Martedì, 16 luglio 2019 - ore 06.26

Modello Copenhagen

Nella capitale danese la maggior parte degli spostamenti di persone e merci avviene a zero emissioni. Il modello è esportabile, a patto di fare investimenti a lungo termine.

| Scritto da Redazione
Modello Copenhagen

Copenhagen è la prima città  al mondo per l'uso della bicicletta, si contende questo primato con Utrecht e Amsterdam. Solo il 9% delle persone arriva a scuola o al lavoro in auto, mentre il 62% ci arriva in bicicletta; ogni giorno in città  entrano più bici che auto. E anche la logistica, in città, viaggia su veicoli a due o tre ruote e con pedalata assistita.

Questi risultati sono stati possibili grazie ad un piano di investimenti a lungo termine, che ha portato alla realizzazione di una fitta rete di piste ciclabili e ponti dedicati a pedoni e ciclisti: 134 milioni di euro spesi in 10 anni (dal 2007 al 2017), e l'intenzione è quella di proseguire in questa direzione.

Copenhagenize è una società  di consulenza nel campo della mobilità a pedali, nata per esportare il "Modello Copenhagen" nel mondo, ed attualmente ha sedi a Barcellona, Bruxelles, Montreal. Ogni anno elabora una classifica per valutare quanto i centri urbani si avvicinano allo standard-Copenhagen, e nessuna città  italiana è mai entrata in classifica.

Eppure anche da noi qualcosa sta cambiando. Si amplia il mercato per le società di logistica che effettuano consegne nei centri storici con veicoli non inquinanti, anche se sono ancora poche: un censimento ne ha contate 41, di cui 25 attive in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le cargobike hanno capacità di carico simili a quelle dei furgoni piccoli e hanno il grosso vantaggio di potersi muovere liberamente nelle ZTL, per spostamenti entro i 10km le società che effettuano questo tipo di servizio sono economicamente competitive rispetto a quelle che utilizzano veicoli a motore. Effettuano consegne di prodotti acquistati con l'e-commerce, consegnano la spesa a domicili: secondo Ermes Ros, fondatore di Triciclò (società  attiva in Veneto) metà  delle merci movimentate in città  potrebbe essere trasportata in bici. Il settore potrebbe svilupparsi se le varie società attive si mettessero in rete per fornire un servizio il più completo possibile ai clienti.

Un esempio virtuoso nel campo della mobilità sostenibile è la città  di Pesaro, che sta investendo molto nella realizzazione di una rete di ciclabili che, ad oggi, si estende per 85km ma gli amministratori si propongono di portare a 180km. Qui, ad esempio, è considerato un valore aggiunto poter raggiungere i luoghi del divertimento in bicicletta: meno rischi per i giovani e genitori più sereni.

Si possono ottenere risultati eccellenti nel campo della mobilità  a pedali. E' però necessaria una visione di lungo termine, una pianificazione degli investimenti che spesso cozza con l'esigenza di realizzare interventi di impatto immediato. Gli investimenti in ciclabilità  sono poi ancora poco compresi dalla cittadinanza, che spesso li percepisce come una spesa inutile perché servono parcheggi, nuove strade, etc. Comunicare l'importanza di queste scelte, far cambiare la mentalità  italiana che vede nell'uso dell'auto un dogma incontrovertibile, è una sfida per amministratori e classe politica.

- Barbara Gamba -

Foto: unsplash.com

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