Venerdì, 24 maggio 2019 - ore 14.47

Congresso Mondiale delle Famiglie: ritorno al passato

“Congresso mondiale delle famiglie”: dietro un nome apparentemente innocuo si nasconde il raduno di associazioni retrograde, ed esponenti del nostro Governo interverranno come relatori.

| Scritto da Redazione
Congresso Mondiale delle Famiglie: ritorno al passato Congresso Mondiale delle Famiglie: ritorno al passato

Dal 29 al 31 marzo Verona ospiterà il Congresso Mondiale delle Famiglie: viene definito dagli organizzatori “un evento pubblico internazionale di grande portata che ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”. Il WCF (World Congress of Families) è un gruppo di pressione statunitense di stampo ultraconservatore, per il suo fondatore la crisi demografica occidentale è causata dalla rivoluzione sessuale e femminista.

Proviamo a dare un’occhiata ai relatori di questo convegno, e alle loro posizioni relativamente a famiglia, divorzio, diritti delle donne e della comunità LGBTQ+.

Dimitrij Smirnov è un importante esponente della Chiesa ortodossa russa. Parlando di aborto afferma che "Aspettarsi qualsiasi tipo di vita felice dopo l’infanticidio è semplicemente ridicolo. Una persona non può trovare la felicità se è l’assassino dei suoi figli. Se vogliamo essere salvati questi cannibali devono essere spazzati via dalla faccia della terra". Per lui uomo e donna non sono uguali, ed ha attaccato la "propaganda che ha spinto la donna fuori casa instillando in lei pensieri nocivi".

Theresa Okafor è una attivista nigeriana che si oppone alle rivendicazioni della comunità omosessuale. Fervente sostenitrice della legge che ha vietato i matrimoni gay, è a favore di qualsiasi norma che "lotti contro le derive delle unioni omosessuali". Ha condannato la contraccezione e i rapporti sessuali protetti, perché "l’aspetto di unione e procreazione del sesso non deve cambiare altrimenti porterà a promiscuità e omosessualità".

Brian Brown, presidente dell’Organizzazione Internazionale della Famiglia, in America lotta contro i diritti degli omosessuali, raccoglie donazioni per "combattere i piani degli estremisti LGBT". Ha anche affermato: "Quando si abbattono pilastri della società come il matrimonio e poi si definiscono "bigotte" posizioni bibliche sulla famiglia, ci saranno conseguenze" specificando, "una di queste potrebbe essere la normalizzazione della pedofilia". Secondo Brown ogni bambino dovrebbe avere il diritto di "avere genitori normali: una madre e un padre".

Alexey Komov fa parte, come Brown, di “CitizenGo”, associazione internazionale pro-vita che aveva diffuso manifesti in cui si affermava che l’aborto fosse la prima cause di femminicidio. E’ uno dei promotori della legge russa contro la "campagna omosessuale", ha affermato che "lo stile di vita omosessuale non è salutare" perché "ci sono diverse statistiche che mostrano che il tasso di mortalità tra le persone omosessuali è 10 o 20 volte più elevato". E’ convinto che le politiche a tutela dei diritti degli omosessuali diffuse in occidente siano una nuova forma di "totalitarismo". In Russia invece, l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole "È un complotto di Soros".

Alla luce di tutto questo, vedere che sulla home page del sito, nella sezione “patrocini”, campeggiano i loghi di Regione Veneto, Provincia di Verona, Regione Friuli-Venezia Giulia e Ministero per la Famiglia e le disabilità (quello della Presidenza del Consiglio è stato ritirato), è oltremodo inquietante, soprattutto visto che, insieme ai personaggi di cui sopra, interverranno come relatori i Ministri Salvini e Fontana, oltre a Zaia e Sboarina. E segnalo che fra gli organizzatori, insieme a numerose organizzazioni ultraconservatrici e pro-vita, compare il Comune di Verona.

A chiudere il cerchio, al convegno parteciperà Pillon, promotore di un contestatissimo DDL in tema di separazione e affidamento dei figli. Lo scorso anno ha dichiarato “Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull'aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina”. L’Argentina è uno dei paesi nei quali abortire legalmente è impossibile, ed anche quando è consentito (ad esempio in caso di gravidanza conseguente a stupro) la pratica viene ostacolata, si veda il recente caso della bambina di 11 anni rimasta incinta in seguito ad una violenza.

I cittadini e le associazioni che si battono per i diritti civili sono sul piede di guerra, eE si stanno preparando a mettere in campo una serie di iniziative, a Verona, in occasione del WCF.

- Barbara Gamba -

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