Mercoledì, 08 luglio 2020 - ore 14.01

Caos Procure, attacchi a Salvini

L’ex ministro: ''Dai media il silenzio degli indecenti''

| Scritto da Redazione
Caos Procure, attacchi a Salvini

Matteo Salvini torna all’attacco dei media parlando di "silenzio degli indecenti" per descrivere l’atteggiamento tenuto a suo avviso dal sistema dell’informazione dopo le rivelazioni de La Verità che ha riferito di messaggi scambiati tra alcuni magistrati al fine di attaccare l'ex ministro dell’Interno sui Decreti Sicurezza.

Per Salvini, al presunto complotto contro di lui non è stato dato il giusto risalto da giornali e tv. Tra i magistrati che sarebbero coinvolti nello scambio di messaggi, Salvini cita l'ex presidente dell'Anm Luca Palamara, ora sospeso dalle funzioni dopo l’inchiesta per corruzione a suo carico.

Il leader della Lega dice: "Più delle frasi di Palamara mi ha impressionato il silenzio vergognoso e complice dei media italiani. Timidi trafiletti sui giornali, qualche secondo dei telegiornali. Se le stesse parole fossero state indirizzate a un ministro del Pd o del M5s oggi ci sarebbero processi, indignazione, speciali dei tg, caschi blu. Trovo che sia una complicità silenziosa. È una vergogna, ma ci sono abituato".

Salvini precisa che "il problema" non è lui "ma il cittadino italiano. Che da oggi ha il diritto di pensare che non sarà giudicato in base alla legge ma in base alle simpatie e al colore politico. Ringrazio La Verità per lo scoop a nome dei 20.000 innocenti passati per il carcere, anche se quell’incapace del ministro Bonafede sostiene che in galera vanno solo i colpevoli. La giustizia va riformata e quando torniamo al governo ci concentriamo su questo".

Una riforma necessaria "per ristabilire i diritti degli italiani perbene. Un anno fa due bambini di 11 anni sono stati falciati dal Suv guidato da un mafioso ubriaco e drogato. Al processo, la richiesta è di 10 anni, significa che il colpevole fra tre anni è fuori. La vita di due bambini vale tre anni di pena? Mi sembra agghiacciante. E la riforma la organizzeremo con la magistratura e l’avvocatura".

Salvini, appreso delle rivelazioni della Verità, nei giorni scorsi ha anche inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo che gli venga garantito un giusto processo a Catania, dove il Tribunale dei ministri ne ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per sequestro di persona in merito al caso Gregoretti.

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