Giovedì, 20 gennaio 2022 - ore 21.57

Le dinamiche spazio temporali del coronavirus.

Il clima influisce sui modelli globali delle dinamiche dell'epidemia. I pipistrelli sono usati a scopi propagandistici o tirati in causa in modo improprio

| Scritto da Redazione
Le dinamiche spazio temporali del coronavirus.

Lo studio “Climate affects global patterns of COVID-19 early outbreak dynamics” realizzato dall’erpetologo Gentile Francesco Ficetola e dall’ornitologo Diego Rubolini, entrambi dell’università degli Studi di Milano, e pre-pubblicato d su medRxiv, analizza la pandemia sotto gli aspetti medici, biologici, modellistici. Il lavoro è stato sottoposto a una rivista scientifica per la pubblicazione, ma il manoscritto non ancora visto dai referee è già disponibile online e scaricabile da tutti.

Secondo i due ricercatori italiani, «I fattori ambientali, inclusa la variabilità climatica stagionale, possono avere un forte impatto sui modelli spazio-temporali delle malattie infettive». Ficetola e Rubolini hanno valutato gli effetti della temperatura e dell’umidità sui modelli globali delle dinamiche di focolai precoci di COVID-19 durante il periodo gennaio-marzo 2020 e dicono che «Le variabili climatiche sono state i migliori driver della variazione globale dei tassi di crescita dei casi confermati di COVID-19. I tassi di crescita hanno raggiunto il picco nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale con una temperatura media di ~ 5 ° C e un’umidità di ~ 0,6-1,0 kPa durante il mese dell’epidemia, mentre sono diminuiti nelle regioni più calde e fredde. La forte relazione tra clima locale e tassi di crescita di COVID-19 suggerisce la possibilità di variazioni stagionali nel modello spaziale di innalzamento repentino dei contagi», con le regioni temperate dell’emisfero meridionale che stanno diventando particolarmente a rischio di gravi focolai nei prossimi mesi.

La Società Italiana di Scienze Naturali (SISN) rilancia lo studio con evidenza sulla sua pagina Facebook e ricorda che «Il ruolo dei naturalisti, fino ad ora, è stato quello di capire quale ruolo potessero aver avuto alcuni mammiferi selvatici quale serbatoio originale. Come troppo spesso succede in rete, compreso Facebook, si sono usati i pipistrelli a scopi propagandistici; o semplicemente sono stati tirati in causa anche in modo improprio. Per fortuna, ci sono anche delle fonti attendibili, che si basano sull’evidenza scientifica e che stanno informando in modo corretto, senza voler fare propaganda». La SISN cita come esempio positivo un articolo di Danilo Russo sul Corriere della Sera e ricorda che «In realtà, il bagaglio scientifico e culturale dei naturalisti più specializzati contiene esperienze e saperi che possono essere utilizzati per comprendere e prevedere il fenomeno. Una delle capacità dei naturalisti che analizzano le dinamiche dei fenomeni naturali è quella di gestire i problemi legati a database nei quali il rumore di fondo, ossia l’effetto della variabilità casuale, può essere un problema. Le moderne tecniche di analisi consentono di gestire le distribuzioni dei dati che avrebbero impedito le inferenze in passato».

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