Lunedì, 22 luglio 2019 - ore 12.07

Non abbiamo un pianeta B

Anche a Cremona gli studenti sono scesi in piazza per il loro futuro. #GlobalStrike

| Scritto da Redazione
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Un folto gruppo di studenti ha raccolto la sfida lanciata dagli organizzatori di Fridays For Future Cremona, ed è arrivato in Piazza Roma munito di entusiasmo e cartelli colorati.

Sotto un cielo azzurrissimo, con il Torrazzo che faceva capolino sopra i tetti, un “Torrazzo” di cui dobbiamo andare meno fieri era rappresentato sullo uno striscione preparato dai ragazzi del Liceo Stradivari: accanto al Duomo era raffigurato il camino bianco e rosso dell’inceneritore, di cui era stata promessa la chiusura ma che invece è stato blindato nella vendita di LGH ad A2a, con la prospettiva di vederlo in funzione fino al 2029 come da Aia.

Tanti giovani (molti dei quali erano probabilmente alla loro prima manifestazione) preoccupati per il loro futuro hanno animato la piazza. Dalla Pagoda, dove erano allestiti i “Registri” per le adesioni e per le proposte, si sono alternati gli interventi dei ragazzi, successivamente un lungo serpentone ha percorso i vialetti dei giardini, attorno al prato centrale. Con loro, qualche insegnante, genitori con bambini, nonni, cittadini impegnati per l’ambiente e nelle associazioni. Ed è un peccato che non tutti i dirigenti scolastici abbiano ben compreso l’importanza di questa mobilitazione e non abbiano agevolato la partecipazione dei ragazzi.

Il coinvolgimento dei giovani è importantissimo ovunque, a Cremona forse ancora di più.

Cremona, nella top ten della classifica Mal’aria 2019, si trova stretta fra acciaieria, inceneritore e autostrada, in un territorio nel quale il ricambio d’aria è difficile, inoltre lo sfruttamento dei terreni e l’agricoltura intensiva contribuiscono ad aggravare le criticità ambientali in tutta l’area.

Per noi è ancora più importante che ci sia un cambio di mentalità, perché da una riduzione delle emissioni abbiamo molto da guadagnare, e perché dallo sviluppo dell’economia green e dalla riconversione ecologica potrebbero nascere nuove occasioni di sviluppo per un’area che dipende troppo, economicamente e “psicologicamente”, da realtà inquinanti, e che non offre adeguate prospettive ai giovani.

Il futuro comincia adesso. Speriamo che questi ragazzi riescano a fasi sentire, prendendo per mano quelli che fra noi sono più scettici verso il problema dei cambiamenti climatici, per camminare tutti insieme verso il cambiamento necessario, sulle orme di Greta.

- Barbara Gamba -

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