Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 18.13

Nel 2020 il turismo internazionale potrebbe calare dal 60 all’80%

Nel primo trimestre 2020 meno 22% e 67 milioni di turisti in meno. I 3 possibili scenari futuri. Ripresa nel 2021

| Scritto da Redazione
Nel 2020 il turismo internazionale potrebbe calare dal 60 all’80%

Alla luce degli ultimi dati disponibili, secondo l’United Nations World tourism organization (Unwto) «La pandemia Covid-19 ha provocato un crollo del 22% degli arrivi dei turisti internazionali nel corso del primo trimestre 2020» e quest’anno la crisi potrebbe provocare un calo tra il 60 e l’80% del turismo internazionale rispetto al 2019. L’Unwto avverte che «Questo mette in pericolo milioni di famiglie i cui mezzi di sussistenza dipendono dal turismo e minaccia di ridurre a niente i progressi realizzati nel perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG)».

Il segretario generale dell’Unwto, Zurab Pololikashvili, ha sottolineato che «Il mondo è di fronte a una crisi sanitaria ed economica senza precedenti. Il turismo è stato duramente colpito, conm milioni di posti di lavoro minacciati in uno dei settori a più forte intensità di manodopera dell’economia».

Secondo l’ultimo Unwto World Tourism Barometer, I dati disponibili comunicati dalle destinazioni turistiche indicano che «A marzo, gli arrivi sono diminuiti considerevolmente, del 57 %, in seguito all’inizio del confinamento in numerosi Paesi così come all’introduzione generalizzata di restrizioni di viaggio e alla chiusura degli aeroporti e delle frontiere nazionali. Ne è risultata una diminuzione di 67 milioni di arrivi internazionali e di circa 80 miliardi di dollari di entrate (esportazione del turismo)».

Anche se è stata l’Asia-Pacifico la regione che ha subito il maggiore impatto in termini relativi e assoluti (-33 milioni di arrivi), le ricadute sull’Europa, anche se percentualmente minori, sono molto elevate in volume (-22 milioni).

La Unwto ricorda che «Dall’inizio dell’epidemia. Le prospettive per quest’anno sono state riviste al ribasso a più riprese dall’avvio dell’epidemia e l’incertezza continua a dominare. Gli scenari attuali indicano un calo possibile degli arrivi dal 58% al 78% per l’anno. Queste cifre dipendono dalla rapidità del confinamento e dalla durata delle restrizioni di viaggio e della chiusura delle frontiere».

E i tre scenari Unwto per il 2020 si basano proprio su tre possibili date di riapertura progressiva delle frontiere internazionali: Scenario 1 (-58%) basato sull’apertura progressiva delle frontiere internazionali e la diminuzione delle restrizioni di viaggio all’inizio di luglio; Scenario 2 (-70%) basato sull’apertura progressiva delle frontiere internazionali e la diminuzione delle restrizioni di viaggio all’inizio di settembre; Scenario 3 (-78%) basato sull’apertura progressiva delle frontiere internazionali e la diminuzione delle restrizioni di viaggio all’inizio di dicembre,

Secondi questi tre scenari, l’impatto della diminuzione della domanda di viaggi internazionali potrebbe tradursi in: un calo da 850 milioni a 1,1 miliardi di turisti internazionali; Una perdita da 910 miliardi a 1,2 trilioni di dollari di entrate dall’esportazione di turismo; La messa in pericolo da 100 a 120 milioni di posti di lavoro nel turismo.

La Wto fa notare che «E’ di gran lunga la crisi più grave alla quale il turismo internazionale deve far fronte dall’inizio dei rilevamenti (1950). L’impatto si farà sentire in gradazioni diverse nelle differenti regioni del mondo e in tempi che si sovrapporranno. l’Asia e il Pacifico dovrebbero essere i primi a riprendersi».

L’Unwto panel experts prevede una ripresa nel 2021, con la domanda interna che dovrebbe riprendersi più velocemente di quella internazionale, e si aspetta di vedere già segnali di ripresa nell’ultimo trimestre del 2020. Basandosi sulle crisi precedenti, gli esperti della Wto prevedono che «I viaggi di piacere, e in particolare quelli effettuati per far visita ad amici e parenti, dovrebbero riprendere più rapidamente di quelli di affari».

Le stime riguardanti la ripresa dei viaggi internazionali sono più positive in Africa e Medio Oriente e la maggioranza degli esperti prevedono una ripresa nel 2020. I meno ottimisti e i meno inclini a credere in una ripresa già nel 2020 sono gli esperti delle Americhe, mentre in Europa e Asia le prospettive sono miste, con la metà degli esperti di turismo che prevede una ripresa già nel corso di quest’anno.

 

FONTE greenreport.IT

 

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