Giovedì, 12 marzo 2026 - ore 15.36

Mantova : Alto rischio di danno artistico e strutturale per Palazzo Te

Salvare il patrimonio dell'Unesco

| Scritto da Redazione
Mantova : Alto rischio di danno artistico e strutturale per Palazzo Te Mantova : Alto rischio di danno artistico e strutturale per Palazzo Te

Mantova : Alto rischio di danno artistico e strutturale per Palazzo Te

Mantova : la città ideale che non esiste

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In questi anni è’ maturata la convinzione nelle varie amministrazioni comunali di Mantova , l’ idea di una città ideale fondata sulla bellezza, sulla cultura e su una economia turistica che impedisse una decadenza irreversibile , dovuta al declino di una area industriale alle porte della città e ad uno spopolamento e una migrazione verso i Comuni limitrofi o fuori provincia . Accantonata l’ idea di una Grande Mantova per scarsa lungimiranza della classe politica locale che avrebbe potuto rianimarla , aggregando i Comuni della fascia cittadina, si è puntato allo sviluppo di Porto Valdaro come nuovo volano di sviluppo verso i porti adriatici e verso il Brennero . Nel primo caso l ‘ impegno è’ stato massimo , grazie ad una struttura tecnica altamente qualificata della Provincia , guidata a suo tempo da un visionario come l’ Arch. Giancarlo Leoni . Nel secondo caso si e’ scontato , invece ancora una volta, l’ incapacità e la mancanza di una vision strategica da parte di chi rappresentava Mantova in organismi preposti al raggiungimento di questo obbiettivo . Stiamo parlando soprattutto di Autobrennero concessionaria della A 22 , andata recentemente a bando dopo una proroga di dieci anni e attualmente oggetto di un complicato contenzioso sul diritto di prelazione e con una richiesta di annullamento in corso della gara .Due erano i principali obbiettivi da raggiungere : un collegamento viabile da Mantova Porto Valdaro verso il Quadrante Europa , completato da un intervento intermodale ferroviario verso il Monselice . Ambedue lontani anche nel tempo dal loro raggiungimento . Questo in quanto la programmazione della Regione Veneto non si e’ raccordata con quella lombarda e mantovana , facendo si che il completamento della superstrada dal Quadrante Europa - Aereoorto sarà realizzato sino a Villafranca di Verona senza collegarsi alla Cisa verso Mantova . A ciò si aggiunge la volontà di creare ad Isola della Scala ( Vr) un interporto per garantire un collegamento intermodale ferroviario verso il Brennero e verso Monselice , che verrebbe completato da un collegamento stradale verso Verona e verso il casello autostradale della A22 di Nogarole Rocca . Una situazione che di fatto invece che aprire Mantova e la sua economia all’ esterno, l’ha di fatto isolata , avendo puntato tutto sulle opere compensative della Terza corsia , previste nel progetto del 2021 di Autobrennero da realizzare entro il 2032 che dovrebbero collegare Valdaro Porto alla A 22 completando il sistema tangenziale attorno alla città . Una previsione programmatoria che non ha tenuto conto dell’ esistente a cominciare dalla linea ferroviaria Mantova Verona , naturale collegamento con il Quadrante Europa , rispetto ad Isola della Scala (Vr) priva di una viabilità adeguata verso Mantova e di un sistema tangenziale verso la Cisa . Gli effetti secondari stanno portando ad una serie di criticità che rischiano di avere effetti irreversibili sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini Mantovani a cominciare dal mantenimento del tratto ferroviario cittadino della Mantova - Monselice ad alto rischio ambientale , oggetto di un disatteso protocollo d’ intesa per la sua rimozione tra Comune di Mantova e RFI firmato nel 2018 . Una ferrovia che attraversa ben tre quartieri davanti al Polo Sanitario del capoluogo , a Palazzo Te con 30 treni giornalieri a cui si dovrebbe aggiungere il sottopasso di Porta Cerese . Una situazione che dovrà comportare un adeguamento del Piano di Protezione Civile in quanto il sottopasso e’ di fatto una galleria , essendo notoriamente a rischio allagamento, e dovendo sopportare carichi giornalieri di treni merci dalle 30 mila alle 150 mila tonnellate . Inoltre i lavori del sottopasso la cui durata è’ prevista in tre anni se non di più, porteranno al collasso la viabilità verso l’ Ospedale Carlo Poma che verrà investito dal traffico da e per Borgo Virgilio . Un Ospedale che serve 150 mila utenti del Distretto sanitario di Mantova , già congestionato per la mancanza di parcheggi adeguati e che verrà anche privato dell’ Elisoccorso sulla cui piazzola verrà edificato il Blocco E del nuovo Pronto soccorso , senza aver previsto l’ alternativa più logica e cioè l’ utilizzo dell’ area Migliaretto . Area su cui si è’ invece vagheggiato la costruzione del nuovo Stadio di Mantova. Quanto detto e’ la dimostrazione del fallimento delle politiche locali per far rinascere Mantova e la sua Provincia con il conseguente fallimento della classe politica mantovana e forse dei partiti politici attualmente a corollario di chi guida le istituzioni sempre più lontani da quella società civile che si vorrebbe rappresentare

“Comitato per la sicurezza e la salute dei cittadini di Mantova “ , Italia Nostra e Associazione Mantovani nel Mondo.

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All’ Assessore alla Sanità di Regione Lombardia Dr.Guido Bertolaso

e p.c.

al Prefetto di Mantova Roberto Bolognesi

Oggetto: Alto rischio di danno artistico e strutturale per Palazzo Te di Mantova, gioiello Gonzaghesco del XVI Secolo a opera di Giulio Romano e patrimonio UNESCO, e nell’ ambito della Sicurezza e della Protezione civile della Struttura Sanitaria del Carlo Poma e dei quartieri limitrofi.

Gentilissimo , questo elevato rischio, e’ stato sottoposto dalla sezione di Italia Nostra Mantova e Provincia all’attenzione del pubblico nel corso di un recente e partecipato convegno. Tale rischio e’ stato determinato dall’imminente potenziamento di una linea ferroviaria a traffico misto, adiacente Palazzo Te (meno di dieci metri dalle mura!), e che già oggi è interessata dal transito di circa 30 lunghi e pericolosi convogli merci che comprendono prodotti ad alto rischio ambientale

La problematica è emersa in tutta la sua gravità dopo la recentissima pubblicazione del progetto di RFI di potenziamento della stessa linea ferroviaria contestuale alla decisione del Comune di Mantova di realizzare, sempre in prossimità del palazzo gonzaghesco, un importante sottopasso ferroviario e uno svincolo stradale per il traffico pesante diretto all’A22 del Brennero, di elevato impatto urbanistico e viabilistico nonché paesaggistico.

L’ex-assessore al Demanio e presidente del Consiglio Comunale di Mantova, prof. Giuliano Longfils, aveva a suo tempo pubblicamente dimostrato – documenti alla mano - come siano stati disattesi i vincoli relativi al sedime e alle aree di rispetto circostanti Palazzo Te.

Al convegno sopramenzionato, hanno partecipato, come relatori, politici, tecnici qualificati ed esperti accademici, che hanno sottolineato il rischio concreto di compromissione della stabilità statica del complesso Giuliesco dovuta alle vibrazioni prodotte dal cosiddetto ‘carico a fatica’, ovvero quella piccola ma continua sollecitazione prodotta dal transito dei lunghi convogli merci, e che protratta nel tempo può provocare la crisi della struttura, aprendo crepe e fessurazioni talvolta irreparabili negli affreschi e nei preziosissimi soffitti.

Ernesto Cristiano Morselli in qualità di architetto, oltre che di Presidente Nazionale di Italia Nostra, aveva posto all’attenzione sull’art. 3 dello Statuto, circa l’esplicito richiamo alla ‘tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico’, nonché sul mancato rispetto dei vincoli imposti dalla soprintendenza come zona assoggettata al rispetto del D.M. del Ministero della P.I. del 16 agosto 1955 che identifica i confini della villa gonzaghesca.

Da più parti è stata posta la domanda: cosa può fare Italia Nostra per prevenire tale scelleratezza? Le varie soluzioni tecniche e urbanistiche, pur essendo tecnicamente realizzabili, cozzano purtroppo contro la mancanza di una visione politica strategica di tutela del territorio che si spinga oltre i quattro anni del mandato elettorale, mentre al contrario si privilegia la realizzazione di opere pubbliche di piccolo cabotaggio, facili e spesso di dubbio valore estetico. Per tali motivo si è costituito lo scrivente Comitato per la sicurezza e la salute dei cittadini di Mantova che aggrega rappresentanti della società civile e del volontariato sanitario.

Comitato che le esprime il suo scetticismo , se non la contrarietà alla non soluzione del progetto congiunto RFI-Comune di Mantova del sottopassaggio di Porta Cerese , oggetto di un protocollo firmato a suo tempo nel 2018 in Comune dal sindaco di Mantova Mattia Palazzi e dal direttore Territoriale Produzione di Rete Ferroviaria Italiana Pier Paolo Olla. L’accordo mirava ad individuare nuove soluzioni progettuali per il riassetto e il potenziamento del nodo ferroviario della città. Gli studi del piano si concentravano sulla progettazione di una possibile variante di tracciato lungo la linea Mantova – Monselice, che da un lato avrebbe consentito di allontanare il traffico merci dal centro città e dal complesso monumentale di Palazzo Te, dall’alto valore artistico-culturale; dall’altro avrebbe eliminato la necessità di inversione di marcia per i treni merci a Mantova. La mancata adozione del protocollo d’intesa comporta a nostro avviso una urgente ridefinizione del Piano di Protezione Civile con il reinserimento della Area , anche per consentire la ricollocazione dell’Elisoccorso, essendo previsto nell’attuale piazzola l‘edificazione del futuro Pronto Soccorso . Ricollocazione più volte ventilata (anche in un convegno nel 2022 presso Regione Lombardia) ma mai realizzata.

Tornando alle risultanze del convegno, le alternative ci sarebbero, applicabili a un contesto urbanistico di assai più ampio respiro, come il completamento degli assi viari tangenziali che eliminerebbero il traffico pesante dalla città, nonché una definitiva razionalizzazione del tracciato ferroviario con l’eliminazione dei passaggi a livello che cingono la città urbana.

Una situazione generale che sta coinvolgendo in modo inaccettabile l’accessibilità viabilistica al Polo sanitario del Carlo Poma che serve 150 mila cittadini del Distretto Sanitario di Mantova, esponendolo ai possibili pericoli di incidenti rilevanti dovuti alla vicinanza del tratto ferroviario cittadino della Mantova Monselice che coinvolge oltre che l’ Ospedale ben tre quartieri del capoluogo e l’ area industriale in cui sono presenti aziende a rischio di incidente rilevante .

Siamo quindi a chiederLe, di adoperarsi per la tutela dell’immenso, fragile, patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, del quale Palazzo Te di Mantova è senz’altro una delle maggiori espressioni e della sicurezza della città capoluogo e delle strutture sanitarie del Carlo Poma, forte della sua esperienza e del Signor Prefetto nell’ambito della Sicurezza e Protezione Civile.

Ringraziando della cortese attenzione distintamente porgiamo cordiali saluti.



Per il Comitato per la sicurezza e la salute dei cittadini di Mantova

Arch. Ernesto Cristiano Morselli

Presidente Italia Nostra aps Sez. di Mantova e Provincia

Cell. Whatsapp +39 340 0519036

Daniele Marconcini

Presidente Associazione Mantovani nel Mondo OdV (iscritta all’ albo delle organizzazioni di volontariato sanitario dell’ Asst di Mantova)

Cell.whatsapp 3494178754 - 335417765

www.mantovaninelmondo.org www.lombardinelmondo.org

Mantova 8 maggio 2025

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