Martedì, 15 ottobre 2019 - ore 17.57

Il governo del cambiamento climatico

Archiviato il governo del cambiamento, diventa necessario avviare la riconversione in chiave ecologica dell’economia, qualunque sia il raggruppamento che prenderà in mano le redini del Paese, perché non c’è più tempo da perdere

| Scritto da Redazione
Il governo del cambiamento climatico

Il governo giallo-verde nato 14 mesi fa aveva di verde solo il simbolo della Lega, partito numericamente meno rappresentato ma mediaticamente più forte e più attrezzato a navigare nelle tempestose acque della politica italiana rispetto al M5S. E così, mentre la Lega metteva spietatamente in atto la sua strategia di assorbimento e condizionamento dell’avversario-alleato, il M5S perdeva di vista la stellina rappresentante l’ambiente, cedendo il campo su molte battaglie particolarmente sentite dall’elettorato grillino. Il verde lega tendeva sempre più al bruno, sia per le politiche destrorse e poco rispettose del principio di uguaglianza fissato nella Costituzione, sia per le strizzatine d’occhio all’industria degli idrocarburi (e non solo).

In questi mesi non ha certo brillato la figura del PdC Conte ma, al di là delle mie opinioni riguardo quanto fatto da questo Governo, il discorso tenuto al Senato in seguito all’apertura della crisi mi ha colto di sorpresa per il “piglio energico”.

Dimentichiamoci per un attimo che, in fondo, il suo discorso ha brillato in mezzo alla pochezza dei ministri della sua squadra e che, essendo il PdC, avrebbe potuto esercitare in modo più incisivo il suo ruolo, quello di mantenere l’unità di indirizzo politico e amministrativo e di coordinare l’attività dei Ministri (art 95 della Costituzione): mi ha fatto enormemente piacere sentir parlare della necessità di attuare una riconversione ecologica dell’economia, così come ne ha parlato qualche delegazione dopo le consultazioni.

Ecco. Questo è quello che va fatto assolutamente, indipendentemente da chi avrà l’onore e l’onere di far parte del prossimo Governo. Ma deve trattarsi di una vera scelta strategica, non solo di qualcosa di “cool” per ringiovanire il linguaggio della politica e far dimenticare scelte sciagurate (vedi lo Sblocca Italia).

La visione deve essere organica, con lo sguardo rivolto al futuro e non al ritorno immediato in termini di consenso, che è stato l’approccio distintivo e comune degli ultimi esecutivi. Deve essere una visione a tutto campo, perché i vari aspetti sono interconnessi, solo affrontandoli insieme e in modo coordinato si può raggiungere l’obiettivo.

A tal fine ci viene incontro un articolo inizialmente apparso su www.linkiesta.it ma che potete trovare anche sul sito di Possibile, scritto da Pippo Civati in collaborazione con Chiara Bertogalli e Davide Serafin, nel quale viene indicata una road map molto ambiziosa, che provo a sintetizzare qui sotto (vi consiglio la lettura dell’articolo completo).

1 - Energia pulita

- Anticipare al 2023 il phase out-del carbone

- Passaggio alle nuove forme di energie rinnovabili, le cui tecnologie sono in rapida evoluzione

- Definire la strategia di abbandono del gas metano

- Dare la possibilità di scambiarsi energia prodotta da fonti rinnovabili, senza paletti

- Impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici

2 - Centralità di foreste e verde pubblico (assorbimento emissioni e mitigazione temperature)

- Massicci interventi di rimboschimento

- Coinvolgere gli agricoltori nella tutela e cura del territorio

- Ampliamento aree protette

- Incentivi apicoltura

- Incentivi turismo sostenibile

3 - Conoscenza motore di consapevolezza

- 1% del PIL a ricerca e università

- Gratuità testi scolastici e più borse di studio

4 - Via dal Diesel

- Mezzi urbani elettrici

- Espansione rete di ricarica veicoli elettrici

- Rimodulazione agevolazione trasporti commerciali e marittimi per implementare un piano di uscita dal gasolio

- Mobilpass per poter fruire in modo integrato di treni, mezzi pubblici, mezzi in condivisione

5 - Acqua e terra

- Stop al consumo di suolo

- Chi consuma risorse (acqua, inerti, idrocarburi, etc) paga

- Agricoltura libera da sostanze chimiche inquinanti

- Restituire alle aree golenali la loro funzione (no costruzioni)

- Economia circolare, con raggiungimento degli obiettivi comunitari di recupero di materia in anticipo rispetto alle scadenze

6 - Tassazione progressiva

- Rimodulazione delle aliquote

- Tassazione dei grandi patrimoni

- No al regime di favore nei confronti delle grandi multinazionali

- Fisco elettronico per contrastare evasione (anche contributiva)

- Destinare il maggior gettito a fondo per transizione energetica, a strumenti di inclusione e redistribuzione (salario minimo, reddito minimo)

Volendo agire concretamente, gli spunti di riflessione da cui partire ci sono: dopo il governo del cambiamento, che non ha affrontato i temi cruciali per il nostro futuro ma solo quelli funzionali al futuro di qualche parlamentare, è ora di partire con il governo del cambiamento climatico.

- Barbara Gamba - 

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