Lunedì, 12 aprile 2021 - ore 21.03

Dare il vero valore alla natura nelle decisioni economiche

Guterres: ''Il sistema attuale è orientato alla distruzione, non alla conservazione. Porre fine alla dipendenza mortale dal carbone''

| Scritto da Redazione
Dare il vero valore alla natura nelle decisioni economiche

Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, «Se vogliono avere la possibilità di un futuro sostenibile, le nazioni devono iniziare a soppesare il costo del profitto economico rispetto ai danni all’ambiente».

Il capo dell’Onu ha sottolineato che «L’economia globale è aumentata di quasi 5 volte negli ultimi 50 anni, ma  la crescita ha avuto un costo enorme per l’ambiente. Le risorse della natura non figurano ancora nei calcoli della ricchezza dei Paesi. Il sistema attuale è orientato alla distruzione, non alla conservazione. La linea di fondo … è che dobbiamo trasformare il modo in cui vediamo e apprezziamo la natura. Dobbiamo riflettere il vero valore della natura in tutte le nostre politiche, piani e sistemi economici. Così facendo, gli investimenti possono essere diretti verso azioni che proteggono e ripristinano la natura.  Le ricompense saranno immense».

Un appello che arriva mentre è in corso il terzo United Nations World Data Forum (UNWDF) della Statistical Commission  dell’Onu che dovrebbe deliberare un nuovo quadro statistico per misurare la prosperità economica e il benessere umano e che include i contributi della natura.  Istituita nel 1947, la Statistical Commission è il più alto organo decisionale dell’Onu per le attività statistiche internazionali, è responsabile della definizione di standard statistici e dello sviluppo di concetti e metodi, compresa la loro attuazione a livello nazionale e internazionale.  Di solito, la Commissione si riunisce ogni anno a marzo per una sessione di 4 giorni con la partecipazione dei principali statistici degli Stati membri dell’Onu, esperti, responsabili politici e società civile. Quest’anno, tuttavia, vista la pandemia di coronavirus, la sessione si terrà in un formato virtuale ridotto, in 4 incontri informali di due ore, l’1, il 3 e il 5 marzo.

Al Department of Economic and Social Affairs (DESA) dell’’Onu spiegano che «Il quadro, denominato System of Environmental-Economic Accounting – Ecosystem Accounting , va oltre la statistica comunemente utilizzata del prodotto interno lordo (PIL) e garantisce che il capitale naturale, come foreste, oceani e altri ecosistemi, sia preso in considerazione nei rapporti economici. Il sistema aiuta anche a rispondere meglio alle emergenze ambientali, come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità».

Elliott Harris, vice segretario generale per lo sviluppo economico ed economista capo dell’Onu,  aggiunge: «Abbiamo trattato la natura come se fosse libera e come se fosse senza limiti. Quindi, abbiamo degradato la natura e l’abbiamo consumata senza essere realmente consapevoli di ciò che stavamo facendo e di quanto stavamo perdendo in questo processo. Il nuovo quadro ci permetterà di vedere come le nostre attività economiche possono influenzare i nostri ecosistemi, come ci influenza la presenza della natura e come le nostre attività potrebbero essere modificate per raggiungere la prosperità senza danneggiare o distruggere la natura durante il processo».

Il DESA ha aggiunto che la commissione statistica discuterà il quadro e si adopererà per adottarlo, a condizione che non ci siano obiezioni, a partire dal 5 marzo.

Intanto Guterres, intervenendo a un meeting della Powering Past Coal Alliance ha chiarito cosa intenda per cambiamento di paradigma: «Il mondo ha ancora una possibilità di combattere per limitare il riscaldamento globale ponendo fine alla dipendenza dal carbone. In questo decennio è possibile mantenere l’aumento della temperatura a 1,5 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali».

In un videomessaggio, il segretario generale dell’Onu ha detto che «C’era una volta il carbone, portava elettricità a basso costo a intere regioni e posti di lavoro vitali alle comunità. Quei giorni sono passati. L’eliminazione graduale del carbone dal settore elettrico è il passo più importante per essere in linea con l’obiettivo degli 1,5 gradi».

Secondo Guterres, per porre fine a quella che ha La dipendenza mortale dal carbone» bisogna agire prioritariamente in tre aree.  Ha chiesto i paesi di «Annullare tutti i progetti di carbone in cantiere, in particolare i 37 membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) che sono invitati a farlo entro il 2030».  La seconda cosa da fare è quella di «Porre fine ai finanziamenti internazionali per il carbone e fornire maggiore sostegno ai Paesi in via di sviluppo che stanno passando alle energie rinnovabili».  Inoltre, il capo cdell’Onu ha chiesto  «A tutte le banche multilaterali e pubbliche – così come agli investitori in banche commerciali o fondi pensione – di spostare i loro investimenti, ora, nella nuova economia delle energie rinnovabili».

Guterres ha evidenziato che «Poiché l’impatto di questa transizione varierà a seconda delle regioni, il passaggio dal carbone alle fonti di energia più pulite deve essere giusto.  Abbiamo la responsabilità collettiva e urgente di affrontare le serie sfide che derivano dalla velocità e dalla portata della transizione. Le esigenze delle comunità carbonifere devono essere riconosciute e devono essere fornite soluzioni concrete a livello molto locale».

Damilola Ogunbiyi, rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per l’energia sostenibile per tutti, ha evidenziato che «In molte parti del mondo, questa transizione va di pari passo con il miglioramento dell’accesso generale alle fonti energetiche. Quasi 790 milioni di persone in tutto il mondo non hanno ancora l’elettricità di base, mentre 2,8 miliardi non hanno accesso a combustibili puliti per cucinare.  Proprio adesso. siamo a un bivio in cui le persone vogliono riprendersi meglio, ma stanno cercando le migliori opportunità per farlo. E stiamo enfatizzando gli investimenti nell’energia sostenibile per stimolare lo sviluppo economico, creare nuovi posti di lavoro e offrire opportunità per realizzare il pieno potenziale».

L’inviato speciale dell’Onu per il clima e le finanze, l’ex governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, ha sottolineato il ruolo chiave che il settore finanziario ha nel raggiungimento dell’obiettivo di energia pulita e ha concluso: «Ci sono tendenze incoraggianti a cui ho assistito negli ultimi 5 anni, poiché la questione è diventata una priorità strategica assoluta per le imprese.  Sta diventando mainstreaming molto velocemente, e sta diventando mainstreaming in una direzione molto positiva in cui la ricerca è l’opportunità per accelerare. Tuttavia, i finanziamenti pubblici e privati, comprese le banche multilaterali di sviluppo, devono allinearsi».

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