Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 22.47

I consumi di elettricità in Italia tornano indietro di vent’anni, rallentano anche le rinnovabili

In questo crollo della domanda causato dal Covid-19 le fonti pulite però tengono meglio, aumentando il loro peso nel mercato elettrico

| Scritto da Redazione
I consumi di elettricità in Italia tornano indietro di vent’anni, rallentano anche le rinnovabili

Il comparto delle energie rinnovabili si dimostra il più solito nel mercato elettrico italiano, ma non uscirà indenne dalla pandemia di Covid-19 che ha messo in pausa il nostro Paese: anticipando alcuni dati dell’Irex annual report – anch’esso posposto causa coronavirus –, la società di consulenza Althesys stima che nel 2020 la produzione netta da fonti rinnovabili elettriche dovrebbe arrivare a 111 miliardi di chilowattora, con una contrazione del 3% rispetto al 2019. A ciò contribuirebbe soprattutto una frenata dell’eolico (-8%), ma anche il calo dell’idroelettrico (-5%). Ma se le fonti rinnovabili rallentano un poco mentre i consumi elettrici complessivi precipitano in modo brusco, il risultato assume un tono positivo.

Secondo Althesys infatti nel 2020 il settore elettrico potrebbe registrare una perdita di 5 miliardi di euro in termini di valore della produzione – il 31% sul totale – a causa della paralisi delle attività produttive, che in Italia ha ridotto i consumi elettrici di oltre il 20% da metà marzo. Allungando lo sguardo fino a fine anno, kla previsione di 302 miliardi di chilowattora per il 2020 rappresenta il livello di domanda di elettricità più basso dal 2001. Questo rallentamento favorisce tuttavia le energie rinnovabili, data la loro priorità di dispacciamento: la loro copertura della produzione nazionale si attesterebbe così al 42%, a fronte del 40,4% registrato lo scorso anno (quando al contempo le rinnovabili hanno coperto il 35,9% della domanda di elettricità nazionale). A pagarne maggiormente le conseguenze sarebbero soprattutto produttori termoelettrici da fonti fossili, come gas e carbone.

La tenuta degli investimenti nel settore però non sembra, al momento, a rischio. Si tratta infatti di operazioni con orizzonte solitamente di lungo termine, ben oltre il presumibile effetto del Covid-19: «L’analisi degli investimenti e delle M&A nelle rinnovabili dell’Irex annual report 2020 lascia ben sperare – osserva il ceo di Althesys, Alessandro Marangoni – I numeri delle imprese italiane sono in crescita, sia in Italia che all’estero, e numerosi sono i progetti in itinere e che potranno svilupparsi nei prossimi mesi, una volta terminato il lockdown. Di riflesso, anche il sistema elettrico, al di là della temporanea riduzione della domanda, potrebbe uscirne senza dover perdere asset strategici e con la prospettiva di una pronta ripresa».

In ogni caso la sicurezza del nostro sistema elettrico non pare essere a rischio. L’adeguatezza “a scendere” del sistema, analizzata nel report di Althesys, si è dimostrata nel passato sufficiente e il gestore di rete ha finora dimostrato di essere in grado di assicurare l’equilibrio del sistema anche in situazioni critiche. Il carico medio sulla rete italiana è calato del 5,6% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, con un’intensificazione della caduta, nel mese di marzo del -10,2%. Tuttavia, ciò che può preoccupare è il basso carico, che nella prima domenica di aprile ha toccato il suo minimo per il 2020 a 9,20 GW (10,37 GW il minimo 2019). I bassi consumi portano a fermare le centrali termoelettriche e la loro mancanza potrebbe in teoria creare difficoltà in caso di improvvise necessità dovute alle discontinuità delle rinnovabili. La rete italiana finora ha però dimostrato, anche nei giorni delle festività di Pasqua, di reggere bene.

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