Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 04.37

Storia e popoli del Mare Adriatico, mare chiuso frontiera aperta

| Scritto da Redazione
Storia e popoli del Mare Adriatico, mare chiuso frontiera aperta

Egidio Ivetic non è solo un ottimo storico e un accademico (docente di Storia moderna e Storia del Mediterraneo nell’Università di Padova) ma in gioventù ha fatto il marinaio di leva, come cittadino jugoslavo, sulla Galeb, la nave di Tito. Quello che sa dell’Adriatico orientale – ha recentemente affermato  – l’ha imparato lì: nel gelido inverno 1984-85, a vent’anni, il nostro si trovava alle bocche di Cattaro, nello squero di Tivat, ad osservare quel mare Adriatico che negli anni futuri avrebbe definito come “spazio di contemplazione”.

“Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà”, edito nel 2019 per la Società Editrice il Mulino, è sì una densa raccolta di informazioni dal 1000 a.c fino ai giorni nostri, che attraversa imperi, repubbliche e regni, ma non è un normale saggio storico perché racchiude in sé la poesia della conoscenza e le qualità del libro d’avventura.

La passione di Ivetic per l’Adriatico emerge in ogni pagina e non cede mai il passo alla noia o a bolse nozioni. Anzi, è un vero compendio, una sorta di antologia della conoscenza storico-marittima dell’Adriatico. Il filo conduttore lo conosciamo già, è quello tracciato da Braudel e da Matvejević, semplicemente Ivetic lo riannoda, ne fa un saldo nodo da marinaio e ce lo ripropone in una veste nuova, fresca, inesplorata.

Impressiona da subito la voluminosità delle note (60 pagine), con le fonti più disparate: dal manuale militare jugoslavo di “Tecnica e strategia di sbarco sulle coste italiane dell’Adriatico” (Zapadna obala Jadrana i Tarantski zavil, Split, 1968) alle commissioni ducali veneziane, dai manuali di storia di tutti i paesi rivieraschi agli atti notarili di entrambe le sponde.

 

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