Venerdì, 19 luglio 2019 - ore 03.49

Tramezzino indigesto

Dopo un po’ di tira e molla, il centrodestra cremonese ha trovato la quadra per le prossime amministrative. Tempi cupi attendono la comunità cremonese. Più che cupi, neri…

| Scritto da Redazione
Tramezzino indigesto

Alla fin della fiera la "ragion di stato" l’ha spuntata sulle aspirazioni locali. Negli equilibri lombardi, Cremona spettava a Forza Italia e così è stato. La Lega, con il suo candidato Zagni, ha dovuto cedere lo scettro all’eterno Malvezzi, che è ancora sul pezzo anche se il Celeste dalle multicolori camicie è caduto in disgrazia.

E così, in epoca di selfie gastronomici con abbinamenti improbabili, un nuovo patto si aggiunge alla lunga serie di accordi sottoscritti con la mandibola in movimento. Dopo il patto della crostata, quello delle acciughe e quello dell’arancino, ecco il frugale patto del tramezzino, con il quale Zagni ha rinunciato alle sue pretese da candidato sindaco. La contropartita, oltre alla poltrona da vice, fa venire qualche dubbio sulla farcitura del suddetto tramezzino: scorrendo i punti accettati da Malvezzi si nota che essi portano ad una stretta securitaria senza precedenti. Dall'applicazione integrale del decreto Salvini  all’applicazione del modello Lodi (peraltro già bocciato dal giudice), dalla revisione del modello Sprar alla ridefinizione dei criteri per l’accesso alle prestazioni sociali per privilegiare il ceto medio, quello che balza all’occhio è che non basta dichiararsi cattolici per sentirsi spinti ad aiutare gli ultimi, italiani o stranieri che siano. Insomma, fra comunione (sacramento) e senso della comunità (insieme di persone che hanno comunione di vita sociale), anche se la radice è comune, c’è un baratro.

Insomma, questo tramezzino appare piuttosto indigesto per chi considera un valore tessere dei rapporti fra le persone che si trovano a condividere spazi e servizi. Si vuole utilizzare la clava della propaganda razzista per generare consenso, lucrando su diffidenza e paura, o, più banalmente, su indifferenza ed egoismo. Poco importa se le proposte non siano percorribili dal punto di vista legale, o se il tanto osannato decreto Salvini stia facendo più danni della grandine. Inanto si bada a quello, che fa scena, e al fatto che anche i poveri italiani verranno penalizzati da un eventuale rimodulazione dei criteri di accesso ai servizi (perché “privilegiare i ceti medi” significa quello), non ci farà caso nessuno.

Il passo successivo, in questa Italia sempre più incattivita, quale sarà?

- Barbara Gamba -

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