Lunedì, 17 gennaio 2022 - ore 19.39

Forum Infrastrutture ai Mediterranean Dialogues (MED) di Roma

Forum Infrastrutture ai Mediterranean Dialogues (MED) di Roma

| Scritto da Redazione
Forum Infrastrutture ai Mediterranean Dialogues (MED) di Roma

Condivisione di conoscenza, cooperazione e riduzione delle distanze tra i Paesi della regione del Mediterraneo. È l’auspicio del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, che intervenendo stamane al Forum Infrastrutture dei Mediterranean Dialogues - MED, ha illustrato le opportunità derivanti dal programma Next Generation Eu e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per migliorare le infrastrutture e ridurre le disuguaglianze tra i paesi MENA (Middle East/North Africa) e tra questi e l’Unione Europea, rafforzando la cooperazione in ambito economico, sociale e politico.

Il MED, arrivato alla sua VII edizione, è un’iniziativa annuale promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) che si propone di riunire personalità internazionali, tra cui Capi di stato, ministri e leader della società civile, con l’obiettivo di riflettere sulle sfide e opportunità per l’area del Mediterraneo e il Medio Oriente. Dal 2018 viene riservata particolare attenzione al tema delle Infrastrutture, considerate essenziali per favorire la crescita economica e l’integrazione: il forum MED sul tema è l’unico pensato primariamente per la business community del Mediterraneo allargato e per le istituzioni che si occupano di favorire lo sviluppo e la cooperazione economica nella regione.

In particolare, l’incontro di stamane si è focalizzato sui principali interventi legislativi e finanziari necessari per aumentare la partnership tra attori pubblici e privati per la realizzazione di infrastrutture, sulle priorità di investimento per la transizione verde e sostenibile, sui modi in cui aumentare le interconnessioni e la cooperazione in tutta la regione.

Il Ministro ha illustrato la strategia del Mims per investire i 61,3 miliardi del Pnrr per trasformare l’Italia nei prossimi dieci anni, potenziando le interconnessioni, riducendo le disuguaglianze territoriali, migliorando le infrastrutture ferroviarie e portuali per sostenere la competitività delle imprese, riducendo l’impatto delle emissioni inquinanti per contrastare la crisi climatica e procedere rapidamente verso la transizione ecologica.

Si tratta di obiettivi, ha precisato il Ministro, che saranno perseguiti in due tempi: “I fondi del Pnrr, con le loro scadenze al 2026, rappresentano solo il ‘primo tempo del gioco’. Il secondo tempo verrà giocato con i fondi nazionali e si andrà ben oltre le scadenze europee”.

“La connettività è la parola chiave”, ha proseguito Giovannini. In tale direzione vanno gli enormi investimenti nelle infrastrutture ferroviarie e che connettono 11 aeroporti, 11 porti e 9 snodi intermodali. E tra le azioni prioritarie ha citato la cura del ferro, che consentirà di spostare i trasferimenti di persone e merci dalla gomma alla ferrovia, la digitalizzazione dei sistemi di logistica, il potenziamento dei porti e delle aree retroportuali, la riduzione delle emissioni inquinanti.

La trasformazione dell’Italia avrà un impatto su tutta la regione del Mediterraneo, anche in virtù della posizione e del ruolo strategico del nostro Paese per il commercio e gli investimenti. Le possibilità offerte dai fondi europei e nazionali, unite alla realizzazione di opere per migliorare la connettività della penisola e alla creazione di piattaforme logistiche ad alta tecnologia, permetteranno all’Italia di avere rapporti più consistenti con tutta l’area mediterranea e il vicino oriente, nell’ottica dell’armonizzazione degli investimenti e della prosperità condivisa.

“La nostra visione si fonda sulla convinzione che occorre fare un salto in avanti, verso una resilienza trasformativa, e mai come in questo momento si aprono opportunità davvero importanti per cambiare modello di sviluppo, innovare e migliorare il nostro Paese dal punto di vista infrastrutturale e di mobilità, sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale e – ha concluso – aumentare la qualità della vita delle persone senza danneggiare l’ambiente”. (aise) 

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