Hanno spesso accusato le ong di accordi coi trafficanti libici. Ma un’inchiesta di Avvenire dimostra che nel 2017 erano i Servizi italiani a trattare con loro.
Secondo l’Unhcr e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni delle Nazioni Unite, (OIM), dal 2014 più di 18.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo.
La Guardia Costiera libica, dopo aver salvato in mare un giovane sudanese, lo ha ucciso sparandogli alla schiena mentre tentava di fuggire dall’inferno dei lager libici. Europa e Italia tacciono.
Spendiamo tante risorse per bloccare i migranti in Libia e -niente- per attutire i danni dei cambiamenti climatici nei loro paesi. Secondo Oxfam, i 48 Paesi più poveri del pianeta ricevono finanziamenti risibili per mitigare l’emergenza climatica che li costringe a fuggire altrove.
Da 65 anni il Premio Nansen per i Rifugiati riconosce il servizio straordinario a favore delle persone costrette alla fuga, onorando individui, gruppi e organizzazioni che si sono dedicati ben oltre la chiamata del dovere a proteggere i rifugiati, gli sfollati e gli apolidi.
Secondo un rapporto di Guterres segretario generale Onu, un cartello di funzionari statali, gruppi armati, trafficanti, con la copertura della Guardia Costiera libica sostenuta dall’Italia e dall’Europa, organizza il mercato di esseri umani.
Il rapporto Global Trends dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite fa una mappatura globale dei flussi di uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare i pesi di origine durante il 2018. I numeri danno la vera dimensione del fenomeno. L’infografica allegata dice che il ruolo delle Ong è minimo in ordine agli arrivi.
Che la “svolta” sia soprattutto cambiamento di linguaggio per fermare l’odio. Un appello agli uomini e alle donne della politica che affermano di voler segnare una svolta nella gestione di questo paese.
Filmato in esclusiva di Avvenire, girato dal fotoreporter Francesco Bellina, si vedono neonati passati di mano da una nave all’altra, sempre con il timore che qualcuno potesse cadere in acqua
Da Nello Scavo, a bordo della Mare Jonio La Mare Jonio (Mediterranea) segnala il blocco degli apparati di ricezione nella zona di soccorso libica. E nel silenzio si moltiplicano i respingimenti verso la Libia. Lifeline soccorre 101 naufraghi
L’aiuto pubblico italiano allo sviluppo si riduce. Al di là del fatto che “aiutarli a casa loro” è una grande semplificazione e non determina di per sé una riduzione delle migrazioni, gli ultimi dati dicono che il governo italiano ha tagliatogli aiuti.
Più di mezzo milione di italiani, in maggioranza giovani e laureati, sono andati via negli ultimi 4 anni in altri Paesi d’Europa o in Sud e Nord America,128 mila lo scorso anno.
La propaganda anti-migranti del ministro degli Interni è l’esca con cui cattura i 2/3 dei suoi voti. Se il decreto Sicurezza bis riesce davvero a togliere di mezzo i migranti, Salvini perde l’esca, perde i consensi e si indebolisce politicamente.
La denuncia degli attivisti presenti a Zarzis. Un comunicato stampa di Europe Zarzis Afrique, Bergamo migrante antirazzista, Campagna Lasciatecientrare, Caravana Abriendo Fronteras, Carovane Migranti, Dossier Libia, Movimiento Migrante Mesoamericano, Progetto 20k, Progetto Melting Pot Europa e dei partecipanti alle giornate internazionali a Zarzis.
Mons. Ricchiuti, presidente di Pax Christi: “un no senza se e senza ma al decreto sicurezza bis”. “Non posso tacere la mia indignazione davanti a tanta crudeltà, strumentalizzazione e indifferenza di fronte alla morte“.
I promotori della campagna hanno incontrato i Parlamentari e i rappresentanti di Banca d’Italia, Confindustria, Cia-Agricoltori italiani, Istat, Inps e Fondazione Leone Moressa, lo scorso 11 luglio. I dati emersi dal dibattito dicono che il nostro paese ha tanto bisogno degli immigrati.
Due imbarcazioni sequestrate, tre comandanti e tre capomissione indagati. Eppure Mediterranea vuole tornare in mare. Si tratta di decidere da che parte stare, di assumersi responsabilità, di ribellarsi navigando. Altri invece prima o poi davanti al mondo dovranno rispondere di aver indicato la Libia come porto sicuro.
Trafficanti, milizie, guardia costiera, poteri economici locali gestiscono i centri di detenzione. Con l’appoggio dei governi europei. Lo ha denunciato già da 2017, un dossier di Amnesty International.
Quanto vale una vita umana, in termini monetari? L’ormai decennale tragedia connessa al flusso migratorio tra l’Africa e l’Europa – storicamente non mi risultano percentuali di mortalità in viaggio altrettanto elevate se si eccettua la grande deportazione a bordo delle navi negriere – consente ormai di cimentarsi in una macabra, imbarazzante contabilità.
Parla uno dei migranti a bordo della Sea Watch ferma da una settimana al confine delle acque territoriali: “Non avete idea di cosa ci succede in Libia, piuttosto che essere di nuovo torturato preferisco dare la mia vita ai pesci”.
Lampedusa parte la protesta di gente che dorme per strada per sollecitare lo sbarco della Sea Wathc.Se dei giovani a Cremona facessero lo stesso, darebbero un segnale!
A Roma, il 13 giugno, è stata presentata la campagna promossa da 42 organizzazioni di varia natura: da sindacati ad associazioni del Terzo settore, da ong che hanno come scopo l’assistenza agli immigrati ad associazioni scolastiche. Dare voce all’Italia che accoglie.
Il comandante Bija deve molto all’Europa. A Zawyah la sua “guardia costiera” è operativa grazie a mezzi e fondi elargiti via Tripoli dai generosi donatori di Roma e Bruxelles. Ma Bija secondo l’Onu dovrebbe stare in galera, per i crimini commessi contro i migranti.
Le Organizzazioni del Tavolo Asilo nazionale sono contrarie al Decreto Legge Sicurezza-Bis. L’Onu ritiene il Decreto “fuorviante”, non in linea col diritto internazionale dei diritti umani ed esorta a ritirarlo perchè “le politiche migratorie restrittive servono solo ad aumentare il traffico dei migranti.”
I Missionari Comboniani in Italia si dicono "profondamente indignati" dall'utilizzo strumentale del rosario, brandito quasi fosse un'arma il 18 maggio scorso in piazza a Milano dal ministro Salvini.
Il richiamo di Juncker: “Come europei non abbiamo il diritto di rigettare, per principio, quelli che vengono da lontano. Spesso sono dei perseguitati e vanno aiutati.” Caritas Internationalis: “ Il nostro voto sia un impulso per un’Europa più inclusiva ed accogliente.”
Nei primi 4 mesi del 2019 sono 422 le persone morte in mare. Ora, fuggono anche i libici. La nave Jonio Mediterranea, voluta da varie associazioni, è l’unica rimasta nel Mediterraneo centrale a fare i salvataggi, in pieno rispetto alle norme previste dalla legislazione in vigore. Ma è presa di mira dal Ministro degli Interni.