Venerdì, 20 maggio 2022 - ore 11.56

Erasmus, il voto negato | Alessandro Lucia

| Scritto da Redazione
Erasmus, il voto negato | Alessandro Lucia

Si avvicina la tornata elettorale del 24 e 25 febbraio e più di ventimila studenti universitari non potranno votare, per il semplice motivo di essere all'estero a studiare.

L'Erasmus, istituzione grazie alla quale lo studente universitario può trascorrere un periodo di studio all'estero legalmente riconosciuto dalla propria università, nasce nel 1987 e nel corso degli anni ne hanno usufruito più di 2,2 milioni di studenti. Un progetto che coniuga diritto allo studio, mobilità e internazionalizzazione e che rischia però di impedire a ventimila e più studenti di poter esercitare il proprio diritto di voto, a causa di un sostanziale disinteressamento della politica italiana. Infatti, nel decreto legge che stabilisce i termini per il voto all'estero, nessuna attenzione trova la questione degli erasmus, e del resto a nessuno nell'arco costituzionale è mai venuto in mente di discuterne. Solo grazie all'Unione degli Universitari (UdU), maggiore sindacato studentesco italiano, qualche giorno fa la questione è tornata alla ribalta, e su quest'onda diversi politici di tutti gli schieramenti, si sono espressi a favore di un decreto d'urgenza, che potrebbe essere per esempio un rimorso parziale del biglietto di ritorno in Italia per quegli studenti che vorranno votare, nonostante il periodo di piena sessione d'esami.

Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare sulla questione, esortando i ministri degli Interni e degli Esteri a trovare rapidamente una soluzione. Anche il premier uscente Monti auspica che "si faccia tutto il possibile per garantire il diritto di voto agli studenti all'estero".

Ma il ministro Cancellieri ha ribadito che "è tecnicamente impossibile fare qualcosa per rimediare", affermando che i tempi sono troppo stretti per poter procedere a una soluzione. Gli studenti però non ci stanno e, dopo aver creato sui social network pagine di protesta e foto-petizioni, tornano a criticare le parole del ministro; Michele Orezzi, coordinatore dell'UdU, ha risposto al ministro: "Le dichiarazioni del Ministro Cancellieri fotografano semplicemente la situazione. Vogliamo sapere se la politica e le istituzioni si pongano o meno il problema di garantire il diritto al voto anche per i giovani che si troveranno all’estero al momento del voto, unicamente per motivi di studi. Ci aspettiamo una risposta effettiva al problema: è assurdo che non venga garantita alcuna possibilità di voto all’estero e non siano garantite neanche delle agevolazioni, almeno pari a quelle previste, ad esempio, per gli studenti fuori sede in Italia. Una scelta di studio non può impedire l’esercizio di un fondamentale diritto democratico come quello di voto. È ora che tutto il mondo politico e istituzionale dia una risposta concreta."

Più di ventimila studenti non potranno votare perché sono all'estero a studiare. Il governo risponde che non si può fare niente, e i partiti si svegliano solo ora. Se l'Unione Degli Universitari non avesse sollevato la questione, una così palese violazione del diritto di voto sarebbe passata totalmente inosservata? Al di là di tutte le belle dichiarazioni da campagna elettorale, questo la dice lunga sull'attenzione che la politica riserva ai giovani.

Alessandro Lucia

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