Mentre l’Europa discute di come esternalizzare la crisi migratoria per proteggere i propri confini anche a costo di mettere in gioco i propri valori fondanti, a Cremona si è parlato del diritto alla protezione, e dunque del dovere di proteggere, e degli strumenti spesso disattesi, che l’Italia, nel tempo, si è data per garantirlo.
Ne ha parlato Pax Christi International a Lovanio in un recente convegno dal titolo “Verso un’etica teologica delle migrazioni e le sue implicanze sociali”, dove ha dichiarato che il futuro dell’Europa dipende da come saranno affrontati i flussi migratori.
Moltissimi sono i pregiudizi e gli stereotipi sui migranti che vanno per la maggiore nel nostro paese. I più radicati: ci invadono, la percentuale di delinquenti è altissima, spendiamo un sacco di soldi per mantenerli a non far niente.
Solo all'ultimo summit i leader europei hanno deciso i provvedimenti necessari perché i profughi possano trovare riparo durante l'inverno sulla rotta balcanica. Intanto molti gruppi di volontari, che da mesi suppliscono le istituzioni, chiedono di agire immediatamente per evitare nuove tragedie, questa volta sulle strade dell'Europa.
In Libia i migranti subiscono violenze e gravi violazioni dei diritti umani, denunciati ormai da numerose testimonianze. Eppure la comunità internazionale non fa nulla per affrontare la situazione
L’accordo per fermare i profughi siriani in Turchia potrebbe di fatto facilitare il rafforzamento della radicalizzazione islamica del paese insieme al suo ingresso in Europa.
A Milano tutti i giovedì presidio per i migranti scomparsi nel Mediterraneo. Ha cominciato la Rete Milano Senza Frontiere in giugno e in settembre si è aggiunta Palermo. Presto potrebbero essere diverse le città, inclusa Roma, a promuovere la “Marcia per i Nuovi Desaparecidos”, i migranti scomparsi del Mediterraneo.
I flussi migratori dei nostri giorni sono il preludio di spostamenti giganteschi annunciati dagli ambienti scientifici internazionali nei decenni a venire. La causa va cercata nei cambiamenti climatici e nei conseguenti disastri ambientali. Ne terrà conto la prossima conferenza internazionale sul clima di Parigi, in dicembre?
Comunità di Sant’Egidio e Federazione delle Chiese Evangeliche finanzieranno con i fondi dell’8 x 1000 un progetto che ha l’obiettivo di trasportare in Europa in modo sicuro 1.000 profughi nei prossimi mesi.
La società civile avanza proposte per la gestione della crisi migratoria, mentre le istituzioni europee danno inizio all’operazione militare contro i trafficanti nel Mediterraneo
I dati demografici mostrano con chiarezza che l’Europa ha bisogno dei migranti per mantenere il proprio livello di sviluppo economico e di welfare. Ma per ora le politiche europee trovano un accordo solo sulle modalità per scoraggiare e fermare i flussi migratori. Anche in violazione flagrante delle convenzioni internazionali.
Le crisi migratorie del passato ci insegnano ad affrontare quelle di oggi. Nel secolo scorso numerose furono le crisi internazionali che provocarono ondate di profughi. L’impegno dell’Onu e la collaborazione della comunità internazionale ne determinarono una gestione accettabile
Almeno 100 eritrei passano ogni giorno il confine con l’Etiopia. Scappano da un paese militarizzato. Sfidano la morte per il diritto a decidere del proprio futuro.
Davanti alle immagini drammatiche di donne, bambini, uomini in fuga da guerre, persecuzioni e povertà in varie parti del mondo, dobbiamo prima di tutto rispondere in modo umano.