La musica di Ester Fusar Poli (pianoforte) e Carlo Vallone (clarinetto) ha dato inizio alla presentazione del libro di Ercole Ongaro Resistenza nonviolenta 1943-45, davanti a una Sala Zanoni pressoché piena, nella serata di lunedì 8 settembre. Proprio l’autore, introdotto da Guido Vaudetto, ha deciso di inframmezzare la conferenza con interventi musicali e letture (a cura di Alessandro Lucia e Sofia Malaggi) tratte dal suo volume, edito da I Libri di Emil.
Il saggio di Ongaro si propone di adottare una prospettiva differente rispetto all’ampiamente affrontato tema della Resistenza partigiana armata: parlare di Resistenza nonviolenta significa provare ad assumere il punto di vista della popolazione e soffermarsi sulla Resistenza civile, oltreché militare. Ongaro ha citato la recente pubblicazione Fuori dalla zona grigia. Protagonisti e vicende della guerra di Liberazione nell’archivio dell’ANPI di Cremona e la figura di Arnaldo Ferrari.
L’incontro, promosso da Banca Etica, ANPI Cremona, Tavola della Pace di Cremona, Forum provinciale del Terzo Settore, Associazione 25 Aprile, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Cremona, è così proseguito secondo questa struttura tripartita: le puntuali spiegazioni dell’autore, il contrappunto delle letture, i commenti musicali. Un segmento centrale della serata ha visto anche la proiezione di un breve contributo video, con testimonianze di internati sopravvissuti ai campi di prigionia nazifascisti.
Ongaro, procedendo per punti, ha esposto un corposo elenco di varie e diverse forme di Resistenza nonviolenta, dall’aiuto e solidarietà agli ebrei alle lotte nei luoghi di lavoro, dalle strategie quotidiane dei deportati (razziali e politici) per non arrendersi alla disumanizzazione (a tal proposito, Sofia Malaggi ha letto uno stralcio tratto dall’esperienza personale di Primo Levi) al risoluto «No» che i renitenti alla leva (pur cresciuti durante il fascismo) rivolsero alla Repubblica Sociale Italiana, neanche davanti al decreto che minacciava la pena di morte per renitenti e disertori.
Particolare attenzione è riservata dall’autore alla Resistenza nonviolenta di moltissime donne: tanta storiografia ha tardato ad approfondire il loro contributo, pur decisivo. Rispetto a tale argomento è stato proposto un secondo estratto video, tratto da un documentario di Liliana Cavani La donna nella Resistenza.
In chiusura, rispondendo a un intervento dal pubblico, Ongaro ha definito la Resistenza come un «processo di risveglio della coscienza» che il popolo italiano ha vissuto in quel momento particolarmente drammatico, mettendo in gioco forze impreviste o, fino a quel momento, sopite. I partigiani riconosciuti sono circa duecentocinquantamila, ma la ricerca di Ongaro mostra che le azioni, anche minime, di Resistenza nonviolenta hanno contribuito a salvare milioni di vite, sottraendole al sistema di morte del nazifascismo. Non a caso, l’articolo 11 della Costituzione recita «L’Italia ripudia la guerra»: i Costituenti, sostiene Ongaro, avevano capito «l’intrinseco legame che il fascismo aveva stabilito tra guerra e politica, orientando le energie della nazione verso un dominio fondato sulla prevaricazione dei diritti degli altri».
Carmine Caletti
Cremona. Presentato il libro di Ercole Ongaro sulla Resistenza nonviolenta
Ercole Ongaro ha presentato il proprio volume davanti al pubblico della Sala Zanoni con una conferenza arricchita da letture e interventi musicali

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