Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 11.51

Natale tranquillo per gli inquinati dell’aria | Benito Fiori (Cremona)

È indubbio che quest’anno per la fortuna dei cremonesi e degli abitanti della valle padana si chiude con valori medi di presenza nell’aria di agenti inquinanti sicuramente al di sotto dei limiti previsti dalla legge.

| Scritto da Redazione
Natale tranquillo per gli inquinati dell’aria | Benito Fiori (Cremona)

Natale tranquillo per gli inquinati dell’aria | Benito Fiori (Cremona)

 È indubbio che quest’anno per la fortuna dei cremonesi e degli abitanti della valle padana si chiude con valori medi di presenza nell’aria di agenti inquinanti sicuramente al di sotto dei limiti previsti dalla legge.

Quello che però va ricordato è che la situazione è determinata dalle condizioni meteorologiche, piovosità e ventilazione, più che dall’efficacia degli interventi delle istituzioni. È sempre il caso di ricordare che, come premessa, il Progetto VIIAS (“Valutazione Integrata dell'Impatto dell'Inquinamento atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute”) presentato il 4/6/2015 e finanziato dal 2012 dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, valutava la mortalità attribuibile all’inquinamento dell’aria per il 65% nel Nord del Paese, verosimilmente nella Valle padana. Come dati che riconducono alla realtà generale sono invece quelli riportati sul report “Air quality Europe 2019” di EEA (European Environment Agency) dove si ricorda che «Italia fanalino di coda per biossido di azoto, PM2.5 e ozono. L’Italia detiene il record negativo in Europa per morti premature da biossido di azoto con circa 14.600 vittime l’anno e ha il numero maggiore di decessi per ozono (3000) e il secondo per PM2,5 (58.600).» Si parla quindi di un totale di 76.200 morti che pare non preoccupino molto l’opinione pubblica e le istituzioni, soprattutto se messi a confronto con la sacrosanta denuncia della stampa dei morti “del sabato sera” a causa degli incidenti stradali che nel 2018 sono state 3.334.

Tornando alla stima del VIIAS secondo cui il 65% del totale dei decessi attribuibili sono nella valle padana che ospita solo un terzo della popolazione nazionale, significa che di quei 76.200 morti circa 49.500 sono suoi abitanti e 38.090 a causa del solo particolato PM2.5. Trasferiti questi dati alla città di Cremona è accettabile ipotizzare che i decessi “attribuibili” totali sarebbero, per il solo PM2.5, 246 l’anno, circa 4 la settimana.

A proposito del termine “attribuibile” si precisa che studi recenti hanno dimostrato che, sempre con riferimento soltanto al PM 2.5, l’aumento di soli 10 µg/m3 (cioè 10 micrometri per metro cubo) nell’aria aumenta il rischio di mortalità generale del 6%, quello di mortalità per patologie cardiocircolatorie del 12% e di cancro del polmone del 14%.

Per il “Circolo culturale AmbienteScienze” e l’associazione “ABC-Alleanza Bene Comune-La Rete”

Benito Fiori (Cremona)

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