Mercoledì, 17 giugno 2026 - ore 13.38

Maltempo in Lombardia, a Cremona e non solo: campi allagati e ponti chiusi

Trasmettiamo il comunicato di Coldiretti, che traccia una mappa regionale alla luce della recente ondata di maltempo

| Scritto da Redazione
Maltempo in Lombardia, a Cremona e non solo: campi allagati e ponti chiusi

Spallata del maltempo, ma la Lombardia resiste. La mappa stilata dalla Coldiretti regionale disegna un territorio con fiumi e torrenti ingrossati, allagamenti nelle golene, laghi fuori dall’alveo, smottamenti e campi “affogati”. Nel cremonese il fiume Adda è uscito tra Formigara, Pizzighettone e Crotta, allagando i campi delle golene, mentre l’Oglio è esondato a Castelvisconti, nel soresinese, invadendo campi coltivati a cereali autunno-vernini e prati. Nel lodigiano il livello dell’Adda adesso viene segnalato in calo. «Vediamo che succede fra stasera e domani con il Brembo: se viene tanta acqua da lì allora cambia anche la situazione sull’Adda. Io ho tutti gli argini rinforzati. Speriamo in bene», dice ai tecnici della Coldiretti Lombardia Manfredo Pacchioni, 50 anni, con allevamento e cascina a Corte Palasio (Lodi).

L’ondata di maltempo – spiega la Coldiretti Lombardia – sottolinea l’importanza di una riflessione su quei progetti che incidono sull’equilibrio idrografico come, ad esempio, le due maxicentrali idroelettriche proposte sull’Adda, fra le province di Lodi e Cremona, che prevedono l’innalzamento del livello del fiume lungo l’asse che tocca i comuni di Castelnuovo, Bertonico, Gombito, Ripalta Arpina, Montodine, Moscazzano, Turano, Crotta d’Adda e Castiglione.

Nel varesotto campi sott’acqua – spiega la Coldiretti Lombardia – con problemi per i terreni seminati con i cereali autunno vernini. Il lago Maggiore è esondato in diversi punti, fra cui Laveno Mombello. Il Ticino è uscito a Sesto Calende. Anche nel comasco e lecchese, diversi torrenti sono esondati e hanno invaso i terreni agricoli. Sull’alto lago di Como, un’azienda nel pan di spagna ha avuto i prati allagati e ha perso l’intero raccolto di fieno. Smottamenti vari nella zona del basso lago. Grossi disagi e traffico in tilt sulla direttrice lacustre da Lecco verso la Valtellina per la chiusura della SS 36 nel comune di Mandello Lario.

Nel mantovano il Po sta salendo e l’Oglio ha livelli alti, ma non ancora alla soglia di pericolo. Ci sono idrovore in funzione nel comune di Canneto sull’Oglio. Il ponte di barche di Torre d’Oglio è stato chiuso al traffico. Il Secchia e il Mincio sono sotto i livelli di guardia. Ad Asola, dove il Chiese è esondato in zona Barchi, con 70 ettari allagati, l’emergenza sta rientrando. «Assistiamo purtroppo a precipitazioni che non sono più delle normali piogge, ma sono veri e propri acquazzoni o nubifragi che mettono sotto stress la nostra rete idrica», spiega Ada Giorgi, Presidente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga (900 km di rete e 55000 ettari serviti). «Con queste piogge, ma anche per colpa delle nutrie che scavano e distruggono i canali, assistiamo a crolli di piccoli argini e frane lungo i fossi».

Nella bergamasca, massima allerta per la situazione del torrente Cherio, che già nei mesi estivi era esondato allagando serre di fiori, un agriturismo e un allevamento di pulcini. Il torrente è ai livelli massimi ed è già uscito dagli argini l’altra sera. In diverse zone si stanno verificando movimenti franosi. La rete di canali e torrenti ha difficoltà a smaltire grossi quantitativi d’acqua.

A Pavia, questa mattina è stato chiuso il ponte di barche a Bereguardo, mentre i tecnici della Coldiretti provinciale stanno tenendo sotto controllo i livelli del Ticino che alle 12:00 stava crescendo di 4 centimetri all’ora, con 120 centimetri sopra lo zero idrometrico ad appena 30 centimetri dal primo livello di guardia.

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