Martedì, 17 settembre 2019 - ore 23.39

U.S.A. e getta: la politica dello struzzo

Una società basata sul consumo senza limiti e sulla “delocalizzazione” dei problemi prima o poi arriva al collasso

| Scritto da Redazione
U.S.A. e getta: la politica dello struzzo

Negli Stati Uniti la produzione di rifiuti continua ad aumentare: i prodotti costano poco, durano poco, alla fine della loro breve vita conviene buttarli. Nel 2015 sono stati prodotti quasi 2.5kg di rifiuti pro capite al giorno, complessivamente l’incremento è stato del 4.5% rispetto al 2010 e del 60% rispetto al 1985.

La raccolta differenziata è stata introdotta dopo campagne di sensibilizzazione durate anche diversi anni. Spesso si citano esempi virtuosi per vincere le diffidenze e i distinguo di chi dice che “non è possibile”. Non è possibile il porta a porta nelle città? Ma come, a San Francisco, che non è in pianura, arrivano ovunque, quindi è possibile!! Verissimo…ma non è tutto oro quello che luccica, e complessivamente il sistema della raccolta differenziata negli Stati Uniti è carente perché i cittadini si limitano a buttare i rifiuti nel bidone (a volte nemmeno in quello giusto), ma non si curano affatto della qualità di quello che differenziano, oppure (come ad esempio San Francisco) la differenziazione viene fatta a valle.

Queste carenze, ora che altrove nel mondo la sensibilità ambientale sta prendendo piede, stanno presentando il conto. Si, perché finora se ne era fatta carico la Cina. Navi zeppe di rifiuti solcavano l’oceano verso i porti dell’oriente, dove, grazie alla manodopera a basso costo, si faceva la selezione del materiale e quanto recuperato veniva rimesso in circolo. Ora però la Cina ha deciso di mettere un freno all’importazione di materiale di scarsa qualità, quindi quanto recuperato negli Stati Uniti non ha più mercato. Ciò che prima era considerato una risorsa ora è un costo rilevante, e conviene portare i rifiuti in discarica, o incenerirli, e al diavolo la raccolta differenziata. Gli amministratori locali si trovano infatti a dover scegliere se pagare per il recupero del materiale o fornire servizi ai cittadini, magari in zone dove la povertà è diffusa, insomma, la solita questione ambiente e salute vs lavoro e sostegno a chi è in difficoltà.

Il problema è anche di carattere sanitario, perché il materiale stoccato o depositato in discarica, se contaminato da materiale organico, produce metano; i dati sul contributo all’inquinamento dato dalle discariche sono abbastanza inquietanti (si parla di un terzo sulle emissioni totali di metano) mentre gli inceneritori emettono più sostanze inquinanti rispetto alle centrali a carbone (a parità di energia prodotta). Anche a San Francisco si stanno rendendo conto delle problematiche di gestione connesse con questo modello, e si parla di adottare un modello come quello della CONAI.

I Paesi che finora sono stati considerati poco sensibili alle tematiche ambientali stanno invertendo la tendenza, paradossalmente ciò sta mandando in crisi un sistema come quello USA, abituato ad “esternalizzare” i problemi, e il sistema sta collassando proprio a causa dell’abitudine ai consumi sfrenati. Tra l’altro, i nuovi standard cinesi stanno causando ripercussioni anche in Europa.

Delle carenze di questo sistema ne stanno facendo le spese anche i cittadini di Mantova, che in questo periodo si stanno lamentando degli odori che provengono dalla cartiera Pro-Gest (ex-Burgo). Da quel che riportano i giornali, infatti, parte degli enormi quantitativi di carta da macero depositata sul piazzale (in eccedenza rispetto a quanto autorizzato) arriva da oltreoceano, dove si raccoglie materiale di qualità inferiore rispetto all’Italia, in quanto contaminato (da cibi e altro).

Insomma, puntare all’economia circolare non è una passeggiata e richiede strategie coordinate, ma il passo più importante è, senza dubbio, quello di ridurre a monte la produzione di rifiuti. Per paesi come gli U.S.A, nei quali classe dirigente e cittadini finora hanno spesso mantenuto la testa sotto la sabbia, questo richiederà enormi sforzi e un radicale cambio di mentalità.

- Barbara Gamba –

Per approfondimenti:

https://www.internazionale.it/notizie/alana-semuels/2019/03/22/riciclo-rifiuti-cina

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