Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 23.30

L'Europa che verrà

Climaeuropa.eu ha valutato i programmi dei partiti che si presenteranno alle elezioni europee sulla base delle politiche per l'ambiente

| Scritto da Redazione
L'Europa che verrà

ATTENZIONE: Post lungo, ma il tema è importante.

Le prossime elezioni sono particolarmente importanti considerato quanto saranno cruciali i prossimi 5 anni per l’agenda climatica globale. Nel 2020 tutti i paesi sono chiamati a rivedere gli impegni nazionali che hanno sottoscritto alla COP21 di Parigi nel 2015. L’Europa si impegnò a diminuire le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990. Questo obiettivo però è insufficiente per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, in particolare quello che consente di avere impatti meno rilevanti sulla nostra vita: limitare l’incremento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Per adeguarsi l’Europa dovrebbe diminuire le sue emissioni tra il 55% e il 65% al 2030 e raggiungere zero emissioni nette ben entro il 2050. L’incarico principale per i prossimi leader europei sarà quello di fissare nuovi obiettivi e attuare le politiche necessarie per raggiungerli.

Per questo motivo lo staff di climaeuropa.eu, gruppo di giovani italiani ed europei impegnati nella lotta al cambiamento climatico con la passione per la politica, ha analizzato i programmi dei 9 gruppi principali presenti nel parlamento europeo e dei partiti italiani ad essi collegati, stilando una classifica sulla base degli impegni in favore dell’ambiente.

Di seguito riportiamo la classifica, con alcuni cenni ai temi chiave del programma. Per leggere l’articolo completo potete cliccare QUI.

Buona lettura... e buon voto.

OTTIMO

Verdi europei -> Europa Verde

Come da attese, il manifesto dei Verdi europei risulta il più ambizioso per quanto riguarda le future politiche climatiche ed energetiche, e l’unico che esplicitamente appoggia un Green New Deal.  Il programma punta sull’aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e successivamente il raggiungimento di zero emissioni, sul fissare un prezzo minimo della CO2 nel sistema ETS, sull’eliminazione graduale del carbone entro il 2030, sul raggiungimento di 100% di rinnovabili e sulla lotta contro la povertà energetica. È inoltre l’unico manifesto che indica l’urgenza di uscire dal gas poco dopo il 2030 e aumentare la finanza per il clima per i paesi in via di sviluppo e più vulnerabili. La lotta al cambiamento climatico è centrale anche nel programma di Europa Verde che è del tutto in linea con quello europeo.

MOLTO BUONO

Alleanza per un’Europa liberale e democratica -> +Europa

La posizione dei liberali europei sulla questione climatica è un compromesso al rialzo tra le posizioni dell’S&D e dell’EPP. Nel manifesto di ALDE si parta di lotta al cambiamento climatico in relazione al bilancio europeo, il quale si sostiene non dovrebbe essere speso contro gli obiettivi climatici ed energetici dell'Unione. Come per i popolari, anche ALDE ritiene necessario migliorare l’ETS – soprattutto riformando le esenzioni fiscali sui carburanti per l'aviazione internazionale – e completare l'Unione energetica. Allo stesso tempo, si allinea con i socialisti nel richiedere obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Ritroviamo questi principi nel programma di +Europa, in cui l’approccio economico ed europeista del partito viene applicato alla difesa dell’ambiente, delle terre e dei mari in maniera più completa e approfondita rispetto a Forza Italia e PD.

BUONO

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica -> La Sinistra

Il tema sociale è il principio cardine di questo gruppo ma l’ambiente figura come secondo punto del programma elettorale europeo. Un manifesto per l’emergenza climatica è stato pubblicato in aprile per richiedere di riconoscere le basi legali del concetto di giustizia climatica, porre fine al consumo di carburanti fossili, contrastare il modello capitalista e promuovere un’azione per il clima diretta da governi e investimenti. I due candidati principale, Violeta Tomic e Nico Cué, si sono esposti in modo più moderato durante la campagna elettorale, rivolgendo grande importanza ad assicurare una giusta transizione ecologica.

Il programma di La Sinistra dedica il quinto punto al “Green New Deal per la natura, il clima, la transizione ecologica dell’economia”. La priorità è data a incrementare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di impiego di rinnovabili ed efficienza energetica al 2030 con un ruolo centrale rivestito da nuovi investimenti. Mancano però indicazioni specifiche sull’orizzonte del 2050 e sugli strumenti concreti di implementazione del Green New Deal.

SUFFICIENTE

Socialisti e Democratici -> Partito Democratico

Il programma insiste sulla qualità dell’aria e dell’acqua, su una transizione energetica che non escluda nessuno, compreso aprire un nuovo fondo per la “Transizione giusta” e tassare la CO2 in modo socialmente sostenibile, e sul bisogno di aumentare l’ambizione climatica per raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050. Il candidato socialista alla presidenza della Commissione Europea – Frans Timmermans – è stato tra i primi promotori della legge contro la plastica monouso, adottata a Strasburgo lo scorso marzo.

Anche in questo caso, le priorità europee si rispecchiano nei programmi nazionali elencati dal Partito Democratico. Si ritrova l’idea di rivedere le ambizioni europee al rialzo per dimezzare le ambizioni al 2030 e abbatterle nel 2050. Inoltre vi è attenzione all’economia circolare e al bisogno di anticipare al 2025 la produzione di plastica totalmente riciclabile. Il tutto deve essere guidato da un “piano straordinario di investimenti”, che garantisca una transizione ecologica giusta e tenga conto della coesione sociale, del lavoro, e dell’innovazione.

INSUFFICIENTE

Europa della libertà e democrazia diretta -> Movimento 5 Stelle

Tendenzialmente molto diviso, non esiste una linea partitica chiara e comune agli aderenti dell’EFDD, dunque neanche un manifesto elettorale.

Esempio tipico di questa frammentazione interna è proprio l’approccio al clima dei membri EFDD. Il gruppo rientra tra gli attori più scettici dell’attuale Parlamento europeo, fatta eccezione per i deputati italiani che spesso a Bruxelles appoggiano l’ala più progressista in materia climatica tanto da allinearsi con le proposte dei Verdi. Sorprende perciò non trovare nessun chiaro riferimenti ai “cambiamenti climatici” nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. E' chiaro il riferimento a inquinare meno – tramite l’abbandono graduale delle fonti fossili, investimenti in inceneritori e discariche, e un’Europa libera dalla plastica – e vietare l’uso di pesticidi nocivi per la salute e l’ambiente. Ma mancano totalmente obiettivi temporali e strumenti su come raggiungere gli obiettivi politici.

Il Partito Popolare Europeo -> Forza Italia

I principi cardine che guidano le linee politiche dei Popolari europei sono la crescita economica, il mercato finanziario, e la sicurezza interna. Nel manifesto compare un impegno a combattere il cambiamento climatico attraverso il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2, investimenti in innovazione e tecnologia, e la costruzione di una solida e sicura Unione energetica. Tuttavia, è evidente come il clima non rientri tra le priorità di questo gruppo parlamentare.

Forza Italia riflette la posizione europea dell’EPP sul piano nazionale. Nel programma elettorale, il clima è all’ultimo punto.

GRAVEMENTE INSUFFICIENTE

Europa delle nazioni e della libertà -> Lega

Né il gruppo europeo ENF né la Lega hanno presentato un programma elettorale. Tra le varie pagine social della Lega, si riscontra una completa mancanza del clima tra i temi del partito. In generale, la Lega – come il resto dell’ENF – è contraria a “regole europee” che blocchino agricoltura e pesca (come il “fermo pesca”). L’avversione alla regolamentazione a livello europeo fa si che spesso gli eurodeputati ENF votino contro proposte legislative a favore del clima e in generale in tema ambientale, come provato nello studio di Adelphi. Dal 2014 al 2018 la Lega ha votato per oltre il 90% contro provvedimenti a favore del clima e della transizione energetica. In particolare è da rilevare che nel 2016 la Lega, incluso l’allora Eurodeputato Matteo Salvini, ha votato contro la ratifica dell’Accordo di Parigi allineandosi dunque alla stessa posizione del Presidente americano Trump.

Conservatori e Riformisti Europei -> Fratelli d’Italia

Tra i temi prioritario figurano la crescita economica, il commercio e le riforme istituzionali dell’Unione – inclusa una certa avversione alla moneta unica europea.

Nella “visione per l’Europa”, l’ECR sostiene un “approccio ragionevole” alla sostenibilità, che non vada a scapito di nessuno Stato membro. Questo significa non supportare obiettivi di alcun tipo ma concentrarsi su proteggere la fauna selvatica e gli animali a rischio, ridurre le emissioni solo attraverso l’ETS, mantenere l'aria pulita in Europa, e proteggere i pescatori e i mari.

Nel programma di Fratelli D'Italia il cambiamento climatico non trova nemmeno una menzione. Il punto 11, dedicato all’ambiente e alla natura, fa un riferimento generico alla protezione ambientale e alla riduzione dell'inquinamento senza però indicare alcun obiettivo specifico o strumento su come realizzarlo.

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