Martedì, 27 settembre 2022 - ore 16.09

Scomparso sulle Ande: il cadavere è di Alberto Fedele

Riconosciuto dallo zaino e dagli abiti

| Scritto da Redazione
Scomparso sulle Ande: il cadavere è di Alberto Fedele

E' stato trovato dopo due mesi e due settimane di ricerche il corpo di Alberto Fedele, l'ingegnere gestionale pavese scomparso lo scorso 4 luglio quando era partito per una escursione sulle Ande.

Per i suoi trent'anni Alberto aveva deciso di prendersi un anno sabbatico partecipando come volontario a un progetto di cooperazione della onlus WeWorld in Perù e aveva approfittato di alcuni giorni liberi per fare trekking nella zona di Cusco, nella provincia di Urubamba.

Voleva vedere la laguna di Juchuyccocha. Nel Paese sudamericano era arrivato ad aprile, dopo aver lasciato il lavoro in una cooperativa di Gatteo, in provincia di Rimini, grazie al progetto europeo Aid Ue che permette a giovani volontari di fare esperienze all'estero. Così era arrivato ad Abancay dove aveva continuato a fare il suo lavoro di ingegnere per WeWorld. A dare l'allarme per la sua scomparsa era stata una amica che non lo ha visto rientrare il 5 luglio dall'escursione verso la laguna. Subito sono cominciate le ricerche, rese difficili dalla neve e dal fatto che il suo cellulare risultava spento. Il padre è andato in Perù dove è rimasto varie settimane. E le ricerche non si sono mani interrotte nemmeno quando, lo scorso 19 agosto, è stato trovato un corpo in decomposizione senza abiti in un isolotto del rio Vilcanota. Dall'esame autoptico si è però scoperto che non era Alberto, ma un ragazzo adolescente decisamente più basso di lui. Ora è arrivato il nuovo annuncio della polizia. Il corpo congelato di un giovane "è stato localizzato al termine di una ardua ricerca su un lato della laguna Juchuyccocha, nel settore del Chicòn della provincia di Urubamba" da parte di una squadra di soccorritori, hanno spiegato le forze dell'ordine, in attesa dell'autopsia. La certezza che si trattava di Alberto è arrivata poche ore dopo. "E' confermato che è lui - ha detto all'ANSA il presidente di WeWorld Marco Chiesara - E' stato riconosciuto grazie allo zaino e ai vestiti". "Probabilmente è scivolato durante l'escursione" ha aggiunto.   

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