Giovedì, 27 gennaio 2022 - ore 19.28

Tromba d'aria a Mantova, danni per 3 milioni su campi meloni

Alla vigilia di “Flegetonte”

| Scritto da Redazione
Tromba d'aria a Mantova, danni per 3 milioni su campi meloni

Oltre 100 ettari di melone andati distrutti in un paio d’ore, per un totale di 30 mila quintali di prodotto e un valore di circa 3 milioni di euro.  Si aggrava la stima della Coldiretti Mantova sui danni provocati dalla tromba d’aria che ha colpito il Mantovano, nel Destra Secchia meno di 48 ore fa in un’area compresa tra Poggio Rusco, Magnacavallo e Sermide. “Gli eventi climatici sono sempre più estremi e i picchi di caldo che si verificano periodicamente caricano di energia termica l’atmosfera che poi scarica la sua furia sulle coltivazioni” spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia alla vigilia della prima ondata di caldo africano che si prepara a investire l’Italia fra domani e mercoledì.

La tromba d’aria ha devastato i raccolti, scoperchiato stalle e abitazioni, distrutto numerose serre. A causa delle perdite, a luglio il melone mantovano potrebbe scarseggiare sul mercato – spiega la Coldiretti - Danneggiati anche una decina di ettari di campi di zucca, per un valore di circa 150 mila euro, e 3 ettari di angurie. Distrutto il lavoro di mesi proprio mentre si stava cominciando a raccogliere il melone in pieno campo: è andato perso circa il 40% del prodotto in quelle aree – spiega la Coldiretti Lombardia – e non si tratta del primo episodio che ha colpito la provincia di Mantova nell’ultimo mese: ci sono state grandinate e tempeste d’acqua che hanno danneggiato i raccolti di mais. Una situazione maturata nel primo scorcio di estate dopo che la primavera 2015 - sottolinea la Coldiretti - è stata la più bollente di sempre sulla terra e sugli oceani da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1880, sorpassando il precedente record del 2010. Un record storico per la temperatura più elevata sul pianeta si registra anche – continua la Coldiretti - se si considerano i primi cinque mesi del 2015. Si tratta di valori che confermano la tendenza ad una accelerazione nel surriscaldamento poiché tra i 10 anni più caldi, da quanto sono iniziate le rilevazioni, ben nove - precisa la Coldiretti - sono successivi al 2000. Il 2014 è in testa alla classifica degli anni piu’ bollenti davanti al 2010 che è seguito dal 2005 e dal 1998 e poi a pari merito dal 2013 e dal 2003 e a seguire il 2002, il 2006 e il 2009.

Fonte: Coldiretti

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