Giovedì, 17 ottobre 2019 - ore 05.45

Una corsa contro il tempo

Arrestare i cambiamenti climatici e la distruzione degli ecosistemi può sembrare un’impresa estrema, ma è possibile, e possono essere imprese estreme a ricordarci che abbiamo poco tempo per farlo.

| Scritto da Redazione
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Siamo tutti affascinati dalle imprese sportive estreme. Guardiamo agli atleti che le compiono con ammirazione, forse un po’ di invidia perché noi non avremmo mai il coraggio di metterci in gioco, anche se fossimo allenati. A volte li prendiamo un po’ per pazzi, questi atleti, ma ci piace ammirare le loro gesta, soprattutto se vengono compiute in ambienti esotici, o di particolare bellezza.

La bellezza del gesto atletico, la bellezza del nostro pianeta: una bellezza che però stiamo distruggendo velocemente. Ed è forse questa la molla che sta spingendo esploratori ed atleti a misurarsi con imprese eclatanti, allo scopo di sensibilizzare gli inquilini ingombranti di questo pianeta affinché non distruggano irrimediabilmente i fragili equilibri che ci consentono di vivere.

Fra questi attivisti dell’impossibile ci sono anche alcuni italiani. Ecco chi sono, e cosa hanno fatto, o hanno in progetto di fare.

Alex Bellini #weareallinthesameboat

I fiumi trasportano la plastica che noi disperdiamo nell’ambiente fino a mari e oceani: è stato calcolato che nel 2050 negli oceani i rifiuti in plastica peseranno più di tutti gli animali che li popolano. L’esploratore Alex Bellini ha quindi deciso di percorrere i 10 fiumi più inquinati del mondo con zattere realizzate con mezzi di fortuna e rifiuti, al fine di documentare come, attraverso le acque dei fiumi, stiamo distruggendo gli ecosistemi marini.

“Mi costruirò una zattera di volta in volta, fiume dopo fiume. Ognuna sarà lo specchio delle abitudini delle persone che vivono sul luogo”, ha dichiarato Alex, che sta tenendo un diario di viaggio sul sito dedicato all’impresa, denominata 10 Rivers 1 Ocean. E per ognuno di questi fiumi (8 sono in Asia e due in Africa) documenterà le criticità ambientali: ha già disceso il Gange, seguiranno l’Indo, il Fiume Giallo, lo Hai He, l’Amur, il Mekong, lo Yangtze, il Fiume delle Perle, il Nilo, il Niger.

Potete sapere dove si trova Alex tramite le tracce GPS.

Oliviero Alotto #RunBefore2050 in Groenlandia

Oliviero è responsabile di Slow Food a Torino da sempre è impegnato nella sensibilizzazione verso la salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta. È appassionato di montagna, corsa, trail running, ma anche di vino e cibo.

Per lui la corsa è un elemento di unione tra i popoli e di riscoperta della natura nella sua più profonda essenza. Ha quindi pensato di compiere un’impresa al limite: percorrere 200km in Groenlandia, di corsa e in canoa, tra le località di Kangerlussuaq (sede dell’aeroporto), Kelly Ville, Ice Cap, Sisimiut. Il percorso attraversa i territori lasciati liberi dai ghiacciai che stanno arretrando sempre più velocemente: nel 2003 ogni anno scomparivano 111km3 di ghiaccio, cifra che, dieci anni più tardi, era circa quattro volte tanto. Nella sua impresa, prevista fra il 3 e il 6 giugno, è seguito da Stefano Rogliatti, giornalista e filmmaker Rai, e dalla nutrizionista Felicina Biolci (la dieta è stata studiata in funzione delle condizioni nelle quali si troverà Oliviero, e in modo da ridurre gli impatti sull’ambiente).

Per vedere il video facebook di presentazione dell’iniziativa segui questo link. Puoi seguire Oliviero tramite la sua pagina facebook e il suo sito.

- Barbara Gamba -

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