Giovedì, 14 novembre 2019 - ore 02.25

Russia. Grande avanzata dei comunisti | Fausto Sorini

| Scritto da Redazione
Russia. Grande avanzata dei comunisti | Fausto Sorini

RUSSIA - GRANDE AVANZATA DEI COMUNISTI, SI RAFFORZA LO SCHIERAMENTO ANTIMPERIALISTA
Fuori gioco le componenti liberiste filo-occidentali e filo-atlantiche di Fausto Sorini - segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI
Con il 93,5% delle schede scrutinate questi sono i risultati: "Russia Unita" 49,7% (-15%), PCFR 19,2% (+8%), "Russia Giusta" (sinistra di ispirazione genericamente socialdemocratica e patriottica) 13,2% (+5%), Partito liberal democratico di Zhirinovsky (nazionalisti di destra, anti-americani) 11,7% (+4%).
I liberisti amici degli americani tutti insieme arrivano al 3,2%, non superano lo sbarramento elettorale (7%) e restano fuori dal Parlamento (Duma).
L’affluenza alle urne è stata di circa il 60%. Nel 2007 aveva sfiorato il 64%. Il dato rilevante di queste elezioni, quello che l'imperialismo ed anche le forze filo-atlantiche di casa nostra non riescono a digerire, oltre allo splendido successo dei comunisti, è l'ennesimo rigetto da parte dei russi dei partiti liberali, liberisti e filo-occidentali, tanto
esaltati dai nostri media. Non contano nulla.
Oggi i comunisti e le forze di sinistra con maggiore sensibilità sociale rispetto alla condizione della parte più povera del Paese contano molto di più e possono incidere maggiormente sulle scelte complessive del governo russo, sia in quelle economico-sociali che di politica estera. Su queste ultime esiste peraltro una larga convergenza tra Putin e i comunisti.
Le tendenze più "concilianti" con l'imperialismo (che in alcuni momenti era parso fossero interpretate almeno in parte dal presidente Medvedev) escono fortemente ridimensionate. Si rafforza la strategia “euroasiatica” che punta sull'asse preferenziale con la Cina, e sul consolidamento delle relazioni con i paesi del Medio
Oriente, dell'America Latina e dell'Africa con una marcata collocazione antimperialista.
Il presidente Medvedev ha telefonato ai leader dei quattro partiti che entrano nella Duma, prendendo atto del loro positivo risultato, augurandosi una collaborazione costruttiva "per il bene dei cittadini" e non escludendo accordi sulle questioni da affrontare. "Questo è il confronto parlamentare, questa è la democrazia", ha dichiarato ai suoi interlocutori. Secondo calcoli preliminari i 450 seggi della Duma dovrebbero essere assegnati: a “Russia Unita” 235-240. Ai comunisti andrebbero oltre 90 seggi. “Russia Giusta” e liberaldemocratici nazionalisti dovrebbe ottenere circa 60 seggi per uno.
Il partito di Putin, pur mantenendo la maggioranza assoluta dei seggi, perderebbe quella dei 2/3 che gli consentiva finora di introdurre modifiche costituzionali, che ora dovranno essere concordate con altri.¦
Pubblicato su: www.marx21.it

fonte: www.gramscioggi.org

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