Si muore di fame a Madaya e in altre città assediate. Si sopravvive a stento nei campi dei rifugiati siriani nei paesi dove sono ospitati, in violazione del diritto umanitario internazionale.
E’ stato lo slogan della Rete Italiana Disarmo che in varie città italiane ha presentato un esposto alla magistratura per la violazione della legge 185/90 che vieta l’esportazione di armi ai paesi in guerra.
Pianeta migranti propone l’intervista a un richiedente asilo curdo, Soran Khidr, che ha scelto Cremona come posto dove ricominciare una vita distrutta dai conflitti nel nord dell’Iraq. Ma la sua richiesta non ha avuto per ora risposta.
Pianeta migranti si unisce al plauso delle associazioni e dei cittadini sensibili al problema per la decisione dell’amministrazione di costituire una consulta per l’immigrazione a Cremona
Presentiamo oggi l’appello per i minori migranti diffuso dal movimento globale avaaz, che ha 42 milioni di aderenti in tutto il mondo, uno staff che opera in 18 paesi e in 17 lingue. Avaaz, che significa voce in molte lingue, si propone di far arrivare nelle stanze della politica la voce dei cittadini. Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito avaaz.org.
10.952 migranti bambini sono sbarcati l’anno scorso sulle nostre coste. Di questi 5.902 sono svaniti nel nulla dopo essersi allontanati dai centri di accoglienza. In un suo rapporto, la Caritas dice che almeno 1.260 sono caduti nelle mani della criminalità
Del milione di profughi arrivati via mare in Europa quest'anno, più del 50% sono siriani. Vengono da un’immane tragedia, non ricevono l’aiuto umanitario necessario e la loro odissea è senza fine.
La politica dei respingimenti mette in strada centinaia e centinaia di migranti. Dove vanno a finire? Cosa ci dobbiamo aspettare in un futuro prossimo?
Accoglienza tra speranza e difficoltà Tra i tanti aspetti problematici di cui don Pezzetti parla, Pianeta Migranti ne segnala uno finora non conosciuto dal grande pubblico ovvero la difficoltà ad ottenere anche un semplice permesso umanitario
E’ Filippo Grandi, milanese di 58 anni, il nuovo alto commissario per i rifugiati dell’Onu. E’ entrato in carica il 1 gennaio. Ha raccolto il testimone dal suo predecessore, il portoghese Antonio Guterres, che ha diretto l’UNHCR per 10 anni. Il compito gli è stato affidato alla metà dello scorso novembre dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, che lo ha scelto fra una rosa di prestigiosi candidati.
Proponiamo come primo post del 2016 le considerazioni di Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale di Fondazione Migrantes, e il suo invito ad intensificare gli sforzi nel nuovo anno per accogliere chi è in cammino, a partire dalla Chiesa, come esempio per l’intera comunità.
Le donne nigeriane arrivate via mare in Italia a fine settembre 2015 erano 4.371. L’anno scorso, nello stesso periodo, erano 1.008; un aumento del 300 per cento
Anche oggi non c’è posto nei contesti umani e civili per milioni di migranti e rifugiati in cerca di salvezza. Anche per loro restano solo le “stalle” degli accampamenti improvvisati lungo le vie di una fuga forzata.
Settecento bambini morti da inizio anno nel viaggio verso una terra migliore. Sono gli innocenti del secolo nuovo che Erode uccide, proprio come duemila anni fa, senza conoscerne i volti e i nomi, nel solo nome della sua sicurezza.
La pratica dell’accoglienza diffusa avanza in Europa e in Italia anche se i vari Paesi cercano di chiudere le frontiere ai flussi migratori. Ciò significa che l’umanità e la solidarietà delle persone sanno scavalcare i muri, abbattere le barriere e aprire le porte di casa.
Nella contea di Maban, in Sud Sudan, 150.000 profughi in fuga dalla guerra che il governo sudanese ha scatenato nella regione del Blue Nile si trova sotto il tiro incrociato di due fuochi.
L’Unione europea concede 3 miliardi di euro al governo turco per trattenere i migranti in Turchia. D’ora in poi i nuovi flussi arriveranno in Europa dalla rotta del Mediterraneo e dovremo contare altri morti.
Yemen allo stremo. Lo dichiara Human Rights Watch e l’Agenzia Onu per I rifugiati. Se non fermiamo l’invio di bombe prepariamoci ad accogliere anche i profughi yemeniti.
Numerosi sono gli esempi in cui gli immigrati hanno dato un impulso positivo a trasformazioni che sono andate a vantaggio delle società di inserimento. Qui ne presentiamo alcuni latino americani.
In seguito ai fatti di Parigi, mentre arriva il grande freddo, le frontiere chiudono ulteriormente le loro porte. E’ allarme umanitario sulla rotta balcanica divenuta un vicolo cieco.
Nel nord della Francia, sul canale della Manica, è nata in pochi mesi una città di ottomila abitanti detta la “Jungle” di Calais. Ci sono curdi, afghani, sudanesi, eritrei, kosovari, pachistani: la maggior parte di loro vogliono raggiungere Londra. Grande la solidarietà della gente, assenti, o quasi, le istituzioni.
Mentre l’Europa discute di come esternalizzare la crisi migratoria per proteggere i propri confini anche a costo di mettere in gioco i propri valori fondanti, a Cremona si è parlato del diritto alla protezione, e dunque del dovere di proteggere, e degli strumenti spesso disattesi, che l’Italia, nel tempo, si è data per garantirlo.
Ne ha parlato Pax Christi International a Lovanio in un recente convegno dal titolo “Verso un’etica teologica delle migrazioni e le sue implicanze sociali”, dove ha dichiarato che il futuro dell’Europa dipende da come saranno affrontati i flussi migratori.
Moltissimi sono i pregiudizi e gli stereotipi sui migranti che vanno per la maggiore nel nostro paese. I più radicati: ci invadono, la percentuale di delinquenti è altissima, spendiamo un sacco di soldi per mantenerli a non far niente.
Solo all'ultimo summit i leader europei hanno deciso i provvedimenti necessari perché i profughi possano trovare riparo durante l'inverno sulla rotta balcanica. Intanto molti gruppi di volontari, che da mesi suppliscono le istituzioni, chiedono di agire immediatamente per evitare nuove tragedie, questa volta sulle strade dell'Europa.