Parla uno dei migranti a bordo della Sea Watch ferma da una settimana al confine delle acque territoriali: “Non avete idea di cosa ci succede in Libia, piuttosto che essere di nuovo torturato preferisco dare la mia vita ai pesci”.
Lampedusa parte la protesta di gente che dorme per strada per sollecitare lo sbarco della Sea Wathc.Se dei giovani a Cremona facessero lo stesso, darebbero un segnale!
A Roma, il 13 giugno, è stata presentata la campagna promossa da 42 organizzazioni di varia natura: da sindacati ad associazioni del Terzo settore, da ong che hanno come scopo l’assistenza agli immigrati ad associazioni scolastiche. Dare voce all’Italia che accoglie.
Il comandante Bija deve molto all’Europa. A Zawyah la sua “guardia costiera” è operativa grazie a mezzi e fondi elargiti via Tripoli dai generosi donatori di Roma e Bruxelles. Ma Bija secondo l’Onu dovrebbe stare in galera, per i crimini commessi contro i migranti.
Le Organizzazioni del Tavolo Asilo nazionale sono contrarie al Decreto Legge Sicurezza-Bis. L’Onu ritiene il Decreto “fuorviante”, non in linea col diritto internazionale dei diritti umani ed esorta a ritirarlo perchè “le politiche migratorie restrittive servono solo ad aumentare il traffico dei migranti.”
I Missionari Comboniani in Italia si dicono "profondamente indignati" dall'utilizzo strumentale del rosario, brandito quasi fosse un'arma il 18 maggio scorso in piazza a Milano dal ministro Salvini.
Il richiamo di Juncker: “Come europei non abbiamo il diritto di rigettare, per principio, quelli che vengono da lontano. Spesso sono dei perseguitati e vanno aiutati.” Caritas Internationalis: “ Il nostro voto sia un impulso per un’Europa più inclusiva ed accogliente.”
Nei primi 4 mesi del 2019 sono 422 le persone morte in mare. Ora, fuggono anche i libici. La nave Jonio Mediterranea, voluta da varie associazioni, è l’unica rimasta nel Mediterraneo centrale a fare i salvataggi, in pieno rispetto alle norme previste dalla legislazione in vigore. Ma è presa di mira dal Ministro degli Interni.
Città governata dalla Lega dove però è presente un volontariato forte e intraprendente. Una situazione dove il decreto Salvini, che ha tagliato i fondi per la gestione immigrati, mette in difficoltà le stesse amministrazioni leghiste.
Le parole sono insufficienti per far capire ciò che succede nei centri di detenzione dei rifugiati in Libia. Meglio lasciare il posto al pianto dei bambini e al gesto di protesta delle donne rifugiate nel centro di Tarek al Sika.
Nel clima di indifferenza generale verso i migranti lasciati morire in mare senza soccorsi, violati nei lager libici, o peggio ancora, inviati a combattere negli scontri tra i signori della guerra della Libia, Padre Zanotelli lancia una iniziativa.
Orami più nessuno conta i morti delle traversate nel deserto, nei lager libici, nel mare Mediterraneo dove, in questi giorni, alcuni barconi anche con donne e bambini sono stati dati come dispersi. Vuoti a perdere.
La petroliera turca Elhiblu 1 che la cronaca dice “dirottata” verso l'Europa dai migranti soccorsi nel Mediterraneo e che non volevano essere riportati in Libia, ha potuto attraccare nel porto di La Valletta. A bordo c’erano 108 migranti, tra cui 19 donne e 12 bambini.
IL diritto universale all’acqua bene comune, negato a molti popoli li costringe a fuggire dalla grande sete. Tra le cause: la monetizzazione speculativa delle acque, la gestione estrattiva e produttivista delle risorse naturali e le politiche di privatizzazione dell’acqua.
Un post FB del diplomatico italiano Granmenos Mastrojeni ci aiuta a capire cosa succede in paesi tipo il Mali da cui provengono quei migranti che noi cataloghiamo come economici e che vorremmo respingere.
I politici al governo amplificano ad arte l’emergenza migranti per nascondere la vera emergenza che sovrasta tutti e che incute paura: il cambiamento climatico.
Il suo vero nome era Tesfalidet Tesfom ma lo chiamavano Segen. E’ morto poco dopo il suo sbarco a Pozzallo dalla nave Proactiva della ong Open Arms, esattamente un anno fa’. Fuggito dall’Eritrea è giunto solo pelle e ossa. Non riusciva neppure a stare in piedi.
Allarmante il numero di migranti morti nel Mar Mediterraneo nel 2018. Per ridurre gli arrivi, la politica si vanta di avere tagliato le operazioni di ricerca e soccorso. Così, la rotta Mediterranea è diventata la più letale al mondo.
Dietro il trattato di cooperazione Italia -Niger del 2017 per fermare i migranti, un trattato del tutto segreto, c’è un florido mercato di armi e di affari. Grazie al ricorso delle associazioni Asgi, Cild e Rete Disarmo, l’accordo è stato recentemente reso pubblico.
E’ il titolo di un rapporto della rivista Valori. Il Decreto sicurezza arricchisce società estere e holding specializzate nella gestione di megacentri per migranti.
Tina Maffezzoni, ostetrica, di MSF operatrice di Medici senza frontiere è nel nel campo profughi di Moria, a Lesbo. Qui MSF gestisce una clinica di fronte alla struttura che ospita 5mila migranti, quasi il doppio del previsto
La cremonese Tina Maffezzoni, ostetrica di Medici senza frontiere, da Lesbo in Grecia dove sta operando, ci invia alcune testimonianze perché “il mondo deve sapere” che la situazione del campo..
L’organizzazione Human Rights Watch nel report “Inferno senza scampo” denuncia la situazione dei migranti detenuti nei centri del paese nordafricano, sottolineando le responsabilità dell’Europa e delle attuali politiche del governo italiano.