Venerdì, 19 luglio 2019 - ore 03.24

Al bando l’usa-e-getta!

L’Unione Europea, con una storica decisione, ha messo al bando i prodotti monouso in plastica a partire dal 2021. E in Italia c’è chi si porta avanti col programma.

| Scritto da Redazione
Al bando l’usa-e-getta!

I prodotti in plastica dispersi in mari e oceani sono autentici killer: molti animali marini se ne nutrono, scambiandoli per prede, e ne rimangono intossicati, altri invece rimangono impigliate in attrezzature varie: proprio qualche giorno fa è morto un capodoglio a Porto Cervo, una femmina gravida che aveva 22kg di plastica nello stomaco. Secondo le stime, l’usa e getta in plastica rappresenta oltre il 50% dei rifiuti marini (si arriva al 70% se si includono anche gli attrezzi da pesca). E per rendersene conto… basta andare in spiaggia. Fare il classico castello di sabbia col figlio porta a litigare con cannucce, sacchetti delle patatine, pezzi di palloncini (si, quelli delle feste, che ai bambini piacciono tanto) e via dicendo, anche sulle spiagge più curate.

Per questi motivi l’iniziativa del Parlamento Europeo, approvata a larghissima maggioranza nell’ottobre del 2018, segna una svolta epocale: al fine di ottenere la messa al bando della plastica monouso, sono state stabilite le tappe del percorso da seguire, e il WWF ha chiesto al Consiglio dei ministri dell'Ambiente europei e alla Commissione di concludere a breve (e sicuramente entro l’anno) i passaggi necessari a rendere operativa la Direttiva.

Questi sono gli elementi più importanti della proposta messa ai voti:

> divieto di utilizzo dal 2021 di prodotti usa e getta come posate, piatti, bastoncini cotonati, mescolatori per bevande e aste dei palloncini,

> introduzione un contenuto minimo di materiale riciclato nelle bottiglie di plastica, almeno il 35% entro il 2025:

> estesione del divieto anche ai prodotti di plastica oxodegradabile, ai contenitori per cibo da asporto in polistirene espanso e ai sacchetti di plastica in materiale ultraleggero, ad eccezione di quelli che svolgono una funzione igienica.

Si propongono, inoltre, obiettivi nazionali:

> Riduzione del contenuto di plastica dei filtri delle sigarette (rifiuto più comune e abbondante sulle spiagge europee): 50% entro il 2025 e 80% entro il 2030.

> Raccolta degli attrezzi da pesca abbandonati in mare: 50% entro il 2030 e riciclo almeno al 15% entro il 2025.

Si rende ora necessario un diverso approccio al business da parte degli imprenditori, e partire per tempo può rivelarsi una mossa vincente.

Si veda ad esempio il caso della Puglia, che ha varato una serie di iniziative molto interessanti:

> In accordo con i gestori degli stabilimenti balneari, dalla stagione balneare 2019 sarà vietato l’uso dei prodotti in plastica monouso sulle spiagge

> E’ stata stanziata una dotazione di 250mila euro di cui i Comuni e i privati possono disporre, a patto di garantire e dimostrare la sostenibilità di sagre ed eventi pubblici nel territorio di loro competenza

> In alcuni comuni (Maruggio, Bitonto e Giovinazzo) è stato vietato il lancio di palloncini in occasione di ricorrenze e feste.

Ma anche alcuni imprenditori giocano d’anticipo: una nota dolciaria siciliana sta iniziando a sostituire le cannucce in plastica dei suoi prodotti con ecocannucce biodegradabili ricavate dal mais, e lo farà a partire da una linea destinata ai più piccoli, il nostro futuro.

Lo spirito ambientalista si coniuga tranquillamente con il business, con il lavoro. Il nostro futuro dipenderà dalla velocità con cui le aziende sapranno riconvertirsi, e leggi ben congegnate possono accelerare questo processo.

- Barbara Gamba -

Foto: Getty Images, da sito TCI

339 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria