutale attacco armato alla cattedrale di Canterbury.

Ora gli scienziati hanno trovato le prove fisiche dell’impatto della disputa tra Henry e Becket nel nucleo di ghiaccio di Colle Gnifetti e Loveluck conferma ancora una volta che nel 1169 – 70, l’anno della disputa tra Enrico II e Thomas Beckett «si vede effettivamente un calo della produzione di piombo».

Dopo l’assassinio dell’Arcivescovo Enrico II venne scomunicato dal Papa e anche il suo tentativo di riconciliazione con la Chiesa è rimasto impresso nella carota di ghiaccio. Come spiega ancora Loveluck, per ottenere il perdono del Papa, «Enrico promise di dotare e costruire molte delle principali istituzioni monastiche molto, molto rapidamente. E naturalmente, vennero utilizzate enormi quantità di piombo per la copertura di questi importanti complessi monastici. La produzione di piombo si espanse rapidamente mentre Enrico cercava di espiare i suoi delitti contro la Chiesa».

Ma per l’università di Nottingham – la contea della saga di Robin Hood – la storia che interessa di più è che il 75% di quei dati custoditi nella carota del ghiaccio nelle Alpi rispecchiano direttamente la produzione di piombo del Peak District. I ricercatori inglesi spiegano che «In quel periodo, le più grandi aree minerarie della Gran Bretagna si trovavano attorno a Wirksworth e Castleton nel Peak District e nella miniera di Carlisle che in realtà aveva sede nelle central Pennines»

McCormick, presidente dell’Initiative for the Science of the Human Past di Harvard, evidenzia che lo studio «Dimostra che in gran parte quegli antichi documenti storici britannici scritti a mano, i Pipe Rolls, hanno ragione sugli schemi della produzione di piombo. Grazie a questa nuova tecnologia Quei particolati di tutti quegli anni fa integrati nel profondo del ghiaccio sono la nostra prova».

Un altro degli autori dello studio, Alexander More della Long Island University di New York, della Harvard University e del Climate Change Institute del Maine, sottolinea che grazie a un laser puntato su ghiaccio secolare, «Abbiamo imparato a leggere i ghiacciai come leggiamo un libro. Stiamo facendo entrambe le cose, e molto altro, per far luce sulle implicazioni economiche e sanitarie di un così vasto inquinamento da piombo nel nostro ambiente».

Il prossimo grande progetto di questo team di ricerca interdisciplinare internazionale è quello di esaminare i cambiamenti climatici ad altissima risoluzione. Oltre alle prove dell’inquinamento, il ghiaccio contiene anche prove di eventi climatici a breve e lungo termine e il team spera di poter tracciare un quadro molto più dettagliato delle eruzioni vulcaniche e degli eventi meteorologici risalenti a 2000 anni fa.

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