Sabato, 21 settembre 2019 - ore 13.21

Radio Articolo 1 Occupazione Mercato del lavoro, cresce solo la precarietà

Scacchetti (Cgil) a RadioArticolo1: "I 160 tavoli di crisi al Mise non raccontano appieno la drammaticità della situazione che viviamo, come testimonia l'esplosione delle ore di Cigs, aumentate del 450% nell'ultimo anno. Tutto il sistema è in difficoltà"

| Scritto da Redazione
Radio Articolo 1 Occupazione  Mercato del lavoro, cresce solo la precarietà

Radio Articolo 1 Occupazione  Mercato del lavoro, cresce solo la precarietà

Scacchetti (Cgil) a RadioArticolo1: "I 160 tavoli di crisi al Mise non raccontano appieno la drammaticità della situazione che viviamo, come testimonia l'esplosione delle ore di Cigs, aumentate del 450% nell'ultimo anno. Tutto il sistema è in difficoltà"

"Anzichè diminuire, le crisi industriali aumentano, e i 160 tavoli aperti al Mise, in realtà, non raccontano appieno la drammaticità della situazione che stiamo vivendo nel Paese". Tavoli di crisi, cassa integrazione, precariato. Su questo e altro ancora ha risposto la segretaria confederale Cgil Tania Scacchetti ai microfoni di RadioArticolo1. "Molte fabbriche chiudono per non riaprire mai più – ha proseguito la dirigente sindacale – e a pagare sono sempre i lavoratori, come testimonia l'esplosione delle ore di Cigs, aumentata nell'ultimo anno del 450%. La crisi coinvolge grandi gruppi, ma tutto il nostro sistema imprenditoriale è in crescente difficoltà. Se a questo, sommiamo il fatto che abbiamo già perso il 25% del modello industriale, e che il lavoro che si è generato è perlopiù precario e povero, concentrato nel terziario a basso valore aggiunto, il quadro è davvero a tinte fosche. Siamo di fronte a una crisi conclamata e di lunga durata".        

"Nel contempo la disoccupazione giovanile non diminuisce, e ancora cresce il lavoro intermittente e occasionale, a partire dal fenomeno dei rider. Sempre dall'ultimo osservatorio Inps sulla precarietà, si evince che il lavoro femminile in Italia è sempre il fanalino di coda nell'Unione europea, e quasi sempre di natura precaria, a cominciare dal part time involontario, quando tutti gli istituti internazionali, Ocse in primis, concordano nel dire che l'unico modo per innalzare il Pil e la crescita di un paese è proprio quello di aumentare la percentuale di donne che lavorano. Il nostro, è un paese che vive di incentivi e sostegni al reddito e non si impegna in politiche del lavoro strutturali e di lunga durata. Ovviamente, vi sono regioni del Nord dove il tasso di occupazione si avvicina al 70%, in media Ue, e non è un caso che in quei contesti il sistema di welfare sia storicamente più sviluppato", ha aggiunto la sindacalista.

Fonte rassegna sindacale

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